Accidenti all’industria Musicale

pussycatdollsjpgQualcuno dei miei amici è musicista, qualcun altro sta studiando per diventare uno di quelli che organizza per i primi. Poi c’è Ricordi in questa nostra storia, o almeno, c’era. Sovente capita, con gli amici di qui sopra, di soffermarsi a guardare quel che l’industria musicale propone, almeno in parte, quel che ad esempio si vede passare sulle reti musicali. Gnocca! Ecco, passa gnocca. Guardare mtv o all music in questo periodo di imbizzarrimento ormonale nuoce gravemente alla salute. E i maligni dell’industria musicale lo sanno. Su un ora passata ad osservare i video ti poni alcune domande esistenziali. La prima è: “ma tutto questo ben di Dio lo producono in fabbriche apposite o lo tengono nascosto da qualche parte salvo poi estrarlo per produrre il video?” e poi “il mondo è diviso in due fette? Perché se è così mi rendo conto di far parte di quella esclusa da tutto questo ben di Dio, e non è una bella sensazione”.

Inevitabilmente, da persone serie quali siamo, sopraggiunge anche un lato più tecnico nel discorso. Ma queste faranno mai dischi? E concerti? E dove? La bella figheira di turno sbattuta praticamente nuda e farcita di una carica erotica degna di un hard movie di classe A ha prodotto anche un disco con un numero di canzoni superiore a 4? O dopo il singolo cade nell’oblio? E chi compra, nel caso, il suddetto disco la cui qualità musicale può essere messa facilmente in discussione dal momento che dalle casse dello stereo non traspare l’unica qualità degna di nota, la verve erotica e l’indiscusso fisico da top model? Anni fa mi lamentavo dell’invasione Numetal, vedi Fred Durst e soci, ma oggi mi rendo conto che nel bene o nel male almeno avevano un senso nel contesto musicale. Almeno facevano dei dischi. Queste campano sui singoli? E qui arriviamo allo snodo cruciale.

Il Ricordi di Modena chiude. Chiude perché a quanto pare i costi non permettono più di mantenerlo. Non si vendono più dischi. O almeno, se ne vendono pochini. Il reparto classica e jazz era sicuramente poco frequentato, ma a quanto pare anche gli altri producevano poco in quanto ad entrate. E allora è colpa di internet? Adesso, non ho ben presente i dati. Ma non mi pare che, almeno in Italia le vendite di musica via web siano tali da determinare una cosa del genere. Allora sarà forse la qualità musicale che fa un tantino cagare? Tralasciando la questione prezzi. Mi sa che poco ci manca che l’unica cosa che tirasse fossero i videogiochi, reparto molto piccolo nel ricordi di Modena, e grazie al cielo. E’ un negozio che vende musica. Per quanto riguarda cd o dvd sono sempre stato di quelli che se l’articolo gli interessa non sopporta avere un formato anonimo come l’mp3 o il disco masterizzato. Voglio il booklet ecc. E lo stesso vale per un dvd. Sarò feticista in tal senso, ma la vedo così. E’ proprio l’idea di averlo tra le mani, non so se mi spiego?Intanto depressione, perché da Ricordi io ci compravo qualche cd e sopratutto i dvd. Ora dove cacchio vado a trovarli certi film?

Annunci

11 thoughts on “Accidenti all’industria Musicale

  1. Io sono così per i libri.
    L’odore della carta stampata, il frusciare delle pagine e il contatto con i polpastrelli…
    Qualcuno mi guarda come se fossi una pazza isterica quando gli confesso questa mia mania. Sono una feticista dei libri, va bene?!? Problemi?!? 🙂

    Invece per la musica purtroppo non lo sono altrettanto. Basta che una canzone mi risuoni nelle orecchie e sono contenta, a prescindere dal tipo di formato.

    K!a

  2. ringrazia tutti quelli che usano torrent, emule e pirateggi vari, è grazie alla loro orgogliosa baldanza e irrespettoso fruire gratis – rubare – delle fatiche artistiche (o discutibili tali, ma pur sempre prodotte con i soldi di qualcuno) altrui che chiudono i negozi e sì, anche molti siti che la musica la vendono 🙂

    • Si è vero. In buona parte è quello. Non c’è dubbio. Però è scesa anche la qualità del prodotto, è salito il prezzo (e bada bene che non dipende solo dal download via web) ed è mancata la capacità di rischiare sui musicisti da parte delle case discografiche che preferiscono spesso una cosa usa e getta.

