Ieri e Oggi: Riletture e confronti per provare a capire meglio

Ultimamente mi sono rimesso a leggere vecchi articoli, presi da giornali e riviste che ho e tengo in casa. Andare a rileggere con gli occhi di poi certe notizie, certi approfondimenti, trovo sia un esercizio assai utile, per comprendere meglio alcune dinamiche che hanno poi portato ai fatti del presente. Ma anche per capire come e cosa l’informazione diceva, quale era l’opinione pubblica e quel che poi realmente è successo.

Vengo anch’io! No, tu no! 

Così facendo ti accorgi per altro di argomenti che, senza che quasi nessuno se ne accorgesse, sono praticamente svaniti dalle cronache e dai servizi dei tg. Un esempio su tutti, la Birmania, oppure il Tibet. Finite le olimpiadi i grandi media, ma non solo che sembravano tanto presi dalla questione, improvvisamente impregnati di moralità piovuta dal cielo, che quasi pareva fossero loro fratelli, hanno letteralmente steso un velo nero sopra. Siamo tutti d’accordo che le notizie sono tante, ma un approfondimento ogni tanto non sarebbe stato male. Se consideriamo ad esempio che ci sono degli speciali su vecchie edizioni dei reality show, o che grandi spazi vengono destinati per argomentare cose pressoché inutili, ben oltre il necessario, traiamo poi le nostre conclusioni. Tornando agli articoli di “Ieri” e alla utilità di rispolverarli per cercare di capire cosa sia effettivamente cambiato, se qualcosa è cambiato, mi sono imbattuto per fare un altro esempio emblematico su due nomi. Due magistrati.

Chi l’ha visto…più?

Clementina Forleo e Luigi De Magistris. Ve li ricordate? Dovreste. Non è storia del rinascimento. Ebbene, ci fu, da parte della cosiddetta società “democratica?!”una grande mobilitazione in loro favore. Qualcosa che, seppur con le dovute, e nette, differenze, ricorda l’Affaire Saviano per intenderci, seppur senza l’avvallo di un mezzo come ad esempio FaceBook, ma poco importa, perché non è facebook che fa la differenza. Non appena l’enfasi del momento, e l’attenzione mediatica calò (forse venne anche fatta calare, ma questo è altro discorso, e non ci riguarda al momento) entrambi vennero riposti nel dimenticatoio da una bella fetta di gente. Eppure De Magistris stava indagando su piste che riguardavano Mafia, Massoneria e politica. Ricordate? Quelli furono i mesi in cui venne, anche in seguito a certe fuoriuscite di informazioni (che causarono un’indagine a tal proposito proprio su De Magistris, che poi venne scagionato), coinvolto e travolto Clemente Mastella e Consorte. I fatti che ne seguirono sono poi ben noti a tutti. E ci riportano ad oggi. La caduta dell’”Impero Romano”, l’Ascesa di Veltroni e l’avvento dell’ennesima legislatura Berlusconiana. E questi sono gli eventi che sono seguiti, ma, torniamo indietro un attimo. A prima della caduta di Prodi. A De Magistris, alle sue indagini. Cosa ne è stato? Gli sviluppi? I due Magistrati, entrambi, vennero sostanzialmente rimossi dai loro incarichi e dai loro Ruoli. E tutto cadde nel Dimenticatoio.  Nessuno parlò più delle inchieste, ne dei loro protagonisti. E nessuno o quasi parlò più dei due Magistrati. Perfino una parte di coloro che strenuamente li difesero, si scapicollarono in loro difesa, tacquero.

Corso, ricorso e fuori corso

Se andiamo poi a sbirciare non troppo indietro, intorno al periodo di ottobre/ novembre 2006 scopriamo che pure il governo di centro sinistra, nonostante i buoni propositi, diceva, nel famoso programma dell’unione che con…

gli atti dei primi mesi di governo, in radicale discontinuità con gli indirizzi e le scelte del centrodestra (Riforma Moratti), abrogheremo la legislazione vigente in contrasto con il nostro programma, (…) sono necessarie politiche di valorizzazione della professionalità di chi opera nella scuola, per restituire loro la dignità e il senso di una professione strategica per il Paese.

