Roberto Saviano a “Che tempo che fa”

62200905412Non so voi, ma la puntata di “Che tempo che fa” andata in onda straordinariamente mercoledì e che ha avuto ospite Roberto Saviano e poi David Grossman e Paul Auster è stata secondo me la riprova che la tv (specialmente se pubblica) può proporre contenuti di qualità altissima, anche in prima serata, senza preoccuparsi troppo eventualmente di realtà come quella dello share. Mi ha ricordato le conversazioni televisive di tanti anni fa, che evidentemente ho visionato solo tramite strumenti come youtube (ancora una volta il web si dimostra utile nel recupero di contenuti altrimenti difficilissimi da reperire), in cui discutevano amabilmente personaggi come Calvino, Pasolini, Ungaretti o Moravia, Sciascia. Cose oggi pressoché scomparse per far spazio alle varie arene tv. Se poi il fulcro principale di tutto è un’ argomento sensibile a cui purtroppo c’è ancora insensibilità diffusa- scusate il gioco di parole- come la lotta e il contrasto alle mafie, e se tutto viene incentrato su di un’arte-veicolo come quella della scrittura allora il valore è doppio. Nonostante in molti accusino Fazio di retorica e perbenismo di convenienza e altri, non ho idea di quanti sinceramente, possano accusare “l’ospite” di opportunismo e ricerca di visibilità, il risultato è una lezione di giornalismo contemporanea, lucida e alla portata di tutti. Cosa non da poco. Tema, quello dell’informazione e del suo ruolo, per altro estremamente attuale di questi tempi. Fazio e il suo team sono tra i pochi, oggi come oggi, a proporre all’interno del panorama televisivo, quanto meno quello generalista, contenuti e ospiti di estrema qualità. E anche e sopratutto questa volta è stato così. Almeno a mio giudizio. A proposito, a me è tornato in mente questo intervento famosissimo di Pasolini di cui estraggo solo una citazione…

Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio “progetto di romanzo”, sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il ’68 non è poi così difficile.
Tale verità – lo si sente con assoluta precisione – sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio…(integrale)

-Pier Paolo Pasolini-

Annunci

12 thoughts on “Roberto Saviano a “Che tempo che fa”

  1. una nota stonata le interruzioni per gli spot, forse dovevano trovare il modo di evitarle o quantomeno farne una sola tra il monologo di Saviano e l’incontro con gli altri scrittori

  2. Fazio continua a far parte di quella schiera di presentatori mielensi che non mi entusiasma, ma è indubbio che gli ospiti, lui o la sua redazione, li sa scegliere e molto bene.
    Ieri sera ha lasciato (giustamente!) spazio e voce a Roberto e ne è venuta fuori una di quelle pagine di televisione che resteranno nella storia. Almeno… nella mia videoteca c’è già!? 😉

  3. Sono assolutamente d’accordo con Chit.

    Neanche a me Fazio piace. Non è un degno “controllore del potere”, anche se forse non è lui che lo deve fare perchè non è un giornalista ma un presentatore. E, come già spiegato da Travaglio, se lo cacciato lui poi non ha la possibilità di scrivere libri e quindi sparisce.

    ps: Complimenti per il blog Paz. Ti ho già linkato. Se ti va contraccambia!

  4. Saviano non e’ uno scrittore ma l’esca di una strategia editoriale. Uno scrittore ti avvince quando parla, gli bastano due parole. Questo al massimo va bene come camomilla. Ma guardatelo negli occhi: come puo’ uno scrittore avere questo sguardo da pesce drogato? Marco

    • @Vertigo / Marco
      hai ragione e tra l’altro essendo una favola la proporrei per far addormentare i figli, mentre bevono la camomilla.

      Io pagherei per avere un editore che per strategia mi fa minacciare di morte e mi costringe a vivere all’estero, ma si sa, sono strana!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...