Non piove più ma il governo è ancora lì

Stamattina, dopo due mesi di pioggia e brutto tempo, di grigio e nebbie, di neve e gelate, c’era il sole. Sono subito andato ad accendere la televisione per vedere se fosse per caso caduto il Governo.

Mai farsi illusioni di prima mattina, il tempo è davvero inaffidabile oggi giorno.

Biografia autorizzata del paz

Lo ammetto, sono troppo egocentrico per limitarmi alla mia nascita e al mio attuale stato di essere “vivente”. E così, non avendo voglia di lanciarmi in post troppo impegnativi mi limito a rimpinguare la precedente autobiografia facendo un elenco nemmeno troppo cronologico. Della serie a noi cosa ci frega? Risposta: un cazzo! Ma è quello che vi beccate per il fine settimana.

Sono nato. E fino a qui ci siamo. Il giorno era l’ormai famigerato 31 dicembre dell’83 alle 23 e 45. Nel giro di 23 ore, nemmeno un giorno, avevo già dei nemici causa la mia egomania che mi aveva convinto in un triplo carpiato col cordone ombelicale. E la mancanza d’aria di quei secondi tutt’oggi si nota. Minacciò future ritorsioni sia la madre che tutto lo staff medico che si perse i festeggiamenti. A distanza di qualche ora il mio famigerato alluce perforatore aveva già fottuto il primo paio di babbuccine.

Mi hanno battezzato

Poi ho vissuto a metà tra una sonnolenza voluta e uno stato vegetativo sempre voluto.

Ho mangiato tanto, e ho ricambiato l’amore dimostratomi tramite il dono del rancio con effluvi straordinari per parecchi anni.

Quando il mio stato di squatter non fu più ritenuto accettabile nei pressi del materno seno mi lanciai sui fastfood. E anche di questo ho portato a lungo i segni

Poi sono andato in una scuola gestita da pinguini demoniaci dal puzzo di sudore, non credo di essermi mai nutrito in quel luogo, in compenso i taschini del grembiulino, che tutt’oggi conservo, sono trasparenti, di un lucido che il mare di Sardegna…a giustificare la mia riottosità nei confronti di quel cibo.

Ho fatto la comunione, prima con l’ostia, qualche anno dopo con l’erba. In tutti e due i casi mi sono avvicinato di molto a Dio.

Poi ho fatto gli scout, dove ho imparato ad accendere un fuoco, nel senso che ne ho acceso solo uno. Dopo due settimane ho scoperto che tutti utilizzavano di nascosto una cosa chiamata diavolina. Fu la prima volta in cui mi sentì umiliato. Ne seguirono altre 19.599.

Qui ho anche imparato (non vi ricorda nessuno questo inizio di periodo?) a fare cappi, a mimetizzare kit e kat e cibarie dolciastre d’ogni fattezza per la sopravvivenza durante i campi estivi. Ho imparato le parolacce combo di cui ora non posso darvi dimostrazione. Infine ho appreso la nobile arte del Nonnismo e del potere. Tutto sommato mamma e papà avevano ragione. Fu un’esperienza altamente formativa.

Nel frattempo fui cresimato, divenni soldato di Cristo ma senza licenza d’uccidere. Mi indispettì molto la cosa. Era come essere 007 senza il 7…00 e basta non fa lo stesso effetto.

Tra l’ostia e l’erba divenni seguace di Onan, e cominciai a praticare un antico rito massonico assai segreto che tutt’oggi lega in una silente fratellanza molti degli uomini di questo pianeta.

Qualche tempo dopo divenni servo. E non mi serve aggiungere altro.

In seguito sono stato punk, e poi post-punk e poi grunge e poi skaters e poi forse anche un pochino dandy fino a che non sono diventato conte, titolo che di diritto avrei acquisito dalla nascita, ma talmente era smisurato il mio ego che hanno preferito lasciarmi crogiolare nel mio fango per anni.

Poi divenni pocket coffe per via del mio vizio di sedermi al bar e fagocitare 3 pacchi di quei deliziosi cioccolatini mandati giù con una tripletta di espressi, diciamo tra le 3 e le 6 di sera. Ero molto nervoso in quel periodo. Una volta un criceto scoreggiò in Turkmenistan e io picchiai un amico seduto nel tavolino a fianco del mio.

