Pussy Riot Vs. Putin: un pareggio

Oggi ho seguito in rete, come molti di voi suppongo, la conclusione del processo farsa alle tre militanti punk Pussy Riot. La lettura della sentenza con le sue motivazioni è durata, per dire, quasi di più della pena inflitta alle tre ragazze, tanto che mi sono chiesto se anch’essa facesse parte della punizione. Tremendo. La sintesi poteva essere riassunta in un sintetico e comprensibilissimo: vietato dissentire, vietato dissentire soprattutto se il soggetto del vostro dissenso è Putin (quello del lettone per essere precisi). Ma si sa che ai russi piacciono le cose lunghe, vedere alla voce letteratura ad esempio. Su twitter mi sono chiesto se Mosca era consapevole di essere in procinto di creare una di quelle icone dure a morire e spinose. La risposta è si, e lo si è visto nella condanna minore rispetto a quanto chiedeva l’accusa, e no, e lo si è visto proprio perché la condanna c’è stata. Poi i giornali hanno man mano annotato le mobilitazioni sia pregresse che fresche di giornata. Non tantissime nei numeri anche se parecchie star hanno preso le difese delle tre. Ad esser sincero mi aspettavo di più ma non stiamo parlando di Mandela. Infine il coro unanime di protesta dell’occidente, che però altro non ha potuto fare se non lanciare un j’accuse molto di facciata e molto retorico che tra qualche giorno sarà archiviato. In parte perché come si è visto nel caso Assange hanno ben poco da recriminare (la GB che minaccia blitz a cazzo in ambasciate rischiando di creare un precedente pessimo e gli Usa che se potessero metterebbero un cappio ad Assange senza dire nemmeno grazie), e in parte perché con l’inverno alle porte (vai alla voce risorse energetiche), e la crisi siriana in corso, dalla “madre” Russia prima o poi dovranno ripassare. Le Pussy Riot di certo oggi sono entrate nella storia come simboli. Per quanto tempo e se saranno confermate a icona dei diritti lo capiremo nelle prossime settimane da come si manifesterà la società civile sul tema, ma per il momento anche Putin ha fatto punto portando a casa un pareggio.

(fonte foto oggi.it)

La sinistra illuminata europea

Chiaro, sisi, Berlusconi clown, Berlusconi buffone amico di Putin il mafioso! Mentre quello in mezzo è Gerhard Schröder, l’ex cancelliere tedesco segretario dell’SPD il centro sinistra tedesco.. Attualmente consigliere di Gazprom (public company in Russia). Ah, la sinistra illuminata europea, quante soddisfazioni! (via Solodascavare)

(Fonte foto: fuckyeahrussianpolitics)

Inchiostro di sangue. La censura Russa

Si è tanto parlato di libertà di informazione negli ultimi mesi, dall’Iran alla Cina, alla Birmania ed infine negli ultimi giorni nel nostro Paese. Informare, in maniera sincera e vera, in alcune parti del Mondo è rischioso. Come lo è stato anche qui in Italia fino a non troppi anni fa. Non va dimenticato. Ancora una volta dalla Russia arriva la notizia dell’omicidio di una persona che aveva come scopo nella vita quello di Informare. Informare su una della situazioni più caotiche e scure che ci sia al mondo. La Cecenia. Questa volta è toccato a Natalia Estemirova, esponente della ONG Memorial, che si occupava di diritti umani. Molto vicina ad Anna Politkovskaia, giornalista uccisa nel 2006 perchè troppo interessata alla situazione cecena e alle implicazioni nel mancato rispetto dei diritti umani da parte delle autorità russe. La Lista degli omicidi e delle aggressioni intimidatorie in questa direzione in Russia è lungo. Sopratutto se si considera il lasso brevissimo di tempo in cui questi si sono verificati.

Il primo di aprile giungeva la notizia della morte del giornalista d’opposizione Sergei Protazanov che scriveva per il giornale Grazhdanskoe Soglasie

A metà novembre era stato picchiato Mikhail Beketov, direttore del giornale Khimkinskaia Pravda, sempre di opposizione

Il 19 gennaio a Mosca venivavano invece uccisi Anastasia Baburova, che collaborava per Novaia Gazeta, lo stesso giornale per cui scriveva anche Anna Politkovskaia, uccisa nel 2006, e Stanislav Markelov, avvocato di Beketov, che come dicevo sopra fu ucciso a novembre, e impegnato nelle cause riguardanti la Cecenia (si occupava del caso di Elsa Kungaeva, seviziata e uccisa dall’ex colonnello Yuri Budanov nel 2000 )