Via dunque il maestro tutor e ripristino del tempo pieno, ad esempio. Ma poi indicazioni nazionali e vecchi programmi sono rimasti, insomma, nulla cambiava. Poi, come in ogni legislatura che si rispetti, in Italia, venne la finanziaria. Su un articolo che ho trovato si dava voce ad un professore di ginnastica, costretto ad insegnare non in una scuola, ma al terzo piano di un condominio. Diceva che “alla fine la voce per la scuola è sempre risparmio”, e veniva fatto notare come in alcuni articoli ad essa collegata, 65, 66, 67 e 68 le voci predominanti fossero “contenimento” “riduzione” e “minor spesa”. Il risparmio sapete in quanti euro era stimato? 448 Milioni di euro. Un bel risparmio, non c’è che dire. E questo per il 2007. Per il 2008 invece le previsioni erano di 1 miliardo e 324 milioni di euro. C’era poi la volontà di innalzare il rapporto Docente/Studente. Secondi i calcoli così facendo si sarebbero risparmiate 7.682 classi circa che avrebbero potuto voler dire 19.032 docenti e 7.050 ATA in meno. Insomma, i docenti e il personale Ata, che fosse continuato il Governo Prodi, o che fosse caduto, come poi è stato, avrebbero, e hanno comunque visto un ridimensionamento, per ora solo nelle intenzioni, del corpo insegnanti e amministrativo. C’è poco da fare. Anche i 100/150 milioni alla scuola paritaria, quelli, per intenderci, di cui ha Parlato Berlusconi qualche giorno fa, erano previsti. Se poi uno andava a vedere molta discontinuità non c’era.  A partire ad esempio dalle misure studiate per scongiurare i tagli della clausola di salvaguardia per la finanziaria 2008 (che meriterebbe un discorso a parte) che erano molto simili alla legislatura Berlusconi precedente. Nel caso non si fossero realizzati gli obbiettivi di risparmio si sarebbe intervenuto, scrivevano “…riducendo le dotazioni complessive di bilancio del ministero della pubblica istruzione…”. E’ vero, era inserito un piano per l’assunzione di 150.000 nuovi docenti. Una bella notizia finalmente. Però poi intervennero i sindacati dicendo che “…le Immissioni in ruolo saranno, inferiori alla somma delle uscite per pensionamento e delle presenze precarie, danneggiate tra l’altro dalla prevista abolizione nel 2010 delle graduatorie permanenti.” In quei giorni poi veniva approvato un solo emendamento alla finanziaria che tagliava 120 milioni di euro, 40 all’anno per tre anni, al bilancio della pubblica istruzione. Era secondo Fioroni un anno ponte (come le classi), di transizione, quello del 2006/2007. Poi venne la Gelmini. Anche Fioroni fu contestato. Non dimentichiamolo. Scriveva Maddalena Oliva, alla fine di un articolo della Rivista Diario, da cui ho preso alcuni di questi passaggi sulla scuola: “Tutti stufi, ma non rassegnati. Hanno creduto a Fioroni quando definiva l’anno scolastico 2006/2007 di transizione. Sanno da dove sono partiti, non dove arriveranno. Chissà, forse tra sei mesi.” L’’articolo era apparso sul numero del 17/11/2006. E ora bisogna imparare a Surfarla quest’Onda.

In Conclusione…

ho provato a fare qualche esempio, senza prendere le parti di questo o di quello. Spero di essere riuscito. La rilettura di articoli, approfondimenti, documenti del passato, nemmeno troppo remoto, confrontati con quello che oggi ci viene dato, chiesto e proposto può svelare parecchie cose, che non sono per niente occultate. Sono li, sempre che non le abbiate usate per avviare il caminetto. Se non altro aiutano a porsi stimolanti domande che in altro modo non uscirebbero fuori. E se non ce le pone nessun’altro è cosa buona che impariamo a porcele noi. Indipendentemente dal colore politico e altro. Buona ricerca.

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