Più che credere io spero

Ogni volta che mi chiedono se Credo rispondo che io spero (che la speranza è l’ultima a morire e finché c’è speranza c’è vita, facendo le corna). Spero, quando sarà il momento, di non trovare un mattone nella scatola, che io sono nato in un’epoca dove di promesse a scatola chiusa ce ne son state molte, e anche quelle a medio-breve termine si sono spesso rivelate delle belle buggerate. Figurarsi quelle sulla vita eterna, impacchettate con candelabri d’oro, candeline, otto x mille, papamobili e anelloni che in Colazione da Tiffany se li sognavano, belli freschi loro, o giardini pieni di vergini e via dicendo. Intendiamoci, con questo non intendo dire che sono ateo, io sono speranzoso. Ma da qui a dare la fiducia sulla parola ce ne passa di acqua sotto i ponti che scavalcano il Po. La ricerca della spiritualità va bene, come va bene anche la fede. Ogni individuo la vive a suo modo, ci mancherebbe anche. Ma personalmente ho sempre diffidato dei tramiti, o almeno di alcuni. Sopratutto se questi sono un tantino sfarzosetti. Sopratutto se questi hanno spesso insinuato il germe della discordia e dell’odio. Quando è venuto il prete del paese in cui vivo a benedire, come ogni anno, la casa, io avevo il barbone incolto, così guardandomi mi fa “cosa fai, stai diventando come i musulmani?”, al che io ho risposto che se anche fosse stato non avrei visto il problema, ne la troppa differenza. In entrambi i casi saremmo arrivati al giorno del Giudizio universale. No? Rispose che non credevano in Dio. Ma come dico io…non le pare di travisare un tantino le cose? Allora mi darò al Buddhismo, ci penserò su. Quello mi è sbiancato, e mentre sbiancava ha cominciato a parlare di vangeli e salmi, al che ho fatto notare che pur ritenuti corrotti dal tempo (il che ci può anche stare) l’Islam riteneva sia i vangeli che i salmi e perfino la Torah come testi d’ispirazione divina. Come poteva quindi affermare che essi non credessero? Cosa li distingueva da noi? La barba era sinonimo di infedeltà? E allora i frati? Quanti ne ho visti con la Barba incolta. E’ diventato un tira e molla. Al che lui mi ha chiesto cosa ritenessi io religione o fede o spiritualità. Risposi che per me qualunque religione, se perseguita coi giusti intenti portava al medesimo scopo, aggiungendo che per quanto mi riguardava anche un eventuale praticante della religione Peyotista rientrava per me in quel discorso. Mi chiese cosa fosse questa cosa, quasi avessi detto una bestemmia. Feci presente che persino in codesta religione Gesù veniva in un certo senso citato. Era il colpo finale, Gesù, nativi americani, Dio, grande spirito. Il suo cervello è andato in tilt, ha benedetto la casa con la stessa forza con cui avrebbe fatto un esorcismo. Poi mi chiede:”ma tu, non ho capito, credi o no?” Io spero, ho risposto. Spero padre. E’ uscito, ed è ormai passato un anno. Chissà se tornerà, anche perché sono curioso di chiedergli se è andato a vedere o ha letto Angeli e Demoni.

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6 thoughts on “Più che credere io spero

  1. La cosa peggiore che uno possa fare è leggere la trama su my movies che solitamente riporta la recensione critica di Morando Morandini che tendenzialmente tende a stroncare qualsiasi cosa non sia stata prodotta prima del 1935

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