I cittadini, il dibattito e la politica

Sono molto curioso di vedere cosa succederà poi. Dopo i decreti, gli scavallamenti costituzionali, i toni alti, le polemiche, il dibattito, cosa succederà?

Perché può anche sembrare ai più una domanda banale, ma ne siamo sicuri? Se si voleva spezzare, nuovamente, il paese in due allora il risultato è stato centrato in pieno.

Tutto si zittirà nuovamente come se nulla fosse successo, come solitamente accade qui da noi? O si comincerà a prendere seriamente atto che così non si può andare avanti? Perché volenti o nolenti il dibattito deve essere pubblico e sociale prima ancora che questo sia delegato alla politica. O il rischio è che questa, lasciata libera, lavori nuovamente per creare fratture nel paese. Già ne abbiamo tante senza doverne aggiungere altre. Tendiamo sempre a scatenarci, a scannarci sulla base di quello che la politica decide, mentre invece dovrebbe essere il contrario. Dovrebbe essere la politica che si muove sulle basi di ciò che i cittadini chiedono, decidono.

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