Il collezionista

afp111544950909120849_bigQualcuno una volta mi disse che ero pericoloso. Lo disse bonariamente suppongo. Si riferiva forse al fatto che annoto in maniera quasi maniacale quello che mi accade durante il giorno. Non tutto, è chiaro, ma molto. E così deve esser successo che parlassi di questa cosa. Dovevo aver detto che avevo un sacco di pagine di appunti riguardanti migliaia di piccoli e grandi accadimenti della mia vita e di quella delle persone che via via ho incontrato negli anni. Appena posso apro il blocchetto di turno e scrivo. Non è una cosa tipo diario a cui confidare le cosucce. E’ proprio una cronaca quasi fedele. C’è annotato di tutto, aforismi, situazioni, particolari, dubbi, pensieri, realtà, incontri, sensazioni su questo e quello ecc. Tutto quello che incontro (o con cui mi scontro) e che vedo. C’è talmente tanto materiale che potrei scrivere una saga più lunga di quella del malefico maghetto. E l’idea, devo essere sincero, mi ha solleticato più e più volte. Di tanto in tanto estrapolo qualcosa e ne ricavo un post. Ma solo di rado, perché ho la sindrome del collezionista e fatico quindi a separarmene o a condividerle. Inizialmente avevo anche pensato di aprirci un blog e riversarne il contenuto, magari stralciandone i reali protagonisti facendo un’operazione molto Felliniana. Ma poi quella maledetta sindrome…

Oggi ero li, che suddividevo parte degli scritti per argomenti (ve lo dicevo che ho la sindrome) e mi è tornata la suggestione di sfruttare quei chili di carta, in qualche modo. Ma non so. Per ora mi sto limitando ad esporre la cosa. E dopo lo xanax, le auto interviste, i passi biblici riscritti, le possessioni video ghezziane e i dialoghi con Woody Allen ho l’impressione che l’immagine della mia sanità mentale, della mia normalità, ne esca ulteriormente provata. E’ molto probabile che a breve salga su, apra un blocchetto e scriva: “devo ricordarmi di smetterla di sputtanarmi in giro, devo provare a darmi l’aria di una persona quasi civile. Dico quasi, non civile del tutto. Ma almeno provarci, e che cazzo”.

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7 pensieri su “Il collezionista

  1. michiamomitia ha detto:

    Io mi annoto frasi che sento dire in giro, che dicono gli amici o che capto in chat…Da tempo oramai. Quindi nelle proprie manie, non si è mai da soli :))

  2. Chit ha detto:

    Ultimamente ho smesso un po’ ma, se può consolarti, fino a qualche anno fa era la stessa cosa anche per me e tengo ancora tutti i quadernetti.
    Male che vada diventi come il Chit via… 😉

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