2007-2010: Emergency Vs. Afghan National Directorate of Security capitolo secondo

Sono stati arrestati questi tre medici della cooperazione internazionale riconducibili ad Emergency.

Secondo quanto riportano i giornali ad arrestarli sarebbero stati i soldati della Nato-Isaf e della National Security afgana (i servizi segreti credo) in base ad una soffiata fatta alla polizia. Interpellati, quelli dell’Isaf dicono di non centrare, di chiedere agli Afgani. Ma poi c’è un video (quello dell’arresto) che mostra chiaramente soldati occidentali, che non è per razzismo o cosa, ma un soldato Afghano si distingue da uno Occidentale. Il governo Italiano (che sappiamo dice di essere sempre garantista, almeno con chi gli fa comodo) tramite la Farnesina fa però sapere per prima cosa che la struttura in cui operavano i tre e “ il progetto che l’associazione sta portando avanti nella provincia di Helmand non è finanziato dalla cooperazione ma ne ha ricevuto l’avallo” che a mio parere è un bel modo per mettere le mani avanti e tirarsene fuori puliti, salvo poi riconfermare il suo più alto riconoscimento al personale civile e militare italiano impegnato per le attività di pace in Afghanistan: decidiamoci però! Ora qui non si vuole parare il culo preventivamente a nessuno, ma nel pantano Afghano succedono spesso cose losche e realtà come Emergency da sempre sono scomode agli organismi militari, sopratutto ora che si preme sull’acceleratore per bonificare “a tutti i costi” la regione mentre sull’altro fronte, quello Iracheno si invocano tutti i santi perché la loro exit strategy funzioni in tempi ragionevoli. Vorrei ricordare che la mia sensazione di puzzo in questa storia è riconducibile ad alcune dichiarazioni avvenute nel 2007 (dichiarazioni che convinsero la ONG di Strada a spostarsi momentaneamente a Dubai per protesta) ad opera del Sig. Amrullah Saleh, che indovinate un po’ era responsabile dei Servizi di Sicurezza afgani. Ancora loro, che sorpresone. Cosa diceva questo signore? Semplice:

Amrullah Saleh, responsabile dei Servizi di Sicurezza afgani (a tutt’ora direi), in una intervista a un quotidiano italiano ripresa dalla stampa internazionale ha definito Emergency una organizzazione che “fiancheggia i terroristi e persino gli uomini di Al Qaeda in Afghanistan”. La vicenda era scoppiata dopo l’arresto di Rahmatullah Hanefi, responsabile proprio dell’ospedale di Lashkar Gah. Ma dai?

E ancora sul sito di PeaceReporter si leggeva, in una intervista a Carlo Garbagnati, vice presidente della ong, che:

A Lashkargah, Emergency era già considerata scomoda perché, con il suo ospedale gratuito, rovinava gli affari d’oro delle centinaia di cliniche private a pagamento che esistono in zona. Ma è stato con l’inizio dei bombardamenti della Nato nella regione che la nostra posizione è diventata più delicata per i motivi che ho detto. Motivi per il quali da mesi si erano create frizioni con il governatore provinciale Asadullah Wafa, con il personale dei servizi segreti afgani e con i locali comandi britannici della Nato.

Ecco, a Lashkar gah. Esattamente lo stesso posto dove sono stati arrestati i tre Medici. Ora, con tutti il beneficio del dubbio, e non per voler fare il complottista a tutti i costi: però delle autorità Afghane è sempre meglio diffidare, che in quanto a corruzione non li batte nessuno, e della logica degli apparati militari internazionali c’è da fidarsi ancora meno, dal momento che con la loro guerra inelligente hanno fatto più cazzate loro di un ritardato ubriaco alla guida di un monster truck sulla più trafficata super-strada americana nell’ora di punta.

Questo il video dell’arresto:

UPDATE ORE 20:47

Stando al times online :

Italians ‘confess’ to murder plot in Afghanistan

Staremo a vedere cosa succederà. Intanto pare che il sito di Emergency sia off

UPDATE: 12 aprile 2010

Adesso quelli dei servizi Afgani smentiscono di fatto quanto riportato dal times (vedi link nell’update precedente), ribadendo che le indagini sono ancora in corso.