  3. “ma tutto questo ben di Dio lo producono in fabbriche apposite o lo tengono nascosto da qualche parte salvo poi estrarlo per produrre il video?”
    Un mio amico ha una teoria interessante, secondo lui esiste un isola tipo Lost dove “coltivano” queste tizie e all’occorrenza le prendono per fargli fare un disco..
    Seriamente, anche qua i negozi di dischi stanno chidendo uno ad uno purtroppo.

  4. Anche a Parma hanno chiuso la Ricordi… ma tanto io non ci compravo più niente da quando ho fastweb in casa 🙂 Lo ammetto, sono una pirata! Verrò linciata per questo?

    • Chi intraprende seriamente la strada della musica potrebbe linciarti, se vuoi qualcuno te lo presento io. Per quanto riguarda le figheire e via dicendo non credo incida così tanto. Loro puntano su tutto quello che ruota attorno, la musica in quel caso è solo un di+

  5. Lettura interessante. Ti ringrazio in anticipo per lo spunto di riflessione.

    Mi ritrovo in molto di ciò che hai scritto, anche se in alcune riflessioni mi sembra che manchino dei passaggi logici piuttosto scontati.
    Ad un certo punto ti sei posto la giustissima domanda: “è colpa di internet?” e hai dato una risposta senz’altro veritiera, ma che coinvolge un settore, quello della musica a pagamento, che racchiude solo un’esigua percentuale degli “scaricatori” del web.

    Come si fa a negare che prima Napster, poi tutti i vari P2p, i Client BitTorrent, ecc. abbiano sancito il crollo del Cd-rom e del supporto fisico in generale?
    Come si fa a non cedere alla tentazione di scaricare l’intera discografia di un artista, in modo veloce e completamente gratuito? Per fortuna questi mezzi sono considerati illegali, altrimenti i negozi potevano abbassare le serrande immediatamente, evitando quell’agonia che si sta manifestando oggi, e che secondo me è destinata a tramutarsi in morte definitiva, se non arrivano proposte innovative adeguate.
    L’avvento dei masterizzatori domestici, per quanto potenzialmente pericoloso, non era riuscito a fare ciò che il formato mp3, sinonimo di tanta musica e poco ingombro, è riuscito a produrre in pochissimo tempo, aiutato in maniera evidente da supporti come l’I-Pod e simili.
    Chi non possiede un lettore mp3 portatile? Ebbene, voglio vedere quanti di noi hanno immagazzinato negli hard-disk di questi riproduttori solo musica estratta da cd autentici, o perchè no vinili, se vogliamo farci una fragorosa risata in compagnia.
    E’ giunto il momento di considerare i fatti per come sono e prenderne atto. Il tuo discorso sulla qualità delle canzoni di oggi è sublime, romantico, ma secondo me c’entra poco. A ben cercare in giro se ne trova molta di buona musica. Il fatto è che c’è un imponente business costruito attorno, ed è colpa di tutti noi se in radio si sentono solo voci sintetiche e su MTV si vedono rigorosamente culetti sodi e labbra carnose.

    E’ importante ripristinare il gusto per l’originale, il piacere nel “toccare la musica” che hai descritto perfettamente te. Per farlo bisogna sapere valorizzare il supporto fisico, distribuirlo a prezzi accessibili anche per il giovane adolescente e arricchirlo di contributi speciali a cui il pirata di internet non può accedere.
    Ben vengano anche questi nuovi portali che forniscono brani musicali al modico prezzo di uno spot pubblicitario da vedere, perchè è una proposta LEGALE che aiuta tutti: gli artisti, le case discografiche e l’utente finale stesso.

    • Ringrazio io te per questo commento. Sono andato molto a pelle in quello che ho scritto, senza addentrarmi in tecnicismi di cui sicuramente ho poca dimestichezza. Sicuramente il p2p a partire dall’epoca Napster può aver influito, e, la butto li, forse chi produce e distribuisce musica ha reagito in ritardo al fenomeno, forse portandolo troppo tardi a suo favore. Dico forse. Non saprei. Condivido anche il discorso che se se passano quello che passano è anche colpa nostra. Ti ringrazio ancora per il contributo che apre senza dubbio altri spunti di riflessione. 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...