Giornata mondiale contro l’omofobia

Rischia forse di passare in secondo piano rispetto alla bagarre elettorale, ma oggi 17 maggio è la giornata mondiale contro l’Omofobia e la discriminazione sessuale. In Italia il dibattito sul tema si apre e si chiude con una certa regolarità, ma senza mai andare seriamente a fondo della questione. Era successo quando i pacs e le unioni di fatto erano il tema caldo, succede ogni qualvolta vi sia un fatto di cronaca in cui vi sia una discriminazione sessuale o peggio (nella maggioranza dei casi ci troviamo a fare i conti con atti che vanno al di la della discriminazione e sfociano nella violenza e nell’intolleranza pura). Il presidente della Repubblica è tornato, in occasione di questa data, a chiedere rispetto per chi si rispecchia in un orientamento sessuale diverso. Io però credo che il vero rispetto non possa essere limitato solo alle parole pronunciate dalle istituzioni in occasioni come queste, ma debba passare necessariamente dall’apertura di un dibattito serio che però in Italia ancora non trova spazio, anche per colpa delle continue uscite degli esponenti politici, presidente del consiglio in testa e per le ingerenze della chiesa. Su questo tema un plauso va dato al Sud America che in questo senso da l’esempio, o almeno ci prova: il 5 maggio il Brasile ha detto si alle unioni civili gay, mentre l’Uruguay garantisce uguali diritti alle coppie che superino i 5 anni di convivenza, il 2010 era stato l’anno di città del Messico che aveva approvato i matrimoni gay mentre l’Argentina era stato il primo paese sud americano a rendere possibili i Matrimoni Gay a livello nazionale nel 2010. Tornando all’Italia, mi aspetto, visto che siamo in tema elettorale, che per le prossime politiche si trovi seriamente il coraggio per l’inserimento del tema all’interno di un programma, oltre l’apertura di un dibattito e di un confronto serio che parta in primo luogo da temi come l’educazione al rispetto e si concluda con una accettazione anche legale della questione. Non farlo sarebbe ridicolo e vigliacco.

In Italia senza Reality non c’è voce

Dopo essere stata denuclearizzata, l’Italia dovrebbe essere anche Devaticanizzata. Almeno un pochino. Busi alla fine fa quello che meglio gli riesce; provocare. Il succo della sua sfuriata ruotava attorno all’ipocrisia del paese. Dopo quello che ha detto la RAI non poteva cero non radiarlo, inconcepibile sarebbe stato non farlo. Fidatevi, sarebbe successo in molte altre TV in giro per il mondo, mica solo da noi. Con questo non dico che non abbia fatto bene a dire quel che ha detto, anzi. Sicuramente consapevole delle conseguenze a cui andava incontro e di cui sicuramente gli fregava poco. Quello che mi chiedo è invece come sia possibile che da noi un certo tipo di dibattito si apra solo in seguito ad avvenimenti del genere, quando un signor Busi, ad esempio, sbotta dal palco di un reality show. Solo se filtrati attraverso la TV, un certo tipo di TV, certi temi prendono voce in Italia, altrimenti nulla. Non c’è giornale o altro formato che tenga o riesca meglio di un Reality Show per scandalizzare, per mettere il pubblico davanti ad un fatto, ad una realtà più o meno controversa. Busi molte cose che ha detto le aveva sicuramente già scritte, e come lui tanti altri. Eppure non è successo quasi nulla. La gente non legge, si sa. E allora da persona esperta del mestiere sapeva benissimo che il megafono adatto è quello più viscerale, più populista, più spogliato da una qual si voglia forma di intelletto: il Reality Show. La vera tragedia non è quello che Busi ha detto, ma il come: il mezzo attraverso cui è stato costretto a dirlo per farsi ascoltare da un paese che sogna troppo beato su allori che non si può permettere.

Campagna contro l’omofobia: esercizio perbenista o intenzioni serie?

rifiuta l'omofobia pari opportunità campagna istituzionale

Se in un paese serve uno spot contro l’omofobia vuole dire che c’è un’ emergenza omofobia. Lineare. Inutile negarlo. Ma se a creare questo spot è il governo che poche settimane fa è stato partecipe nell’affossamento della legge sull’omofobia allora qualche dubbio sorge. Intendiamoci, lo spot è ben accetto.

