La prima Clandestina denunciata in ospedale

La legge non è ancora stata approvata e già giunge la notizia di una prima segnalazione in uno ospedale ai danni di una clandestina, posizione resa tale dalla lentezza burocratica dal momento che è in attesa via tribunali del suo asilo politico. E sono sincero, già le palle mi girano così, solo a leggerla. Primo perché la legge come scrivevo non è passata, quindi in ogni caso i medici avrebbero agito in maniera a loro non consentita, totalmente antietica, secondo perché è la riprova di quello che una norma del genere può provocare. Nemmeno due giorni dal parto e viene divisa dal figlio con stupide scuse, in realtà solo in attesa degli accertamenti. Ora, lo so pure io che non è che sia proprio il caso di dividere una madre dal figlio mai, figuriamoci nei giorni immediatamente successivi al parto. E non importa dei sensi di qualche cappero di articolo 250 del Codice Civile. Stiamo scherzando? E se poi queste decidono di partorire fuori dalle strutture sanitarie per paura di denunce, mettendo a rischio la loro salute e quella del figlio con conseguenze che potrebbero essere gravissime? Ma vorrei sapere da quale testa di minchia fusa nell’emmental andato a male è venuta fuori questa cacchio di Idea. Rendiamoci conto già da questo caso, prima che sia tardi, che cosa potrebbe provocare una cosa del genere. La gente che partorisce, è il caso di dirlo, certe idee andrebbe messa in pubblica piazza a chiappe al vento e poi fustigata con elastiche canne di bambù, loro e i medici che si adegueranno. E il mio non è incitamento alla violenza, ma l’atto estremo per riportarli alla ragione. Che ve lo dico io.

00:39 – 03/04/09 Update: anche dopo tutto il caos mediatico che si è scatenato sulla vicenda è stato finalmente consegnato l’asilo politico alla  donna Ivoriana

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5 thoughts on “La prima Clandestina denunciata in ospedale

  1. segnalazione anonima, mi pare di aver capito dal tg. In questi casi, se uno vuol denunciare, che almeno abbia il coraggio di farlo facendo vedere la propria faccia (di cazzo!)

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