Perché Sanremo è…un’altra cosa ormai

Al via il carrozzone, non quello di Zero ma, di Sanremo che è anche uno dei momenti più gustosi per i blogger italici Ma a proposito Moragan? Ci sarà, non ci sarà? E poi soprautto a Sanremo ci si va per cantare oramai oppure no? Secondo Grasso non più ormai, ma lo avevamo capito un po’ tutti anche da soli in fondo. E’ come quando nella fase adolescenziale scopri nemmeno troppo improvvisamente che certe cose non stanno esattamente come pensavi, o meglio, che non stanno come ti eri cercato di convincere che stessero. A me più che il festival della canzone italiana negli ultimi anni pare più una magnifico mashup tra l’isola dei famosi e meteore, uno di quei programmi dove cadaverici esponenti dell’italico (e non solo) spettacolo, musicale e non, vanno a reclamare qualche gettone presenza come affamati davanti alla caritas. E noi, noi che siamo il pubblico morbosamente stiamo alla finestra a guardare questo pietoso spettacolo. Perché in fondo un briciolo di compassione non si nega a nessuno e la nostra morbosità vouyer va assolutamente sfamata. E così tra un toto cutugno, un pupo con tanto di cicisbeo reale, i nomadi, il rugge nazionale e una bidonata di di artisti take-away da mordi, consuma, getta e fuggi made in x-factor viene formata la zuppa calda del casale adatta a tutti, dallo spettatore medio cowboy pantofolaio pensionato stile John Wayne fino all’indiano urbano della tribù 2.0 digitalizzato al massim. Ecco, Sanremo ormai mi appare come una squadra di calcio dove ci stanno le vecchie glorie sul modello di Zio Beppe Bergomi e i giovani del vivaio giovanile (x-facotr, amici). Una sorta di filiera tutta interna alla tv ormai. E allora la musica mi pare abbia poco spazio ormai, ma per tutto il resto va bene. Non c’è dubbio. Se è quello che cercate.

In Italia non si farà mai una rivoluzione perché ci si conosce tutti

In Italia non si farà mai una rivoluzione perché ci si conosce tutti. Questa frase l’ho sentita oggi durante uno di quei talk su Sanremo (lo ammetto, facevo zapping e mi sono soffermato dieci minuti) ed era attribuita a…non mi ricordo chi. In ogni caso, questo mi ha fatto tornare in mente la storia dei sei gradi di separazione, che poi ora c’è chi dice ne bastino tre – che a me sembrano pochini, che se c’è uno che mi sta sui coglioni gradirei almeno 5 persone tra me e lui, giusto per stare sul sicuro - e ci si guarda in faccia. Cosa centra la storia dei sei gradi vi chiederete? Centra, perché poi in aria di Sanremo mi è venuta in mente Mina a seguito della frase d’inizio post e della storiella dei sei gradi di separazione. Pensandoci bene è vero. Cioè, potenzialmente tra me e Mina ci sarebbero nemmeno tre persone, o gradi di separazione. E anzi, ci sono ben due strade che mi collegherebbero, non una. E stiamo parlando di Mina, non del tipo che vedi al bar tutti i giorni e di cui, francamente, non mi frega una ceppa d’orata. Che a pensarci bene è una cosa che ti fa riflettere a lungo, almeno 15 minuti filati. Una mia cugina ha sposato (ora ex) il contrabbassista che con Mina talvolta suona, vedi ad esempio il famoso concerto in streaming di qualche anno fa. Ma se è ex di tua cugina la catena è rotta. E invece no, perché il moroso di mia sorella studia a Roma proprio presso il sopracitato musicista, riaprendo di fatto la catena. Insomma, qui si parla di potenzialmente, perché, converrete anche voi, non è che io adesso mi muova per contattare Mina. Voglio dire, al massimo telefono a Clockwise, così giusto per farmi figo, e giustamente lui risponderebbe che non gli frega un cazzo. A quel punto concorderei con lui che sì, ha perfettamente ragione e che forse dovrei sprecare il mio tempo in maniera più utile invece che farmi questi ottovolanti mentali. Ma ormai è troppo tardi e il post è bell’e finito.

Così vanno le cose. Prendere o lasciare

Così vanno le cose. Mills si prende quattro anni e sei mesi mentre Berlusconi si prende la Sardegna.

A Sanremo Benigni si prende gli applausi mentre Povia si prende i Fischi

Di Pietro si prende l’opposizione mentre il PD si prende sul serio

Il pdl prende il nucleare mentre la mafia si prende il rinnovabile.

Alcuni prendono il colesterolo mentre Little Tony prende danacol

Veltroni prende atto mentre tutti noi che abbiamo votato ce lo pigliamo nel culo

SanRemo sarà anche SanRemo, ma a me…io vi posto Cicciolina!

Aggiornamento:

Festival, gli ascolti vanno sempre più giù
Baudo: “E’ la qualità in un’Italia di merda”

(qui l’intero articolo su repubblica, ma prima di andarci magari leggimi)

Bravo Baudo, e ci voleva tanto per accorgersi di questa cosa?

