Lui, lei e l’altro: quando il sesso a pagamento si rivela una sola

Purtroppo per lui nell’amore a pagamento non esiste la formula soddisfatti o rimborsati. Lui, probabilmente il classico che va a mignotte, ne incontra una che a quanto pare è assai caruccia. Lei, una volta sistemati i ragguagli economici lo fa salire a casa sua. Qui lui scopre che in realtà lei non è lei ma bensì un lui. Lui allora si incazza un tantino e decide di non pagare. Lei, che abbiamo stabilito essere poi un lui, non ne vuole sapere d’essere rifiutata da lui, il cliente, e lo blocca in casa. Lui allora la mena  e a questo punto lei chiama l’altro. L’altro è un PittBull. Sfiga! Lui e l’altro si azzuffano. Sembra una di quelle liti d’amore per una donna, se non fosse che qui lui, l’homo, se la vuole telare, mentre l’altro, il pitt bull col cazzo che lo vuole lasciar andare via sulle sue gambe. Apice: l’altro azzanna lui, che eroico estrae un coltello e lo ferisce. A questo punto arriva il settimo cavalleggeri, le forze dell’ordine, che soccorrono l’altro (l’unico con ferite un minimo preoccupanti) e poi denunciano i due, lei (che poi è un lui) e lui (che è sempre stato lui come mamma lo ha fatto) per svariati reati. Quando dico che a Modena non c’è un cazzo da fare non scherzo. Poi vedi come si riduce la gente?

In un paese così, dove la verità è sempre sotto la sabbia

In un paese dove solo ieri, ad ascoltare i tg, un ragazzino nato sotto il rumore di quei pezzi di muro che cadevano poteva ascoltare quei nomi, Banda della Magliana, collegato, nelle cronache, all’affaire Orlandi, fatti risalenti ormai a trent’anni fa, c’è da chidersi se le cose siano davvero normali. Se la verità, giudiziaria e non, riesca a trovare davvero pace.

In un paese dove un caso apparentemente banale di cronaca nera si tinge nella sua evoluzione di inaspettati retroscena, con un parterre di protagonisti degno del miglior giallista di tutti i tempi, da far accapponare la pelle, in una rincorsa di ipotesi e voci che di volta in volta svelano una “realtà” o addombrano una verità allontanandola sempre più, creando falsi miti di cronaca e solidi muri protettivi per i veri responsabili, c’è da chiedersi quale direzione nel bivio debba prendere di volta in volta la verità, e se ad essa, per cinico gioco, non venga suggerita la direzione sbagliata.

E allora è difficile capire se quello che ci troviamo davanti sia realmente il vero, o solo una suggestione, magari indotta, per comodo o per DNA di questa Italia. L’anormalità sta nelle incredibili congiunzioni astrali (giudiziarie) tra potere e male, dove il male inteso, spesso, si manifesta sotto forma di delitto, o apparente tale. Esso alza il vento delle ipotesi smuovendo la sabbia e ricoprendo la verità.

In un paese dove solo oggi, ascoltando i tg, un ragazzino nato sotto il rumore di quei pezzi di muro di cui avrebbe sentito solo un vago eco parecchi anni dopo, può ascoltare quella notizia, di quella transessuale morta, Brenda, collegata indissolubilmente al caso Marrazzo, si evince che quella formula, quella incredibile congiunzione, tra Male e Potere, è ciclica, come un virus influenzale, che nel tempo è riuscito a rinforzarsi tanto da scavalcare facilmente i flebili anticorpi e il cui vaccino è, ancora una volta, ricoperto da quella sabbia smossa dal vento.

In un paese così, c’è da chiedersi quali siano i reali confini di realtà, verità e giustizia. Buon fine settimana a tutti.

Freccero e i Transessuali, 30 secondi di lezione televisiva

Ecco la differenza tra la tv e la Tv con la maiuscola. Mentre in ogni canale imperversano teatrini di dubbio gusto sul tema transessuali quel genio della Tv che è Freccero (scomodo, e appunto è finito a rai4, che mica è un caso) in 30 secondi provoca in maniera intelligente, e senza avere fondi a disposizione sfrutta a suo vantaggio un tema caldo, caldissimo. Ma senza scadere nel becero. Con pochi mezzi e sfruttando forse anche la coda lunga del web sono sicuro che attorno alla nuova stagione di Sugo, programma di rai4, si è già creata molta attenzione. Non saremmo qui a parlarne se no.