Brunetta, ma se siamo tutti di sinistra come avete vinto?

"Il Paese è con me, ma un pezzo del Paese no e me ne sono fatto una ragione. E’ il Paese delle rendite, dei poteri forti e quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra"

E non fa una grinza. I dirigenti, i manager, le aziende private e le loro dirigenze sono con tè. E questa è la parte del paese pro. Poi però ci sono tutti i lavoratori dipendenti (statali e non), ecco, quella è la parte contro, che per altro mi pare nemmeno troppo modesta in quanto a numero. E fin qui una cosa l’abbiamo capita. Brunetta sa usare la logica, almeno in parte. Dice poi che è “il paese dei poteri forti”, e se lo dice lui mi fido. E anche qui non fa una grinza, e “delle rendite”, sempre legate a chi il potere forte lo esercita, dico io a questo punto. E anche qui mi pare tutto quadri. Adesso veniamo ad un punto che non mi è chiaro. A sentir Brunetta pare che ci siano milioni di fannulloni, e che questi in larga maggioranza siano di sinistra. Ecco, adesso fatemi capire una cosa. Qui sono mesi che il governo, con ogni suo esponente, urla l’allarme contro le frotte di sinistroidi che mettono a ferro e fuoco il paese. Gli studenti che protestano? Tutti di sinistra. I professori, i ricercatori, i docenti di vario grado? Tutti di sinistra. I precari? Tutti di sinistra, anzi, se non sbaglio il problema precari era stato risolto. Semplicemente avevano detto che non esistevano, un po’ come ora il pattume a Napoli. I magistrati, i pm, i giudici, i guardasigilli, gli usceri dei tribunali, e i baristi che servono caffè fuori dagli stessi tribunali? Tutti di sinistra. Piloti, assistenti di volo, e tecnici Alitalia? Tutti di sinistra ovviamente.  Le tv? Tutte di sinistra, però con un accenno di Dark, rosso nero, potremmo dire, comunque tendenzialmente di sinistra. Poco ci mancava che Berlusconi dicesse che anche le sue reti erano di sinistra. Anzi, ha detto in pratica che c’è del marcio anche nelle sue Tv, c’è gente di sinistra. Perfino i bambini scesi (o fatti scendere) contro la Gelmini andrebbero fermati, si sa mai che da grandi diventino pericolosi elettori di sinistra. Insomma, a sentire Brunetta, Berlusconi e tutti gli altri sembra che i tre quarti del paese sia di sinistra, oh son parole loro. E allora mi spiegate come cazzo abbiamo fatto a perdere? Che…devo pensare che ci son stati i brogli? No, perché qui, se facciamo due calcoli, e prendiamo tutti gli studenti, e tutte le altre categorie citate, qualche bel milione di persone lo mettiamo assieme…Quindi i casi sono due: o anche qualche elettore di centro destra comincia a storcere il naso, ma viene fatto passare anch’esso per uno di sinistra o il pallottoliere, usato per adeguarsi al programma della Gelmini che riporta la scuola primaria ai fasti di parecchi anni fa, si è inceppato di brutto. Ditemi voi…se questo è un paese di sinistra

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16 thoughts on “Brunetta, ma se siamo tutti di sinistra come avete vinto?

  1. dimentichi… a legger la blogosfera prima delle lezioni e ora con l lelezioni americane…siamo tutti di sinistra…eppure non abbiamo vinto. Chi cappero l’ha votato silvietto?

  2. Affermazione infelice di Brunetta; se la poteva risparmiare.
    I fannulloni non hanno un colore politico, anzi oggi starebbero tutti nel Centrodestra visto che è al governo.

  3. ma questi bei tipi oramai sono delle ‘pu**ane televisive, direbbero qualunque cosa pur di stare sotto i riflettori, non dovrebbero essere al parlamento o al governo, ma ad amici!

  4. chi si ricorda il titoo di quella canzone di Fabrizo de Andrè che diceva piu o meno così “….i piccoli sono più cattivi perchè hanno il cuore vicino al b…del culo!…”

  5. destra o sinistra, sveglia italiani, qui’ si vuole solo che ci scanniamo tra noi, mentre loro ingrassano nei party e feste varie, tutti insieme, appassionatamente.

  6. è la parte sui poteri forti e delle rendite che mi lascia un po’ perplesso…
    marx non ce l’aveva con loro?
    ma se loro sono di sinistra
    allora gli operai sono di destra,
    o brunetta ha detto l’ennesima minchiata (in fondo è solo un laureato in scienze politiche)
    oppure dobbiamo riscrivere tuta la storia operaria degli ultimi 12/15 decenni.
    mica poco.

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