Se il Vaticano non stacca la spina

Diceva oggi Miriam Mafai, ospite da Corrado Augias, che le recenti posizioni del Vaticano, di questo papa, rischiano di contribuire fortemente ad una ondata di anticlericalismo. Riportava ad esempio del suo pensiero recenti sondaggi che hanno visto le linee della Chiesa in netto contrasto con quelle di una buona fetta della popolazione, e sopratutto di una buona fetta di cattolici. Paradossalmente più il mondo, in teoria, progredisce e si apre all’accettazione di nuovi pensieri e diritti e più la Chiesa, il Vaticano, di contro tende a chiudersi a riccio scegliendo una direzione totalmente opposta e nettamente conservatrice. E un punto di incontro non pare trovarsi, nemmeno all’interno della Chiesa stessa se è vero che gli alti prelati conterranei del Papa e quelli Austriaci hanno tuonato e tutt’ora tuonano contro le recenti posizioni e prese di posizione del Pontefice e della santa sede tutta sulla questione Lefevbriani. E ancora la netta contrapposizione di una parte di fedeli rispetto le posizioni che vengono mantenute ferme al di là del Tevere sulla questione Testamento Biologico e sul caso Englaro (in cui il governo in questi giorni sembra tentennare sotto pressioni tutt’altro che interne) che sempre più si è insinuato nella vita e nelle coscienze del paese. Inoltre le continue ingerenze e pressioni del Vaticano, ultime quelle di questi giorni sui casi appena sopra citati, ma anche quelle meno recenti fatte sui politici a proposito della discussione Pro o contro Aborto, nella vita politicamente democratica del paese non credo siano ben viste. Tenendo conto che esiste nella nostra costituzione un articolo, il numero 7, citato sempre oggi dalla Mafai, che evidenzia, anzi sancisce quali siano secondo la costituzione, quindi il nostro più alto documento, i termini di giurisdizione tra i due Stati. Perché ricordiamoci sempre che il Vaticano è pur sempre uno stato a se stante e indipendente che ha alla sua guida una persona che è il Papa, che ricopre quindi un incarico istituzionale. Forse, e dico forse, che gli Italiani comincino a sentirsi un tantino imbrigliati dai dictat Vaticani? Che comincino a vivere male il confronto e il rapporto con una classe politica che non è in grado di prendere decisioni autonome assumendosi rischi e responsabilità senza che dall’esterno vengano indicate le luci della pista? Allora penso che forse la Mafai un tantino ha ragione quando parla di possibile anticlericalismo. Ovviamente non si vuole nemmeno paragonare a quello passato, ma certo queste continue intrusioni e manovre all’interno della nostra vita politica e sociale alla lunga diventano insostenibili anche per il più beato dei fedeli quando in un certo senso l’idea di libero arbitrio viene a mancare, proprio per colpa o disattenzione della Chiesa. Meglio allora che da San Pietro si decidano a staccare la spina, perché avanti di questo passo un sovraccarico non è da escludere.

Articolo 7 della costituzione

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale (note allegate)

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