Anno Nuovo, Guerra Vecchia

vignetta palestina

Anno nuovo, Guerra vecchia. Su per giù si potrebbe iniziare così la stesura di questo post, a sottolineare che il tempo passa ma l’uomo rimane il solito produttore di idee fecali. Non si esce dal circolo vizioso. Uno spara, l’altro distrugge. E allora via che ricomincia la solita sfilata di pro-Palestina e pro-Israele, e nuovamente la conta dei morti, e nuovamente le parole al vetriolo e le pietre che sfrecciano veloci andando ad infrangersi contro il muretto di un ceck-point di confine. In tutto questo mi pare che l’Europa stia facendo quello che le riesce meglio. Stare a guardare moderatamente in apprensione. Dagli Usa Parla Bush, e questo da il vero senso della tragedia. Chi ha torto? E chi ha ragione? Forse tutti e nessuno al contempo. Mi viene da sorridere quando sento dire che verso Israele vengono lanciati missili tutto sommato Inefficaci. Perché così si dimentica l’azione certo più terrificante e riprovevole adempiuta da bombe e kamikaze nel corso degli anni. E mi viene da sorridere quando si leggitima un’uso così sconsiderato della forza in risposta. La strategia del colpiamo nel gruppo (evergreen del compagno Americano) va sempre per la maggiore. Però mi viene da sorridere anche quando sento parlare di dialogo, di tavolo della trattativa. Mi viene da sorridere perché tutti ne parlano ma poi in pochi ci provano. E allora è giusto il titolo con cui su Repubblica di ieri veniva presentato uno scritto di alcuni eminenti nomi, da Vaclav Havel a Desmond Tutu: “A Gaza è in gioco l’Etica del Genere Umano“.  A Gaza in un modo o nell’altro siamo tutti coinvolti, e non dovrebbe esserci presa di posizione a favore o contro una determinata parte, contro questa o quella bandiera. Bisognerebbe guardare la situazione nel suo complesso. La soluzione deve essere favorevole e voluta da entrambi. Non c’è altra alternativa, ed è stupido astenersi dalla riflessione su quanto stia succedendo in quei posti. Perché nel bene o nel male riguarda tutti. Un morto è morto tanto in Israele quanto in Palestina, questo bisogna sempre ricordarlo. Come bisogna rammentare il divario sociale tra le due popolazioni. Bisogna recuperare quel Gap inteso come dignità umana a cui tutti hanno diritto. Anno Nuovo, speranze vecchie ma sempre buone a esser rispolverate con l’augurio che prima o poi tornino utili avverandosi.

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5 pensieri su “Anno Nuovo, Guerra Vecchia

  1. duhangst ha detto:

    Mah.. Ho l’impressione che ormai l’odio sia diventato stantio, azioni e reazioni, azioni abbiette e reazioni cieche, uno colpisce con un kamikaze l’altro affama tutta la striscia, come si fa a sperare?

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