Insomma, una sequenza lunga di reati atti a tappare la bocca all’informazione che in un paese come la Russia trova ancora enormi difficoltà ad esprimersi liberamente senza il rischio che finisca nel sangue. Spesso ci lamentiamo, in Italia, e non a torto il più delle volte, della cappa che sta scendendo sulla informazione. Lo abbiamo visto negli ultimi tempi in rete e non solo. Tra editti, rimozioni forzare, licenziamenti, esilii e via dicendo. Però la situazione senza dubbio è differente, e va riconosciuto. Proprio per questo mi piacerebbe che dai giornali (non solo Italiani) certe domande venissero poste anche a chi potrebbe o dovrebbe rispondere su queste faccende. Se la Russia viene considerata e vuole essere considerata come interlocutore affidabile e fondamentale dalla e nella comunità internazionale è giusto, a mio parere, che faccia chiarezza cominciando a sottolineare le responsabilità su questi omicidi che io oserei definire di stato, cosa che, almeno per il momento, mi pare di capire non venga fatta

Parlando di guerra fredda. Ma fredda dove?

Obama vuole un paese migliore di come lo ha lasciato Bush, dice che anche gli americani lo vogliono. Secondo me, e dico secondo me, bisognerebbe provare a sentire cosa vogliono Iracheni, Afghani e via dicendo. Secondo me anche loro vogliono un paese migliore di come lo ha lasciato Bush. Voi che dite? Sempre restando in ambito di politica estera; sento parlare di guerra fredda. Dico che sento, perché alla conta dei fatti quello che vedo non mi pare uno scenario da guerra fredda, almeno non dalla caduta del muro ad oggi. Anzi, mi sembra che il clima sia abbastanza caldo. Di freddo per ora non ho visto nulla, nemmeno i fatti ossezi mi sembran freddi. A dire il vero nemmeno la guerra fredda era fredda. Pensiamo a tutti gli scontri bellici durante il suo periodo storico, portati avanti dalle varie fazioni o chi per loro. L’unica cosa che mi porta a presumere la prossima tensione tra Russia e occidente come fredda sarà per via dei riscaldamenti spenti, ipoteticamente causa rubinetti chiusi dall’alto della Duma. Quella sarà, presumibilmente, l’unica cosa ad avere a che fare col freddo.

Da poco prima della caduta del muro ad oggi, calcolando che ne ho tralasciate alcune:

  • Birmania-Karen 30 mila morti dal 1988
  • India-Kashmir 90 mila morti dal 1989
  • Prima guerra del golfo 1990
  • Georgia-Ossezia 2.800 morti dal 1991
  • Algeria 150 mila morti dal 1991
  • Somalia 500 mila morti dal 1991
  • Georgia-Abkhazia 28 mila morti dal 1992
  • Russia-Cecenia 250 mila morti dal 1994
  • Ciad 50 mila morti dal 1996
  • Congo R.D. 4 milioni di morti dal 1998
  • Nigeria 11 mila morti dal 1999
  • Israele-Palestina 5 mila morti dal 2000
  • Afghanistan 25 mila morti dal 2001
  • Costa d’Avorio 5 mila morti dal 2002
  • Iraq 80 mila morti dal 2003
  • Sudan-Darfur 250 mila morti dal 2003
  • Rep.Centrafricana 2 mila morti dal 2003
  • Seconda guerra del golfo 2003 tra le 150.000 e oltre 400.000 (non si è ancora in grado di fare una stima veritiera).
  • Haiti 1.500 morti dal 2004
  • Thailandia-Sud 2 mila morti dal 2004
  • Pakistan-Waziristan 3 mila dal 2004
  • Pakistan-Balucistan 450 morti dal 2005
  • Libano 1.200 dal 2006
  • Georgia-Ossezia 2008
  • Ipotetica ripresa della guerra Fredda: Bah, sarà così…intanto consiglio ai contendenti un bel polaretto nel…freddo, quello si.

Elenco delle guerre, tutte

Ovviamente le stime riportate non sono corrette, ma indicative. In alcuni casi non aggiornate. Cosa per altro ardua persino per gli osservatori internazionali. Ad esempio in Afghanistan o in Iraq, zone in cui il conflitto prosegue, è molto difficile fare delle stime anche sommarie. In guerra, io credo, è sempre difficile capire chi e quanti sono, purtroppo caduti. L’unica certezza è che sono sempre troppi.