Mi diedi alla batteria, ma in breve tempo si scaricò, quindi passai al cazzeggio più puro. Un giorno probabilmente in cerca degli avi di youporn (non era mica così facile qualche anno fa) capitai non so come su un sito che parlava di blog, o forse era un blog che parlava di blog. Probabilmente era il blog di Catepol o Beggi. Ci son sempre stati anche prima che loro iniziassero a bloggare. Comunque, in quel tempo gesù mi disse: scolta ve nanni, te m’hai belle rotto i maroni. Fai na cosina su da bravino. Smetti di usare la scusa della preghiera davanti al letto per raccontarmi i cazzi tuoi, apriti un blog e scassa le palle al resto del mondo. Chiesi un segno, e infatti invece del porno trovai quel sito che parlava di blog. O era un blog che parlava di blog? Va bene, comunque fatto sta che cominciai a scrivere, ehm, a bloggare, poi un giorno mentre ero fuori con gli amici mi mangiai un focaccione gelato triplo gusto, arrivai a casa e mi fumai un personal sul letto. Inevitabilmente qualcosa dentro di me in quel momento si ruppe. Ebbi la prima crisi di panico (a dir il vero mi parve un infarto bello e buono ma il medico smentì ) e passai al lexotan, ma inclemente il medico mi declassò allo xanax, poi alla valeriana, e ora mi strafaccio di tisane al finocchio. Sono quasi guarito. Ma non si nota.

Qualche anno dopo sulla via di Vasco, io povero viandante, incontrai colui e colei che mi raccattarono su come un cane per la strada. In seguito, defraudato dei miei titoli, inascoltato nel mio piano di rinascita monarchica fui accolto da un’omo che leggeva molti molti libri, o forse li usava solo come pesi per rinforzare i pettorali. Costui mi diede la possibilità di far sentire la mia voce al mondo, il mio piano di conquista si era rimesso in moto. Peccato che la benzina finì subito, poi la crisi e si sa come vanno queste cose. Alla fine di tutto questo post assolutamente inutile anche agli occhi di mocio..volevo dire Moccia, vi devo fare una confessione. Devo confessare un grave errore. Per anni ho votato ove ci fosse da votare, anche per il bidello del piano alle superiori, il PRC di Bertinotti. No, l’errore è stato cambiare tendenza e affidarmi al PD. Io lo sapevo, l’avevo detto.

Ora Sono vivo, e anche questo mi pare ovvio. Se siete arrivati fin qui o non avete davvero di meglio da fare o mi volete davvero bene oppure siete abili menzogneri e per questo vi ammiro. Qualunque sia il caso vi auguro Buon week end

(contiene citazioni a cazzo)

Allen ed Io #1

Nonostante io non prenda più xanax, lexotan o derivati da più di un anno ormai, continuo a dialogare con Woody Allen nel sonno. Mi psicanalizza. O meglio, quando il mio io decide di auto psicanalizzarsi lo fa nel sonno e sotto le sembianze di Allen. Sarà forse per il fatto che tendo a paragonarmi al regista.  Non per i film, sia chiaro, ma per le paranoie e le fobie. Tante. Fatto sta che io sono sempre lì, sdraiato su questa sorta di divano, e parlo, parlo. E dall’altra parte della stanza, poco più in là c’è Allen, anche lui sdraiato su un divano simile. E parla, parla dei suoi problemi.

Lo sa, dico io, ho sempre paura che mi possa accadere qualcosa di grave, anche se sono nella tranquillità della mia casa. E lui ribatte che: le cose peggiori ti capitano nel luogo a te più familiare, un giorno un piccione appoggiato sul mio davanzale mi guardò con occhi scuri. Pensai volesse uccidermi. Lo shock fu tale che dovetti chiamare il mio psicanalista.

E così passiamo ore in questo minuetto vocale richiamando alla mente le supposizioni, le congetture più tremende. Ho sempre paura che i miei ventiquattro gatti mi guardino con sospetto.

Ma non erano ventisette? Ribatte Allen. Voglio dire, mi fa, l’altro giorno erano 27, e così io, io, si insomma come dire, ecco, non va bè lascia stare,  ma sì, tu, tu sei venuto da me, ed eravamo lì sul divano come oggi, e fosti tu a dirmi che erano 27. Oddio credo che questa cosa sconvolgerà i miei equilibri per oggi. Sento, sento che potrei anche svenire.

-Erano 27, ma tre sono scomparsi.

