La pace alla base dell’arcobaleno

bandiera della pace

Non è passato nemmeno un decennio, e mi ricordo come se fosse ieri, perché in fondo era ieri tutto sommato, quando da più di un milione di balconi italiani cominciarono a sventolare le Bandiere Arcobaleno, le Bandiere della Pace. Era il 2002, ed era stata lanciata l’iniziativa “Pace da tutti i Balconi” promossa da Padre Alex Zanotelli. All’epoca si manifestava contro l’interventismo militare italiano in terra Afgana e Irachena e contro la guerra in quelle zone. Ricordate vero tutto il movimento? Le manifestazioni di piazza? Si era all’indomani dell’11 settembre, all’indomani del G8 genovese, e alla soglia della fine del movimento noglobal e pacifista nella forma in cui aveva cominciato a presentarsi fino a quel momento. Quella bandiera saltò agli onori della cronaca, benché non fosse nata in quei giorni. Il 1961 è l’anno della sua prima apparizione. Varcò i confini Italiani, e fu spesso visibile in cortei e occasioni anche all’estero. Era un simbolo dal basso, e chi frequenta il web, sa cosa voglia dire. Non c’era facebook, non c’erano tutti i social network di oggi, ne la blogsfera era quella che conosciamo oggi. Eppure, a macchia d’olio si diffuse su e giù per l’Italia. Era un modo semplice per dire “io sono contro la guerra”. La trovavi sui balconi dispersi per l’Appennino, in riva al mare, nei centri delle città, agli ultimi piani dei palazzoni, la in alto. Alle volte sui municipi e nelle strutture statali. Era trasversale. E, almeno nelle intenzioni era apolitica. La esponeva quello di destra, di centro e di sinistra, il ragazzino e l’anziano. Insomma, trasversale al 100%. Quante ne sventolarono a Roma? Io ero lì, insieme a 2 milioni e 999 mila 999 persone. Era il 15 febbraio del 2003. I fori imperiali erano pregni d’umanità, nonostante il freddo. E’ stata forse la più grande manifestazione in Italia, e non era pro quello o pro questo, ne sindacale, era per la pace. Capite la differenza? E i numeri era impossibile sminuirli. Era un mare. In tutto il mondo quel giorno si radunarono 110 milioni di persone in circa 603 città di 72 paesi. Cosa è successo dopo? Nulla. Piano piano le bandiere sono state ammainate una ad una nel silenzio, le guerre non si sono certo fermate, e il loro contatore ha cominciato ad’imbizzarrirsi verso l’alto. Il movimento ha mutato forma e si è fatto più silenzioso. La gente ha smesso di andare in piazza, e ha cominciato a creare gruppi e a scrivere post o peggio a non preoccuparsene più di tanto. Fu solo moda? L’enfasi del momento? Eppure le guerre ci sono ancora, i morti pure, gli Iracheni sono ancora lì, gli afgani pure, per non parlare di Israeliani e palestinesi le cui speranze dopo Camp David svanirono come la presenza di Clinton dalla grande scena, per molto tempo almeno. Fu l’avvento di Sharon, e non fu facile, fu il ritorno di Bush, e fu ancora meno facile. E poi in mezzo il Libano, la Birmania, il Tibet, insomma furono e saranno. Ma l’idea di pace, quel moto popolare, io credo veramente sentito, dove è finito? Ogni tanto una fiammata emotiva e poi via. Fu solo perché direttamente interessati? O perché al governo c’era Berlusconi? Io credo di no. Oggi non ci sono bandiere della pace, e la pace non viene mai intesa a doppio senso. Prendiamo la questione di Gaza, se parliamo di pace dobbiamo considerarla priorità per ambo le parti. Non credete? Con questo non giustifico quello che sta succedendo, voglio solo dire che la pace è un qualcosa che va condiviso per essere ottenuto. Quando tutta quella gente mise fuori le bandiere, scese in piazza, urlò, si commosse, manifestò, lo fece perché condivideva la pace. Indipendentemente da colore o religione. Per questo si manifestò tutto quel movimento. E oggi? Perché non succede? Perché non sono tornate fuori le bandiere? Di occasioni ce ne sono state. Perché non lo si mostra nuovamente anche fuori dal web? Magari dal balcone, nuovamente nel mondo reale e non in quello virtuale?

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2 thoughts on “La pace alla base dell’arcobaleno

  1. La pace per essere tale pone degli impegni da rispettare a tutti i contendenti, senza dubbio.
    E’ brutto dirlo, ma passata l’onda emotiva l’essere umano si abitua a tutto, anche che nel mondo ci siano guerre. L’abitudine porta a l’oblio e ancor peggio all’indifferenza e le bandiere così come i propositi perdono tutto d’un tratto il loro significato.

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