
Che negli Stati Uniti avessero un po’ il pepe al culo per la questione sicurezza era chiaro da tempo. In un certo senso prevedibile per un paese come quello, soprattutto dopo i fatti dell’11 settembre 2001. Come dargli torto. Ma da allora sono passati parecchi anni e se alcune mosse potevano essere accettate nell’immediato post tragedia non è altrettanto scontato che lo siano ora. Anzi. Invece sulla scia del Patriot Act concepito per il preciso scopo di ridurre gli attacchi terroristici negli Stati Uniti dopo l’11 settembre appunto, e che Rinforza il potere dei corpi di polizia e di spionaggio statunitensi, quali CIA, FBI e NSA, riducendo così la privacy dei cittadini ecco che viene resa palese dalle autorità quest’altra trovata
Oggi, passando da repubblica leggo questo articolo che mi rimanda ad uno del Washington post. Vengo a sapere che il governo Usa ha dovuto rivelare, sotto pressione dei gruppi per i diritti civili, le nuove misure in materia di prevenzione che già da tempo venivano messe in atto dalla polizia di frontiera, negli aeroporti ad esempio.
Da repubblica:
La polizia di frontiera ha il diritto di sequestrare il computer portatile o qualsiasi altro dispositivo elettronico (iPod, cellulare, palmare) senza che il proprietario sia sospettato di alcun crimine. Non solo: i dati possono essere esaminati sul luogo del sequestro oppure inviati al dipartimento centrale, dove potranno essere conservati per “un ragionevole periodo di tempo” e in seguito, se non sarà risultato nessun pericolo per la sicurezza pubblica, distrutti. Alcuni viaggiatori hanno già subito il sequestro dei loro computer che, in qualche caso, non è tornato in loro possesso prima di alcuni mesi. La direttiva colpisce i quasi 400 milioni di persone che raggiungono gli Stati Uniti ogni anno, ma anche gli stessi cittadini americani.
Il documento diffuso dal dipartimento della sicurezza interna.
Insomma, va bene tutto, ma qui mi sembra si stia esagerando. Anche se si tratta di garantire la sicurezza dei cittadini, non si può andare a ledere in maniera così arrogante quel confine entro cui si delineano i diritti di ogni persona, anche la privacy. Soprattutto se questi non è sospettato o accusato di nessun crimine.
Sempre in fatto di sicurezza apprendo dal blog di wolly la notizia, che è di ieri, della quasi sicura estradizione del più temibile hacker di tutti i tempi (uh mammina che paura, che poi voglio dire, questo cerca gli ufo ed è considerato temibile, mentre chi lo accusa bombarda in maniera indiscriminata mezzo mondo) Gary McKinnon, scozzese di 42 anni, programmatore e amministratore di sistemi informatici, disoccupato (sempre con disoccupati e precari se la prendono, tutto il mondo è paese). Ecco, lui probabilmente finirà a guantanamo. La Camera dei Lord inglese ha dato oggi il via libera all’estradizione negli Stati Uniti, che tanto anche se avessero detto no loro facevano come con abu omar, insomma, siamo alle solite. E intanto è il resto del mondo che si deve preoccupare della sicurezza viste tutte le micce che l’amministrazione Bush è in grado di accendere ogni giorno.