Fattore RAI

monoscopio_raiLo Share è il vero Fattore X quando si parla di televisione. Tutto gira intorno a quello. Ormai siamo in “periodo di Garanzia” per le televisioni. Ossia quel periodo in cui i network televisivi (vogliamo chiamarli così per darci un’aria internazionale?) garantiscono ascolti altissimi agli investitori pubblicitari. La garanzia sta ovviamente nel fatto che se l’ascolto non è quello pronosticato la rete si impegna a restituire i soldi, in questo caso li restituisce sotto forma di ulteriori spazi pubblicitari durante l’anno(Mi pare di aver capito). E’ dunque il periodo (a dire il vero sono due, il primo si conclude in dicembre, il secondo inizia tra fine gennaio e inizio febbraio, ora insomma) delle peggio cazzate in TV. E’ il periodo in cui ti pompano determinati programmi ad ogni ora del giorno e della notte. Ci facevo caso con x factor, programma di bieca qualità, secondo il sottoscritto. L’altro giorno su RAI DUE non c’è stato programma TV in cui X- factor non sia stato presente. Dalle pubblicità agli spazi all’interno di altri programmi si può dire che Morgan e soci riescano a coprire quasi 24 ore di palinsesto televisivo. Persino mentre ero lì che piangevo per le tre papine che gli atalantini servivano all’Inter ecco che un buono spazio all’interno del programma è stato dedicato al programma “musicale???”. E allora vedo apparire all’interno di “quelli che il calcio” il tavolo con dietro la Maionchi, Morgan e la Ventura, che ormai non conduce più programmi televisivi, ma un vero è proprio sistema di link che mandano e rimandano a suoi programmi. Per dirla in termini web.

E’ impossibile non mangiare i cetrioli se te li frullano e aggiungono ad ogni cibo che ingoi. Non so se mi sono spiegato. Ed utilizzo come esempio il cetriolo perché è uno di quei cibi che a me fa davvero cagare. Il Periodo di Garanzia, neanche a farlo apposta, e non vuole essere una critica, è stato proposto o meglio inserito da Silvio Berlusconi in Italia. Mossa giustificata dal fatto che le sue nascevano come TV commerciali. Nulla di strano quindi. Almeno questa volta. La Rai è dunque parte di questa sfida all’ultimo ascolto, almeno da qualche anno. Allora mi chiedo una cosa: l’unica garanzia che la RAI dovrebbe garantire è nei confronti degli ascoltatori e non degli investitori, o no? Dal momento che si paga il canone. Lo so che può sembrare anacronistico, che c’è da tenere alta la guardia nei confronti di MediaSet ma, non dovrebbe essere così. Invece di dedicare decine di spazi ai programmi di punta invadendo altri programmi potrebbe invece riempirli inserendo quantomeno pillole televisive di valore un tantino più elevato, anzi, dovrebbe forse inserirle proprio all’interno dei programmi che tirano di più, proprio perché la platea che ne potrebbe prendere visione dovrebbe essere più ampia. Utopia? Se guardiamo la RAI durante il giorno vediamo programmi vecchi, vuoti di contenuto e sopratutto con le stesse 5 persone. Malgioglio appare in 24.000 programmi RAI, ad ogni ora del giorno e della notte, tanto che ormai se la gioca con Simona Sventura. Potrebbero utilizzarli come conduttori per un TG visto che ormai manca solo quello. La RAI è un polpettone ormai un tantino Populista, forse troppo. E lo è anche in quei programmi che dovrebbero essere qualitativamente più alti. Prendiamo Annozero, dove Santoro viene definito “conduttore popolare (e populista)” in un articolo (che in parte ho condiviso) apparso su Repubblica il 17 gennaio 2009 a firma di Giovanni Valentini che in un passaggio scrive:

“In quest’ultima puntata su Gaza, ha fatto senz’altro bene Santoro a richiamare l’attenzione sulla carneficina di vittime e feriti. Ma una cosa è il dramma dei bambini morti, un’altra cosa è la drammaturgia: la retorica o l’enfasi propagandistica non giova certo a una presa di coscienza collettiva, all’individuazione delle cause e dei possibili rimedi.”

La RAI che fa, che dovrebbe fare, cultura, almeno in parte, non esiste più, e i programmi diventano sempre più arene squallide, anche quelli a cui questa caratteristica non dovrebbe appartenere. L’unica oasi felice è pressoché relegata ad orari proibitivi. La RAI insomma garantisce solo agli inserzionisti pubblicitari e basta. Nemmeno è in grado di garantirsi un consiglio di Garanzia figuriamoci il resto. Eppure dovrebbe, potrebbe sperimentare. Si Guardi a La7 ieri, e all’esperimento con il film W. Sicuramente a livello qualità più alto di tante altre cose viste sugli schermi del servizio Pubblico.

Update: Alberto mi segnala a proposito un articolo de Il Messaggero riguardante la tv pubblica francese. In 4 anni la pubblicità sparirà

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