Allen ed Io #1

Nonostante io non prenda più xanax, lexotan o derivati da più di un anno ormai, continuo a dialogare con Woody Allen nel sonno. Mi psicanalizza. O meglio, quando il mio io decide di auto psicanalizzarsi lo fa nel sonno e sotto le sembianze di Allen. Sarà forse per il fatto che tendo a paragonarmi al regista.  Non per i film, sia chiaro, ma per le paranoie e le fobie. Tante. Fatto sta che io sono sempre lì, sdraiato su questa sorta di divano, e parlo, parlo. E dall’altra parte della stanza, poco più in là c’è Allen, anche lui sdraiato su un divano simile. E parla, parla dei suoi problemi.

Lo sa, dico io, ho sempre paura che mi possa accadere qualcosa di grave, anche se sono nella tranquillità della mia casa. E lui ribatte che: le cose peggiori ti capitano nel luogo a te più familiare, un giorno un piccione appoggiato sul mio davanzale mi guardò con occhi scuri. Pensai volesse uccidermi. Lo shock fu tale che dovetti chiamare il mio psicanalista.

E così passiamo ore in questo minuetto vocale richiamando alla mente le supposizioni, le congetture più tremende. Ho sempre paura che i miei ventiquattro gatti mi guardino con sospetto.

Ma non erano ventisette? Ribatte Allen. Voglio dire, mi fa, l’altro giorno erano 27, e così io, io, si insomma come dire, ecco, non va bè lascia stare,  ma sì, tu, tu sei venuto da me, ed eravamo lì sul divano come oggi, e fosti tu a dirmi che erano 27. Oddio credo che questa cosa sconvolgerà i miei equilibri per oggi. Sento, sento che potrei anche svenire.

-Erano 27, ma tre sono scomparsi.

-Oddio, ma, ma è terribile. Questa cosa è, è a dir poco inquietante. Voglio dire un giorno sei lì e, e i tuoi gatti così adorabili, paffutelli e…si insomma…27. E poi puf, ecco che diventan 24. C..co..coco…come se ci fosse un piano occulto. Forse li hanno uccisi, forse uccidono i gatti per arrivare a te, si voglio dire, è possibile no? E dopo essere arrivati a te, troveranno me. Ma, ma è terribile. Passami un bicchier d’acqua e quelle pastiglie laggiù.

-Magari non è così grave…magari

-No, no, è come ti dico…l’altro giorno ero placido che passeggiavo, e, e vedo la mia ex…per Dio si cara donna, schizofrenica, forse, un tantino, ma cara. E dopo due secondi giro lo sguardo, e lei non c’è più. Sparita. E allora ho cominciato a pensare che oddio, cosa sarà successo, forse, forse è in pericolo o che ne so e io, si ecco ero li, e non ho fatto niente…avevo il sentore di una tragedia.

-E poi?

-Che domande, l’ho seguita, io, certo che l’ho seguita, dovevo sapere, sarei stato in pena per la mezz’ora successiva, Dio.

-E l’hai trovata?

-Si, ecco, lei era, era entrata nel cinema dietro l’angolo.

-E quindi tutto ok, voglio dire, nulla di grave, meglio così no? Cioè voglio dire, che so, poteva esser stata rapita, o peggio investita, o scomparsa nel nulla…insomma.

-E’ entrata nel cinema, ma ecco, lo spettacolo, io mi sono permesso di entrare nell’atrio e guardare, era cominciato da cinque minuti.

-Oddio!

-E’ quello che ho pensato anch’io. Do..dodo..dove andremo a finire dico io, se la gente fa quello che gli pare? Insomma, che razza di mondo lasceremo ai nostri figli? E ai nipoti, e ai nonni e gli zii che certamente dureranno più di noi? Ho dovuto chiamare lo psicanalista.

-Già, allora chissà dove saranno i tre gatti…

-Il pensiero mi sconvolge…

-Per i gatti, anche a me

-No, è che qui in campagna dove vivi tu non c’è nemmeno un sushi bar, nemmeno uno aperto di notte, e poi queste zanzare, sai che la puntura di una zanzara può provocare infezioni mortali…?

-Ma siamo in gennaio…

-Oddio, non me ne parlare, a Gennaio il rischio broncopolmonite sale del 12%

-Hai ragione…ho l’ansia. Dormiamo

-Si!

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6 thoughts on “Allen ed Io #1

  1. @Locataire: no no, quelli sono ancora li che scassano
    @duhangst: pensa che mi ha chiesto la stessa cosa Allen..
    @Chit: non saprei cosa sia meglio
    @Signor Ponza: all’inizio anche io lo ero
    @La Vyrtuosa: ringraziando Dio per Ora non serve, in ogni caso è ormai obsoleto come sito 😉

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