La tv italiana si sa, pecca di poco pluralismo. E’ un problema vecchio, e che si trascina dietro da anni. Dalla sua nascita. Prima accusata di essere strumento nelle mani della DC (bè forse un tantinello) via via fino a divenire strumento di propaganda dei comunisti che ce l’avevano col premier (che per altro possiede metà delle tv, e controlla in quanto premier quelle di stato. Non diciamo che non è vero. Chi governa controlla. A turno, ma lo fa.).
Ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato. Oggi, la tv, te la fai anche sul web. E da lì dici quello che ti pare. Come dite? Ah, anche dalle tv classiche si può fare? Bè certo, non lo metto in dubbio. Ma tant’è. Sono nate le web tv politiche. RedTv e Youdem. Cosa dite? Anche quelle via etere lo sono? Bè certo, si, in fin dei conti è vero. Ma tant’è. L’altro giorno però ero lì che pensavo tra me e me. Disciplina faticosa credetemi. Quando l’illuminazione mi balza in testa. In realtà esiste in Italia, a dir il vero è quasi sempre esistito, da qualche anno almeno, un canale televisivo particolare. Perché particolare? Bè lo è per il semplice fatto che non ha logo, non ha sede, anzi, si appoggia a tutte le altre emittenti. E’ formato, buffamente, da cellule sparse qui e là tra i vari palinsesti, ma che se ricollegate tra loro, ve ne accorgerete, formano un vero canale televisivo. Un entourage di tutto rispetto. Sto parlando di Tele P2. Come dite? Non esiste? No, no, esiste. Ora, qui non voglio dire che abbia intenti particolari. Lungi da me, ci mancherebbe. Quello che dico è; ci sono quanto meno personalità che di quella storia fecero o tentarono di far parte e che oggi con la tv centrano. In un modo o nell’altro. L’ultimo arrivato è il Signor Licio Gelli, venerabile, e venerando, aggiungo io, gran maestro della loggia, P2 appunto, che dall’alto della sua venerabile esperienza ci spiega la storia d’Italia. Vista da lui. Ma Gelli non è l’unico ex in tv. Basti pensare a Berlusconi, che è stato presidente di Mediaset, o ad alcuni volti, noti e meno noti, che in tv tutt’oggi vanno. O come ospiti o come conduttori. Da Costanzo, Gervaso, a Cicchitto, politico, che in tv compare più della Ventura, tra comparsate e interviste. Arriviamo poi a Massimo Donelli, che dal 2006 è direttore di Canale 5. Insomma ne abbiamo per tutti i gusti e tutte le categorie, tanto che mi chiedo; perché non riunirli tutti, dargli un canale vero tutto per loro, piazzarlo nell’offerta del digitale terrestre magari, e chiamarlo Tele P2? Non faremmo prima?
In ultima analisi è divertente ascoltare Gelli che ironicamente parla di diritti sul suo “piano di rinascita democratica”. In fondo un pochino ha ragione. Se oggi andiamo a sfogliarlo, o leggiamo questa intervista di Concita De Gregorio, ci accorgiamo che sia da una parte che dall’altra la politica ha preso molto. Senza per questo esser accusata di piduismo. Stranezze Italiane