Perché Sanremo è…..

sanremo2009Mi sembrava il momento di sprecare due paroline sul festival di Sanremo, a poche ore dalla terza serata e prima che i giochi comincino a chiudersi definitivamente, almeno per qualcuno. Non penso, in vita mia, di aver seguito così attentamente il festival. E se un occhio e un orecchio alla tv e uno puntato sul web possono essere passati come attento sguardo sulla kermesse allora sì, diciamo che ho seguito. Premettendo che solitamente la formula canzona che viene proposta al festival dai vari artisti non ha mai incontrato i miei gusti, e tendenzialmente continua a non incontrarli, qualcosa forse si può salvare. Un dubbio però mi assale sempre, durante le serate sanremesi: è possibile che si sia sempre costretti a salvare, non necessariamente in fin dei conti, qualcosa da quel manipolo di resuscitati dell’Italica musica che fu? E quest’anno non c’è neanche male, anche se tra un Renga (molto cellino san marco style a livello canoro) e una Alexia che tenta la via del platinato stile Pravo (ma non osa ancora il vedo, che schifo lo vedo, nel look come invece ieri sera la Patty ha fatto) anche tra i più attuali della categoria big si fa davvero fatica a pescare qualcosa di decente, tanto che, esclusi quelli che non lasceranno segno alcuno – in parecchi secondo me- vai a vedere che forse uno dei pochi pezzi che può far presa è proprio quello contestatissimo di Povia. L’unico, permettetemelo, che al massimo al secondo ascolto bene o male ti entra in testa. Con buona pace dei suoi detrattori che hanno aperto una polemica ancora un mese fa, troppo presto a mio parere, perché la maggioranza della gente non si scocci e li mandi a quel paese, L’Italia, magari quella di Masini. Sopratutto perché basata sostanzialmente solo sul titolo. Uno può essere d’accordo oppure no col messaggio, o con la storia, come l’hanno definita, del testo. Ma certo mi è sembrato eccessivo il polverone alzato anche in virtù delle effettive parole del testo. Ma come si sa, tutto il popolo è paese, etero o meno, e la polemica l’abbiamo nel sangue, quella si, genetica e predominante. A fare da contro altare ci ha poi pensato il Papa Benigni, con grande maestria. Impeccabile. Per il resto gli after hanno fatto toccata e fuga, così come Tricarico. Probabilmente i tempi sono ancora prematuri o semplicemente le canzoni erano brutte. Dovrò riascoltarle meglio. Un ultimo interrogativo sulla categoria big: Marco Carta? Tra Albano e la Zanicchi mi ha strappato un sorriso. Venendo ai Giovani!? Arisa mi è entrata dentro. Non ci posso fare nulla, ma 5 secondi dopo ero lì che canticchiavo il pezzo. Semplice, senza pretese, se senza pretese può considerarsi un brano portato a Sanremo. Dieci e lode per me. Iskra invece mi ha tenuto li, pensavo spuntasse fuori Dalla da un momento all’altro da sotto il sottanone. Lei è come Carta invertita di ruolo però, sessantenne tra i giovani. Però sempre una gran bella voce. Parlando dello show invece, uscendo per un momento dal contesto musicale non mi è dispiaciuta l’idea di leggere le lettere, i messaggi, dell’intellighenzia italiana, anche se fa molto nostalgico. Non so perchè ma mi ha ricordato molto Bob Geldof, sarò malato io. Bocciate invece le scenette BonolisLaurenti. Non perchè squallide, forse solo un tantino, ma perché trite e ritrite, già viste, e perché trasformano quei momenti in situazioni degne del peggior contenitore pomeridiano domenicale. Pure la classifica stile senso della vita si poteva lasciare a casa. Non era meglio pensare a qualcosa di nuovo visti i soldi spesi per lo show? Fino ad ora tutto sommato è certamente meglio di tanti altri festival. Ma mancano ancora tre serate.

Colgo l’occasione per ricordare a chi mi legge che stasera alle 22 e 30 c’è una diretta di pocaradio che non può certo perdersi l’occasione di intervenire sul festival e non solo. Il sottoscritto, purtroppo, non avrà occasione di partecipare ne di seguire, e se ne dispiace molto. Ma gli ancora maledetti ed attuali problemi di linea renderebbero impossibile la cosa. Sperando che mi lascino un buchino per il mio rientro (prima o poi). Chi avesse occasione però non la perda. Si connetta e ascolti OBBLIGATORIAMENTE Rick, Teiluj e tutta la banda che interverrà.

Io passo e chiudo. Ci si rilegge probabilmente lunedì con la eventuale seconda analisi, questa volta post festival. Buon week end a tutti.

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3 pensieri su “Perché Sanremo è…..

  1. pepenero ha detto:

    Personalmente queste kermesse mi smaronano non poco ed è per questo che nell’ultimo periodo ho adottato l’escamotage in pieno stile bignami di non aprire il libro ma, piuttosto, di buttarmi a pesce sui riassuntini di youtube. Il punto è – non so come cazzo sia stato possibile – che di sanremo 2009 non si trova una cippa!

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