Siamo tutti Rosa Parks

Bologna – Paladozza 09/05/2009

Mentre stavo andando a Bologna per assistere allo spettacolo di Corrado Guzzanti pensavo tra me e me all’editoriale che avevo letto qualche ora prima sul Manifesto, il titolo era:”Una risata ci seppellirà”. Mi è venuto spontaneo ripensarci vista la mia destinazione.

Rosa Parks

Ho pensato al contenuto di quell’articolo che ripercorreva l’excursus leghista e di governo degli ultimi giorni, dai vagoni riservati ai nativi indigeni sulla Metropolitana Milanese al vanto sull’ultimo barcone di disperati clandestini rispedito al mittente. La storia avviene in tragedia e si ripete in farsa, questa frase di Carlo Marx citata nell’articolo metteva in guardia. Tal volta la farsa può anche preparare la tragedia si leggeva poco dopo. E’ bastato sfogliare il giornale all’indomani per leggere del gaudio Leghista e di governo per il secondo carico di clandestini rispedito fuori dai confini Italiani, con Berlusconi che tra le righe dice che no, non vogliamo una società multietnica. Vivere fuori dal mondo tal volta può essere un bene, ma rifiutare la realtà può diventare pericoloso. Oggi siamo tutti Rosa Parks e nessuno lo è. Lo spettacolo di Guzzanti scorre nelle quasi tre ore tra comicità e satira. Farsa e tragedia si mischiano tanto che spesso risulta difficile distinguere la fantasia comica dai fatti reali. Si sorride e si ride, è inevitabile. Ma le riflessioni non mancano. Sono inevitabili. Alcune cose talmente estreme e talmente reali non hanno nemmeno bisogno di passare sotto il filtro, l’estremizzazione del comico. Basta riproporle così, per come sono state dette, e questo rende il quadro della situazione. Questi stanno cercando di convincere gli Italiani a credere in un qualcosa che non esiste, che è un paese della fantasia (terribile aggiungo io) che non è conciliabile col mondo di oggi. Attaccano la sinistra accusandola di essere ancorata al secolo scorso e intanto cercano di insinuare negli Italiani tendenze quanto meno anacronistiche. Basti pensare alla boutade del Metrò, o ai manifesti della Lega sulle riserve indiane. Ve li ricordate? Poi, chiamate in causa, le forze politiche, ma anche la stampa tende a definirle sparate. Ma spara oggi, spara domani, finisce che prima o poi un colpo fa centro e allora la Farsa finisce davvero per preparare la Tragedia. Napoli, campi nomadi. Ricordate? E la campagna elettorale di Alemanno? Il centro destra puntò tutto sulla questione sicurezza. Alcuni definirono certe uscite come sparate, le solite cose sensazionalistiche. Poi è finita che qualche cittadino i campi rom qui e là è andato a bruciarli per davvero. Cercare di portare il cittadino a vivere fuori dal tempo in cui vive, con tutte le connessioni del caso, non solo allontana l’Italia dal resto d’Europa, ma ci spinge ben più indietro di certi paesi che tutt’oggi ci ostiniamo a chiamare arretrati o sottosviluppati, ma che nella realtà dei fatti, dall’integrazione, la convivenza multietnica ai servizi sono forse già due passi avanti a noi. Ridere va bene, ma bisogna stare vigili. Quando sento definire buffone o buffonate le uscite del premier mi irrigidisco sempre un attimo. Perché così si finisce per minimizzare un atteggiamento dannoso. Molti Italiani purtroppo sono come cuccioli di cane, tendono ad imitare “il loro padrone”. Non so se mi sono spiegato?

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2 thoughts on “Siamo tutti Rosa Parks

  1. Hai ragione, chi ricopre certe cariche, dovrebbe prendersi le proprie responsabilità delle sue sparate, perchè poi gli idioti non mancano che cercano di mettere in pratica le sparate.

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