-Oddio, ma, ma è terribile. Questa cosa è, è a dir poco inquietante. Voglio dire un giorno sei lì e, e i tuoi gatti così adorabili, paffutelli e…si insomma…27. E poi puf, ecco che diventan 24. C..co..coco…come se ci fosse un piano occulto. Forse li hanno uccisi, forse uccidono i gatti per arrivare a te, si voglio dire, è possibile no? E dopo essere arrivati a te, troveranno me. Ma, ma è terribile. Passami un bicchier d’acqua e quelle pastiglie laggiù.

-Magari non è così grave…magari

-No, no, è come ti dico…l’altro giorno ero placido che passeggiavo, e, e vedo la mia ex…per Dio si cara donna, schizofrenica, forse, un tantino, ma cara. E dopo due secondi giro lo sguardo, e lei non c’è più. Sparita. E allora ho cominciato a pensare che oddio, cosa sarà successo, forse, forse è in pericolo o che ne so e io, si ecco ero li, e non ho fatto niente…avevo il sentore di una tragedia.

-E poi?

-Che domande, l’ho seguita, io, certo che l’ho seguita, dovevo sapere, sarei stato in pena per la mezz’ora successiva, Dio.

-E l’hai trovata?

-Si, ecco, lei era, era entrata nel cinema dietro l’angolo.

-E quindi tutto ok, voglio dire, nulla di grave, meglio così no? Cioè voglio dire, che so, poteva esser stata rapita, o peggio investita, o scomparsa nel nulla…insomma.

-E’ entrata nel cinema, ma ecco, lo spettacolo, io mi sono permesso di entrare nell’atrio e guardare, era cominciato da cinque minuti.

-Oddio!

-E’ quello che ho pensato anch’io. Do..dodo..dove andremo a finire dico io, se la gente fa quello che gli pare? Insomma, che razza di mondo lasceremo ai nostri figli? E ai nipoti, e ai nonni e gli zii che certamente dureranno più di noi? Ho dovuto chiamare lo psicanalista.

-Già, allora chissà dove saranno i tre gatti…

-Il pensiero mi sconvolge…

-Per i gatti, anche a me

-No, è che qui in campagna dove vivi tu non c’è nemmeno un sushi bar, nemmeno uno aperto di notte, e poi queste zanzare, sai che la puntura di una zanzara può provocare infezioni mortali…?

-Ma siamo in gennaio…

-Oddio, non me ne parlare, a Gennaio il rischio broncopolmonite sale del 12%

-Hai ragione…ho l’ansia. Dormiamo

-Si!

Nella casa, nella Chiesa, nella crisi

Visto il trend ho deciso che quest’anno per qualsiasi cosa che andrà male sarà incolpata la Crisi. Sarà colpa della crisi se non lavo i piatti, sarà colpa della crisi se mi sveglio tardi, sarà colpa della crisi se trascurerò ancora questo blog e di conseguenza i vostri.  La drastica diminuzione di post umoristici su questo blog inoltre non è da attribuirsi ad un vuoto del suo autore, bensì alla crisi. La crisi è la paladina di ogni discorso ormai. Se incontri qualcuno per strada e vuoi rompere il ghiaccio non dovrai più tirare fuori inutili retoriche climatiche, ti basterà semplicemente estrarre la crisi dal cilindro. Se a letto con una donna sei lì lì per fare cilecca non perdere tempo, usa la crisi, vedrai che in 2 nanosecondi l’atmosfera cambierà, e lei nemmeno baderà più alla tua prestazione deludente. Se una vecchietta ti schiaccia i piedi con il carrello all’ipercoop tu con estrema calma sperona contro uno scaffale, e poi urla:<<è stata la crisi, io l’ho vista, è andata da quella parte>>. A conti fatti, almeno a livello di relazioni sociali la crisi torna utile, eccome. Provare per credere. Ieri l’altro ero alla messa in ricordo di mia Nonna, la cosa straordinaria è che nella predica il prete non ha parlato tanto di Gesù e company, ma della crisi. Poi al momento delle offerte io ho declinato l’invito a introdurre la monetina in saccoccia, ovviamente per via della crisi. Volete altri esempi? Basterà seguire i tg dei prossimi mesi, dove, sono sicuro, qualsiasi mossa, contromossa, broglio e imbroglio sarà fatto in nome della crisi. Dopo tutto dove c’è casa c’è crisi e altre storie…