Lo sciopero virtuale

il quarto stato

Adesso vogliono introdurre lo sciopero virtuale. Ho cercato qualche informazione in giro perché a dire il vero non avevo chiarissimi tutti i meccanismi di questa modalità di sciopero.

Ho trovato, ed estrapolo da questo link due passaggi che credo esplichino bene la dinamica e che mi pare siano chiari su cosa sia a grandi linee, lo sciopero virtuale.

-Funziona cosi: il lavoratore in sciopero si reca
al lavoro regolarmente. La sua paga viene
però accantonata dall’azienda che mette
nello stesso angolo anche i profitti della giornata,
oppure un multiplo dello stipendio giornaliero
del lavoratore. Questi soldi messi da
parte potrebbero, contrattualmente, andare
in beneficenza o a fini sociali, oppure aspettare
una futura redistribuzione tra le parti,
ma, soprattutto sono ancora una volta il modo
di misurarsi reciprocamente.-

-Consideriamo ad
esempio tutti quei lavoratori il cui mestiere è
quello di controllare l’accesso ai servizi dell’azienda.
I casellanti autostradali, le biglietterie dei
musei e della metro e cosi via. Per queste categorie
lo sciopero virtuale è già a portata di mano,
ed in alcuni casi già praticato. Basta infatti che
lo sciopero si traduca nel mancato controllo dell’accesso.
Il servizio viene erogato, ma l’azienda
non solo non ne trae profitti, ma deve anche sostenere
i costi di funzionamento delle strutture. Il
lavoratore ha così ottenuto di infliggere un danno
ancora superiore all’azienda senza sacrificare
il servizio per la collettività.-

(Matteo Rizzoli)

Questo stando a quanto si legge dovrebbe essere applicato ai servizi essenziali come i trasporti e la possibilità di proclamare l’astensione dal lavoro nei trasporti pubblici solo per i sindacati che hanno oltre il 50% della rappresentatività nel settore (così leggo su Repubblica).

Resta da vedere se questa sia una reale azione a favore del cittadino pur tenendo conto del diritto dello scioperante o l’ennesima mossa tappa ali di questo governo. Per il momento non mi espirmo, e mi limito proporvi queste delucidazioni sullo sciopero virtuale. Staremo a vedere cosa succederà.

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4 pensieri su “Lo sciopero virtuale

  1. Pablo Moroe ha detto:

    Stando a quanto ho sentito in radio questa mattina, questa proposta va completamente a denigrare il valore dello sciopero, che non creerebbe più il disagio per il quale, invece, dovrebbe nascere. Un disagio che dovrebbe portare all’attenzione degli utenti una condizione di malessere interno agli organi che scioperano.
    Purtroppo in Italia l’altruismo è un utopia fuori da ogni concezione: se un gruppo di lavoratori sciopera per un mancato rinnovo contrattuale e/o per condizioni lavorative precarie, l’utente – il comune cittadino che, a loro volta, dovrebbe essere lavoratore – non si preoccupa della grave situazione in cui versa lo scioperante, ma semplicemente limita il proprio sguardo alle proprie tasche, lamentando il disservizio.
    Ci vorrà ancora tanto tempo per far comprendere alla popolazione italica che se sta bene la collettività, sta bene anche il singolo.

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