Spesso quando discuto con chi vota lega, o la votava e ora vota m5s o con chi non votava e ora vota 5stelle, o con chi vota PDL, vengo accusato di essere di parte (eh ma dai), di non capire le dinamiche, le motivazioni. Sul m5s mi è stato detto che non potevo sapere perché non seguivo la sua storia, la sua evoluzione. Allora per curiosità ho fatto un giro tra i miei appunti digitali fino a dove potevo risalire. Ho scoperto, tra i tanti, un post del 2008 su Grillo, l’antipolitica, i meetup, e Nanni Moretti. La previsione di quel post era del tutto cannata, però il concetto rimane. ma amen. Comunque oggi, a tutto questo aggiungo la contestazione che mi è stata fatta e che stona con quanto scritto sopra: mi è stato detto che non era comprensibile il perché io sia criticissimo nei confronti del mio partito di riferimento, il PD, ma nonostante questo continui a sostenerlo. Ora non starò qua a spiegare il valore e la necessità di una critica nella dinamica di sostegno ad una formazione politica, i più furbi coglieranno comunque. Non ho approfondito nemmeno nella risposta a quella contestazione buffa. Mi sono limitato a poche parole, tra cui quelle in cui faccio notare che sta lì la differenza, nel porre una critica pur restando all’interno. Una cosa, che io individuo all’interno di un processo democratico, e che in effetti in altri contesti politici manca, e si nota.
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Se c’era quello, se c’era quell’altro, se ci fosse il PD
Renzi dalle pagine del Corriere ha forse “provocato”, Bersani forse avrebbe dovuto fare un passo indietro qualche giorno fa (prima della messa in onda del remake della sua strategia). Al solito manca la quadra. Sta di fatto che adesso siamo tornati al: se c’era Renzi, se c’era Bersani e via dicendo (indietro, per intenderci). Ma è andata come è andata. Te pensa se ci fosse stato Enrico. Ma No, a quello non voglio pensarci. Il punto è che alla fine siamo ancora qua, divisi e a smazzuolarci dall’interno e dall’esterno, mentre gli altri ne approfitteranno per avanzare.
Non è questione di Matteo o di Pierluigi, non solo. E’ anche questione di elettori e di chi attorno al partito ci sta.
La posta del rancore
Ormai i giornali, i tg e certe trasmissioni TV sembrano far parte di un’unica grande rubrica: la posta del rancore. Ogni giorno a mezzo stampa o tv leggi di questo che attacca quello, di quell’altro che accusa tale, di sempronio che non c’entra nulla ma si butta nella mischia perché non ha di meglio da fare. In questo marasma defilippiano tutti però si guardano bene dal lanciare una proposta valida, uno spunto, un’idea.
So what?
Poche ora fa parlavo con una mia amica inglese che ora vive negli Stati Uniti per lavoro.
“So What?” chiede lei, rispondo nel mio inglese improbabile che “Nothing! Maybe it will get better next year”
Parlavamo dell’Italia.
Tea Party ITALIA: anche da noi?
Devo ammettere che non mi ero mai accorto fossero giunti anche da noi
Tea Party ITALIA – Meno Tasse, Più Libertà – Sito Ufficiale.