-Baudo:”Scazzottiamoci, prendiamoci a sputi in faccia, così fottiamo il pubblico, lo imbarbariamo e avremo un’Italia di merda” e continua dicendo:
“E’ lo scandalo che fa l’evento”. Se la qualità, dice Pippo, non paga, è colpa dello scadimento generale dei prodotti tv, che ha viziato il pubblico. “Come dice Giorgio Bocca – osserva – abbiamo inventato l’italiano medio per giustificare le nostre mediocrità. L’evento non esiste più se non c’è lo scandalo. Se Piero e io avessimo litigato come Mike Buongiorno e Loretta Goggi a Miss Italia, lo spettatore si sarebbe acceso”. Ne è prova la stessa conferenza stampa, che per toni e lessico conquisterà gran titoli sui quotidiani.-
(da repubblica- vedi link all’inizio)
A parte il fatto che sono anni che buona parte del pubblico si lamenta della qualità dei prodotti proposti, nettamente insufficente se consideriamo il valore del prezzo del canone pagato ogni anno alla Rai. Insomma, tirando le somme, non è necessario fare un mea culpa ogni anno, in occasione del festival, per giustificare il sempre più tragico crollo degli ascolti. Bisogna rivedere l’intero sistema Rai, se si vuole trovare una qualità maggiore, io credo, si debba cominciare col garantire una stabilità dell’azienda in maniera seria e trasparente, eliminare l’egemonia politica sulle tre reti, anche a costo di affidare l’azienda a elementi esterni, ma preparati in materia. Non so se sia il caso, come qualcuno accennava tempo fa, di creare una sortà di società amministrativa della Rai, formata da privati e via dicendo, adducendo l’idea che una guida del genere avrebbe, dovendo risponere a degli azionisti, guardato ad una riqualificazione delle reti in maniera da portare pubblico, perchè anche prodotti come il grande fratello portano pubblico, ma di certo non sono sinonimo di qualità. Allora che fare? Io non lo so, quello di cui sono certo è che la testa oligarchica al vertice rai va nettamente potata, bisogna cominciare da lì, così da ottenere almeno in un primo momento, se non altro, una indipendenza nell’informazione che in Italia è già troppo condizionata per non dire asservita, se non in tutti, almeno in molti casi.
Conseguentemente si provveda ad una revisione dell’intero palinsesto, c’è molto da cancellare, tanto da ricollocare in fasce orarie differenti dalle attuali, poi innovazione, non guardare a mediaset, perchè se no si ricade nella sfida allo scadente, rischio, perchè si deve aver coraggio di rischiare anche su programmi o idee che inizialmente possono non apparire consone al grande pubblico, che spesso, come dice lo stesso Baudo, viene ritenuto alla stregua di un pecoraro, ma che invece, secondo me, ha una grande sete di qualità, di verità e di onestà, sopratutto da parte della televisione e di chi la fà, perchè come diceva qualcuno, “loro sono ospiti che entrano in casa nostra, e devono farlo in punta di piedi e con educazione.”

 

Tutti parlano del festival di SanRemo, allora lo faccio anche io.

È da qualche anno che ho fatto un voto: non guardare il festival di SanRemo.

È una scelta di vita che mi permette di mantenere intatto il gusto musicale, non per altro, ma anche le canzoni che “eventualmente” si potrebbero salvare hanno la loro peggior interpretazione proprio al festival della canzone Italiana, non so se sia il momento, se sia il luogo o se magari di natura i musicisti siano tutti allergici ai pollini dei fiori (e SanRemo è davvero il posto più sconsigliato allora) ma sta di fatto che le volte che ho deciso di guardarlo il supplizio per le mie orecchie è stato davvero esagerato. Anche la mia tv quest’anno deve aver fatto un voto, perché proprio il giorno prima dell’inizio della kermesse musicale le tre reti rai sono andate letteralmente a puttane (ma è molto più probabile che mia madre non paghi il canone da 156 anni) non permettendomi, anche se lo volessi ( e non lo voglio), di vedere l’evento televisivo Italiano (che anche qui ho le mie perplessità, ma fa nulla) che è anche il più seguito da agguerrite schiere di vecchiette che traggono, dalla visione di un sempre giovane (oddio) pippo baudo, nuova linfa vitale e forse anche un poco erotica. Mi è bastato leggere questo post su daveblog per capire che anche quest’anno la mia scelta è stata giusta. Perché San Remo sarà anche SanRemo, ma a me non me ne sbatte comunque un cazzo, per quanto mi riguarda potrebbe essere anche cicciolina che la cosa non cambia.

(ps: a questo punto ho tirato fuori Cicciolina, e visto che siamo in tema musicale vi consiglio di scaricarvi un suo pezzo dal nome “muscolo rosso” perché si, sappiatelo, Yes we can, anche per Cicciolina cantante. Intanto vi lascio con una sua esibizione canora a tema politico (se così la possiamo definire) così mi aggancio sia a SanRemo che alle elezioni, che genio che sono)