La sottile linea della Satira

(fonte foto Repubblica)

Non sarà certo come il sottile affetto con cui Andrea Pazienza ritrasse un burbero Pertini, e ci mancherebbe pure. Ma non trovo nulla di così clamoroso in questa vignetta, non più di altre mille vignette e di altre uscite più o meno satiriche di questo paese. Ci prodighiamo sempre per la libertà d’espressione, io allora credo dovremmo farlo anche in questo caso. Chi mi legge sa perfettamente che non sono certo un estimatore de Il Giornale, ma questa volta trovo davvero eccessiva la scelta di avviare un’indagine per valutare se si sia incorsi o meno nel reato fissato dall’aticolo 378. L’offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato vengono semmai -e sono venuti in passato- da certi comportamenti “onorevoli” più che da una vignetta ed un titolo che l’accompagna, frutto di una scelta editoriale certamente discutibile ma che nella sua idea vorrebbe essere satira e null’altro.

Bisogna stare molto attenti in questi casi a valutare bene dove porre la sottile linea della satira. Perché il giorno dopo non potremo alzare gli scudi per protestare come se nulla fosse.

Spinoza.it: una presentazione serissima e sudatissima di un libro consigliatissimo

Questo post non è tanto per gli habitué della blogopalla che saranno già informatissimi, ma per tutti gli altri che di tanto in tanto passano di qui. Martedì sono andato alla presentazione del libro di Spinoza.it (che è arrivato serissimo, in ritardissimo e sudatissimo nella persona di Stefano Andreoli a.k.a. Stark, uno degli autori) presso la libreria Trame, a Bologna. E ci sono andato, come si dice, già letto, dal momento che il libro in questione era già in mio possesso da sabato pomeriggio. Solitamente non faccio post marchetta, e in fondo nemmeno questo lo è (però io ve lo consiglio caldamente). Il volume raccoglie circa duemila battute (aforismi forse è il termine più corretto) di cui moltissime inedite, mai finite sul blog. Leggendolo si ha una panoramica proveniente dal basso e in chiave satirica, della cronaca politica e non, in particolare dell’ultimo anno ma non solo. E’ dissacrante e ironico, e a tratti pure amaro, il che non guasta. C’è più informazione qui dentro che nel TG di Minzolini (il che a onor del vero, va detto, non è impresa ardua). Quando lo sfogli pensi “ toh, una ventata di libertà”, quindi se in quel momento ti suona il telefono non rispondere, potrebbe essere Silvio che ha qualcosa da obbiettarti. All’evento era presente pure DelyMyth che in queste occasioni è fornita di strumentazione tecnica peggio di un militare dei reparti d’assalto ed è infatti grazie a lei se nei secoli dei secoli a venire il mondo potrà godere di questa importante testimonianza in chiave video, ecco perché a questo punto le cedo la parola e vi rimando al suo blog per il contributo audiovisivo e fotografico.

Berlusconi spenga la Tv che tiene nel cucinotto

Come al solito una trasmissione pagata con i soldi pubblici si diletta nell’avere come unico bersaglio il governo e si diverte ad aggredirlo

Lo ha detto Berlusconi a proposito di Parla con me, programma della Dandini (questo pare sia il video che ha indispettito il Cavaliere).

Domanda: ma se Berlusconi e quelli del suo partito guardassero e badassero meno alla tv e si concentrassero di più sui problemi reali del Paese?

Faccia come noi, che la TV la guardiamo quasi mai, se non addirittura mai. Scoprirà incredibilmente che si vive bene lo stesso, anzi forse si vive meglio.

(a Proposito, io lo spettacolo di Ascanio Celestini che conteneva quasi tutti gli interventi che propone in questa stagione dalla Dandini, l’ho visto attorno a settembre al festival della filosofia a Modena, e davvero merita. Se Silvio e i suoi partecipassero anche a qualche evento culturale che non sia andare in Tv o a Mignotte lo avrebbero già visto anche loro)

Già, Petrolini!

Riscoprire Petrolini sarebbe oggi saggia operazione, se non altro per scoprire quanto ancora sia attuale, attualissimo. Diranno che in fondo dentro ci leggi quello che più ti conviene, ma in fondo, chi se ne frega:

Petrolini è quella cosa

che ti burla in ton garbato,

poi ti dice: ti à piaciato?

se ti offendi se ne freg.