Vittime sulla strada: una strage senza Freno. Il mio punto di vista

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Ne torno a parlare in concomitanza con la giornata mondiale per le vittime della strada (qui il sito dell’associazione Italiana Familiari vittime della strada), ne torno a scrivere perché sinceramente ogni volta che sento queste notizie e vedo quelle immagini mi sento turbato. Quanti sono gli incidenti mortali ogni settimana? Quante le vittime? In alcuni casi è un errore, un colpo di sonno. Ma nella maggioranza è spesso colpa della mancanza di disciplina, dell’arroganza. Sempre di più sentiamo di morti causati da guidatori in stato di Ebbrezza da alcol o da sostanze stupefacenti, alle volte addirittura entrambi. Più di tutto, lo torno a dire, è il senso di impunità che aleggia su molte di queste vicende a lasciarmi sconfortato. L’idea che qualcuno, non curante delle norme vigenti, si metta in auto in stati psicofisici alterati e uccida e in fine riesca tutto sommato a passarla liscia mi fa arrabbiare.

Non è accettabile. E qui, badate bene, non è questione di Nazionalità, Romeno, Italiano o Nepalese che sia, non fa differenza. Le pene per chi uccide da ubriaco, mettendosi alla guida del proprio automezzo, sono ridicole. E a quanto pare non riducono il fenomeno. Non rappresentano, forse, ancora un deterrente sufficiente a contrastare il fenomeno. A questi assassini “patentati” aggiungiamo poi i pirati della strada, cioè quelli che il problema di un’eventuale sanzione non se lo pongono nemmeno, perché svaniscono nel nulla. Insomma, la strada non può essere una roulette russa. E nonostante nel maggio 2007 le pene siano state innalzate, a fronte di un aumento di questi episodi, il trend non pare aver subito rilevanti diminuzioni.

• Guida con un tasso alcolico tra 0,8 e 1,5 grammi per litro

arresto fino a 6 mesi sospensione della patente per un periodo di tempo compreso fra 6 mesi e 1’ anno, un’ammenda da 800 a 3.200 euro.

• Guida con un tasso che supera anche il limite di 1,5 g/l il carcere fino a un anno, una multa fino a 6.000 euro, la confisca dell’auto.

Il ‘Pacchetto sicurezza’ inserisce anche alcune modifiche al codice penale in tema di omicidio colposo e lesioni colpose se il guidatore causa un incidente.

• Per gli omicidi commessi violando le norme sulla circolazione stradale

il massimo della pena detentiva è stata elevata da 5 a 6 anni e fino a 15 anni se muoiono più persone

• Per chi non si ferma dopo aver provocato un incidente c’è un innalzamento della pena da 6 mesi a 3 anni di reclusione

• Per chi non presta soccorso la pena passa da 1 a 3 anni di reclusione

• Se una persona provoca un incidente stradale sotto effetto di alcol o droga le sanzioni previste dal codice della strada (articoli 186 e 187) vengono raddoppiate

• Se lo stato di alterazione è provocato da un tasso alcolemico superiore a 1,5 gr/l o per l’uso di sostanze stupefacenti sono in vigore anche specifiche sanzioni per i reati di:

• omicidio colposo (reclusione da 3 a 10 anni)

• lesioni colpose gravi (è prevista la reclusione da 6 mesi a 2 anni)

• lesioni colpose gravissime (reclusione da 1 anno e 6 mesi fino a 4 anni).

Il problema è che spesso capita di sentire che l’omicida, magari incensurato, tra una cosa e l’altra riesca a dimezzare se non a neutralizzare completamente la pena. La legge purtroppo è piena di cavilli. Ma più di tutto forse bisognerebbe aumentare ancora di più gli sforzi nella prevenzione e nel controllo sulle strade.

Qualche mese fa, in maniera provocatoria, ma nemmeno troppo, mi chiedevo perché non si potesse trasformare da colposo a volontario l’omicidio commesso da chi guidava in stato di ebbrezza o comunque in stato alterato. La cosa aprì una discussione anche sul portale Libero. Il mio ragionamento, frutto non di un’approfondita conoscenza delle norme nel loro complesso ma di una personale riflessione, si basava sul fatto che se già mettersi alla guida in determinati stati è ritenuto reato dalla legge in vigore uno dovrebbe a quel punto essere ritenuto volontariamente responsabile di tutto quello che potrebbe accadere da quel momento in poi. Mi era stato fatto notare che una persona che si mette alla guida in stato alterato non lo fa con la volontà, o la premeditazione di uccidere qualcuno. D’accordo, ma nel momento in cui si mette alla guida, conscio di infrangere la legge e del fatto (dovrebbe esserlo) di rappresentare una possibile minaccia io credo lo faccia volontariamente. Nessuno lo obbliga. O sbaglio? Troppo basse, ma è un mio personale punto di vista, soprattutto le pene detentive e amministrative per tutte quelle infrazioni del codice della strada che non coinvolgono l’omicidio di una persona. Forse bisognerebbe alzare ulteriormente quelle pene per rinforzare il deterrente. Ma soprattutto bisognerebbe rendere più difficoltoso rientrare in possesso della patente, soprattutto per i recidivi. Non è possibile sentire di persone che hanno già avuto magari due precedenti, che con facilità son rientrati in possesso del diritto di guidare e che poi sono tornati in strada e hanno ucciso. Non è accettabile. Soprattutto perché riavere la patente può anche essere possibile, ma nessuno può ridarti una persona scomparsa.Questo, torno a ribadirlo, è il mio punto di vista, ciò che penso sulla faccenda. Buon Weekend a tutti.

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7 pensieri su “Vittime sulla strada: una strage senza Freno. Il mio punto di vista

  1. tittieco ha detto:

    Sono d’accordo con te su tutto quanto scrivi, ma aggiungerei che oltre a ritirare la patente (non per mesi ma per anni)queste persone, ogni fine settimana dovrebbero prestare assistenza nelle strutture ospedaliere,verso chi ha subito incidenti d’auto per causa di “personaggi” incoscienti come loro!
    Ciao Paz, buon weekend anche a te.

  2. skip ha detto:

    Concordo: prevenzione e pene più severe (ritiro della patente per anni ).Purtroppo ho l’impressione che il diritto alla vita delle vittime soccomba di fronte ai mille cavilli legislativi e giudiziari.

    Buon fine settimana anche a te.

  3. Aldo ha detto:

    Concordo in pieno,

    lavori forzati nei giorni feriali, tipo sturare le fogne a mani nude, e nei week end assistenza sanitaria ai degenti vittime dei malfamati della strada

  4. giuseppe bellanca ha detto:

    Gentilissimi,

    nel comune impegno per il sociale e la sicurezza stradale segnaliamo la nostra associazione onlus che offre assistenza gratuita alle vittime della strada.

    Il nostro sito è:
    http://www.associazioneaivis.com/

    Ci farebbe piacere se segnalaste il servizio a chiunque abbia bisogno di assistenza gratuita legale medico e psicologica in seguito ad un incidente stradale, vittima o familiare.
    Sopporto e informazioni in merito alla richiesta di risarcimento danni dal Fondo di garanzia per le vittime della strada.

    Grazie di cuore.

    AIVIS
    Associazione Italiana Vittime e Infortuni della Strada

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