Meglio tardi che mai anzi, oserei dire. Solo che come al solito sono quelle cose che ti lasciano perplesso. Se, come è, il problema è serio mi chiedo come mai tanto tempo per presentare una legge in tal senso che tuteli realmente e punisca severamente ,per poi ostacolarla e affossarla, e indi buttare fuori uno spot e una campagna (Rifiuta l’omofobia, non essere tu quello diverso) atti a sensibilizzare la società.

Ci sono volute svariate serie di casi piuttosto violenti negli ultimi due anni per arrivare a questo? Non bastava il buon senso alle prime avvisaglie? Non era poi, in primis, necessario fare si che tutti i politici verificassero la connessione tra cervello e bocca prima di sparare perle omofobiche da far rabbrividire alcuni gerarchelli nazisti nella tomba, e che non hanno fatto altro che alimentare la tensione negli ultimi anni?

O concordiamo, tutti, che l’omofobia è reato, è un atto riprovevole, e che quindi ogni affermazione sull’argomento deve essere ben ponderata onde evitare di offendere la sensibilità di una fettà della società, che, strano a dirsi eh, ha gli stessi diritti di tutti, a partire in primo luogo dai politici, da cui partono spesso le affermazioni che incendiano la piazza, ci fermiamo tutti un attimo a riflettere e cerchiamo di buttare giù una legge giusta che tuteli il cittadino di concerto tra tutte le forze politiche, oppure ci ritroviamo ad analizzare l’ennesimo esercizio di mera retorica perbenista che non porta vantaggi a nessuno, men che meno agli interessati.

Detto ciò, plauso alla Carfagna, se riuscirà a dare forza a questa campagna che certo non fa male al nostro paese. Resterà poi da vedere in sede parlamentare cosa tireranno fuori, se riusciranno a tirare fuori qualcosa.

Omofobia, la paura del PD

Buon giorno, se così possiamo dire. Nell’ultimo post pubblicato ieri mi ero definito ottimista, un po’ ironicamente a dire il vero, ma con sempre un briciolo di speranza nell’intelligenza della gente. Peccato essere stato smentito per l’ennesima volta nemmeno tre ore dopo averlo pubblicato. E allora mi tocca di tornare indietro, a due giorni fa e rileggere quanto avevo scritto per rendermi conto di quanto un sesto senso mi pizzicasse le ascelle. Non che ci volesse Nostradamus, sia chiaro, ma sempre in virtù di quel briciolo di intelligenza che uno spera la gente possa avere ci avevo forse forse  sperato un pochino.

Ecco un passaggio di quel che ho scritto e che lambisce in un qualche modo l’argomento:

Il PD sostiene che c’è poca democrazia in Italia, io sostengo che, ad esempio, all’interno del partito ce ne sia anche troppa, di democrazia, troppa e usata male. Tanto è vero che consentono ancora a gente come Binetti, Rutelli e compagnia bella di prendere parola e posizione all’interno del PD stesso. E questo esubero di democrazia, lo abbiamo visto tutti, è come una pelota scagliata ai 180 km/h sui coglioni del Partito.

il post intero

E infatti per l’ennesima volta il PD subisce le conseguenze di una voce praticamente a se’ stante all’interno della corale democratica. Mediocrazia dicevo. Non troppa ne troppo poca. Il problema è quello di un partito che non è in grado di fare la cosa più normale per un organo del genere: definire una linea precisa e fare in modo che chi  ne fa parte possa muoversi e opinare quanto vuole, ma senza andare contro i principi e i valori dello stesso nel momento chiave(che non è mancanza di democrazia, ma semplicemente logica politica). Il dibattito va bene ed è salutare. Ma la coltellata alle spalle no. Gente come la Binetti, è chiaro, si rispecchiano solo in minima parte nelle principali battaglie professate da un partito come è quello democratico. Franceschini aveva più volte dichiarato che il PD doveva trovare la forza di andare da solo, forte quasi esclusivamente delle sue battaglie e di quelli che nel PD si identificavano in toto. Ha escluso molte forze di sinistra dal dialogo, che magari in questa occasione come in altre lo avrebbero anche appoggiato, ma non ha però avuto, lui e molti altri, il coraggio di epurare (si uso il termine epurare) quelle figure che del e col PD centrano poco e che alla fine stanno creando più danni di quanto avrebbero potuto fare tutte le allenze possibili con le sinistre italiane. Aspetto sinceramente poco fiducioso il futuro di questa strana e incoerente creatura.