Draquila-L’Italia che trema. Il nuovo film di Sabina Guzzanti

A poche ore dall’anniversario del terremoto che colpì l’Aquila esce il trailer del nuovo docu-film di Sabina Guzzanti: “Draquila – l’Italia che trema” che tratta la fase post-terremoto e di ricostruzione, e che sarà distribuito dalla Bim.

Il titolo del film è stato scelto dagli utenti del web direttamente sul blog della Guzzanti che nel post in cui annuncia il titolo scrive:

in deroga alle norme che vincolano la consequenzialità, che proteggono l’analisi logica e quella grammaticale, le norme dell’educazione, del rispetto degli anziani e dei minori, in deroga alle leggi di gravità e alle successive modifiche, in deroga al divieto di ubiquità, onnipresenza veggenza e teletrasporto molecolare e successive modifiche, il potente movimento di correnti scaturito dal brain storming della rete ha battezzato questo film ‘DRAQUILA – L’Italia Che Trema’. Da una rapida indagine risulta che sia la prima volta che un titolo viene scelto su Internet. Complimenti a tutti nella speranza che il film sia all’altezza di come ve lo siete immaginato

Qui il post intero

Visti i recenti fatti di cronaca sul dopo terremoto e visto il trailer si capisce che il film farà discutere, o almeno speriamo. L’uscita è prevista per il prossimo 7 maggio.

Il sito ufficiale del film.

Il Trailer:

E su facebook la fanpage del film

Pianeta Terra: inquiniamo in pace

La comunicazione di Greenpeace mi è sempre piaciuta. Da due mesetti ormai girava un video virale, che ha come come soggetto gli UFO, e che pone la domanda: “ti sei mai chiesto perché vanno sempre via?” e che trovo semplice e geniale. Ovviamente il tema è l’inquinamento del pianeta. Di seguito il video della sua versione Italiana che ieri ho visto passare per la prima volta in TV (anche se magari passa già da settimane, ma io ieri l’ho visto)

Oltre a quello qui sopra, molto efficace è anche quello a supporto della campagna kit kat contro il modus operandi della Nestlé (che però non ha passaggi televisivi)

Kusturica e il cinema seriale

Qualche settimana fa ebbi l’occasione di assistere ad un incontro con Emir Kusturica a Modena. In quell’occasione disse un sacco di cose che ne confermano la genialità e il talento. Uno che ha ricostruito un villaggio rurale tradizionale serbo battezzato poi col nome di Küstendorf, usato anche come set e come luogo di eventi tra i quali il Kustendorf film and music festival, e che ha convinto Johnny Deep a recitare come Pancho Villa nel suo film di prossima realizzazione dal titolo Wild Roses, Tender Roses.

Del regista ci sarebbero da dire un sacco di cose a dire il vero, comunque ieri da Chiambretti dove era ospite, e non ha potuto dire cose più di tanto interessanti, hanno fatto vedere un filmatino (performance di apertura dell’edizione 2009 del suo festival) in cui Kusturica mette in scena il funerale al cinema seriale… Giù applausi, perché secondo me la serialità è una delle cose che più contribuisce ad uccidere il buon cinema e il buon gusto.

Il mestiere delle armi: Collateral Murder

Della guerra non vorrebbero farti sappere nemmeno che ci si può morire. Mi torna in mente l’assurda politica messa in atto dalla casa Bianca durante l’amministrazione Bush che impediva di mostrare le bare rimpatriate dei caduti americani. Politica (o censura) poi abolita dalla nuova amministrazione di Obama. Della guerra Intelligente non vorrebbero farti sapere invece che molto  spesso a morire non sono i nemici, se un nemico poi esiste, ma vittime “collaterali” di errori di valutazione. In ogni caso per la spiegazione di ciò che si vede nel video rimando all’ottimo e sintetico post di Luca Sofri

Il video è stato pubblicato da wikileaks che si occupa della divulgazione di questo tipo di materiale.