Le voci che arrivano dal fronte tv, soprattutto quelle riguardanti rai tre, sono poco incoraggianti. Quello che adesso mi chiedo è se poi alla fine di tutto le Notizie, quelle con la N maiuscola, arriveranno ancora o si tenterà davvero di potare loro le gambe. Insomma, le notizie potrebbero avere le gambe corte, troppo corte per riuscire ad uscire fuori allo scoperto.
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Paz in tv parte seconda
Dopo circa una settimana di pausa dalla rete, che mi ha visto prima a Roma ospite (ma sarebbe meglio dire in veste di caso umano) della trasmissione Cominciamo Bene, poi a Modena per seguire un paio di concerti di amici e un incontro con alcuni esponenti locali del PD (devo dire amarezza per quanto riguarda quest’ultima cosa) posso finalmente rimettermi a buttare giù due righe su questo blog. Ne approfitto per postare il video della mia apparizione, per quelli che non l’hanno ancora visto e che nel post precedente me lo chiedevano – contenti voi…- e per ringraziare Massimo Veneziani che è quell’ometto eroico che ha rischiato la sua ancora giovane carriera nel portarmi in tv dopo aver letto un mio post. Ora dovrei fare un resoconto della due giorni romana, ma sarebbe lunga. Mi limito ad elencare alcuni episodi accaduti appena prima della partenza. A poco più di un’ora dalla partenza del treno che da Modena mi avrebbe portato a Bologna per poi prendere la coincidenza con Roma esco di casa, chiudo la porta e salgo in ascensore. Maremma bucaiola sarda e tumefatta. L’ascensore non parte, o meglio, si chiudono le porte e rimane lì dov’è per circa 5 minuti. Te pare che la sfiga non mi colpisce proprio il giorno prima di andare in tv a parlare delle mie sfighe? Suono il campanello d’allarme, ma si sa che sti stronzi di custodi non servono a una ceppa, suono allora il citofono collegato con la centrale “salva la vita forse sbesughelli” ma nemmeno li segni di vita. Torno a premere e sento una voce. Cazzo imbalsamato, la voce mi dice: Premere per collegarsi con la centrale. Ma sto premendo santo iddio. Grazie all’olimpo di bestemmie tirate il trabiccolo sali e scendi si rimette in moto tra l’eco dei miei insulti che si perde nella tromba dell’ascensore diffondendoli a mo di megafono per tutto il palazzo. Esco, perdo il primo bus per un filo, e pure il secondo perché nel frattempo mi sono piazzato davanti all’edicola li vicino per sbirciare le notizie hot del giorno dai quotidiani. Riesco a prendere il terzo che a giudicare dal quantitativo di varia Umanità deve fare una tratta del tipo Autobus 7 Mogadiscio- Macao. Esco che puzzo di termo-valorizzatore. In stazione trenitalia ovviamente si scusa, e io mi rivolgo nuovamente all’olimpo blasfemo. Prima 5, poi 10 minuti di ritardo. Scendo dal treno a Bologna alle 17.26, la coincidenza era per le 17.25, ma per come funziona trenitalia pure l’altro treno viaggia leggermente in ritardo e mi va di culo. Ecco, se escludiamo la partenza, tutto il resto offerto e organizzato da mamma rai è filato liscio senza nemmeno una sbavatura, tutto calcolato al millesimo. E che cacchio, servirà ben a qualcosa pagare il canone? Tra le cose a cui serve c’è la possibilità di farmi arrivare bello spaparanzato dalla stazione termini all’albergo che mi hanno prenotato. In ultimo, facendo un breve calcolo la mia apparizione è durata 5 minuti circa. Questo vuole dire, stando alla tesi di Andy Warhol, che ho ancora un bonus di 10 minuti notorietà. Nei prossimi giorni, con la dovuta calma inserirò in questo post anche il video della stanza che mi ha ospitato. Per il momento mi fermo qui.
Trasferta Romana. Paz in tv
Allora, giovedì per chi non lavora, si da malato, o semplicemente è un detrattore di Renato Brunetta ricordo che farò una comparsata intorno alle 10, 10.20 di mattina nel programma di rai tre Cominciamo Bene.
Cosa ci faccio? Parlo in sostanza di questo. Qualche minuto per dare l’ultimo colpo di grazia alla mia dignità, se dovesse andare male, in quel caso in culo ad Andy Warhol e i suoi cazzo di 15 minuti di notorietà. Se invece dovesse andar bene viva Paz in eterno. C’è anche un evento pubblico su facebook creato dai miei amici, un po’ per sostegno un po’ ad eterno memento ( Memento audere semper?) su quello che si può e non si può fare. Sarò quindi in quel di Roma da domani sera e ripartirò poco dopo la trasmissione il giorno dopo, come si confà ad un professionista dello spettacolo indaffarato, che io per altro non sono. Per qualsiasi cosa il numero del mio cell è sul profilo di faccialibro, e no simpaticoni, durante la diretta sarà spento. Ci si rilegge quindi dopo il week end. Buona Visione o continuazione a tutti.
Roberto Saviano a “Che tempo che fa”
Non so voi, ma la puntata di “Che tempo che fa” andata in onda straordinariamente mercoledì e che ha avuto ospite Roberto Saviano e poi David Grossman e Paul Auster è stata secondo me la riprova che la tv (specialmente se pubblica) può proporre contenuti di qualità altissima, anche in prima serata, senza preoccuparsi troppo eventualmente di realtà come quella dello share. Mi ha ricordato le conversazioni televisive di tanti anni fa, che evidentemente ho visionato solo tramite strumenti come youtube (ancora una volta il web si dimostra utile nel recupero di contenuti altrimenti difficilissimi da reperire), in cui discutevano amabilmente personaggi come Calvino, Pasolini, Ungaretti o Moravia, Sciascia. Cose oggi pressoché scomparse per far spazio alle varie arene tv. Se poi il fulcro principale di tutto è un’ argomento sensibile a cui purtroppo c’è ancora insensibilità diffusa- scusate il gioco di parole- come la lotta e il contrasto alle mafie, e se tutto viene incentrato su di un’arte-veicolo come quella della scrittura allora il valore è doppio. Nonostante in molti accusino Fazio di retorica e perbenismo di convenienza e altri, non ho idea di quanti sinceramente, possano accusare “l’ospite” di opportunismo e ricerca di visibilità, il risultato è una lezione di giornalismo contemporanea, lucida e alla portata di tutti. Cosa non da poco. Tema, quello dell’informazione e del suo ruolo, per altro estremamente attuale di questi tempi. Fazio e il suo team sono tra i pochi, oggi come oggi, a proporre all’interno del panorama televisivo, quanto meno quello generalista, contenuti e ospiti di estrema qualità. E anche e sopratutto questa volta è stato così. Almeno a mio giudizio. A proposito, a me è tornato in mente questo intervento famosissimo di Pasolini di cui estraggo solo una citazione…
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio “progetto di romanzo”, sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il ’68 non è poi così difficile.
Tale verità – lo si sente con assoluta precisione – sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio…(integrale)-Pier Paolo Pasolini-