Chi sono i criminali?

Questo post l’ho pubblicato ieri notte sul mio tumblr, ma ho deciso di riproporlo anche qui. E’ un discorso vecchio, ma ho pensato a tutta la mobilitazione che spesso sul web dedichiamo a questioni molto più frivole seppur importanti. Lo pongo come spunto di riflessione, che non guasta mai.

Un’immigrato che raccoglie pomodori sotto il sole, per 9-11 ore al giorno e vive in una cascina senza acqua ne luce per una cifra che va da 10 a massimo 40 euro per una giornata di lavoro, per poi restare senza lavoro per 3-4 mesi quando finisce la stagione, 3-4 mesi in cui il cibo se va bene lo vede quando passa la caritas, e che fa tutto questo per mandare soldi in Sierra Leone dove ha la famiglia che non vede da 5 anni voi lo considerereste un criminale? I criminali sono altri. I criminali siamo anche noi che ci scandalizziamo per tante cose ma molto meno spesso ci mobilitiamo per queste che rimangono troppo frequentemente sotto silenzio.

Ovviamente tutto questo l’ho visto in un doc. che è andato in onda su raitre, ovviamente alle 2 di notte.

Il camorrista nella manica

Allora parliamoci chiaro, non è che i mafiosi si tirano fuori ad uso e consumo elettorale caro Maroni. Che a me sta storia che tu c’hai sempre un camorrista o un mafioso nella manica al momento opportuno mi puzza. Proprio adesso, proprio dopo Saviano? E non è la prima volta che fai sto giochetto. Anche Porvenzano saltò fuori magicamente al momento opportuno. Qui pare che sappiate esattamente a quale campanello suonare, solo lo fate al momento propizio. Allora cosa mi vuoi dire? Che li lasciate tranquillamente in giro a fare i loro (e i vostri comodi) fino a quando non vi servono come jolly? Se è così allora, se li lasciate in giro fino al momento ad hoc allora mi si consenta di dire che è in parte favoreggiamento, e pochi cazzi. E no, non ci credo al caso. Mai creduto.

(via il mio tumblr)

Vieni via con me: io resto con Fazio e Saviano

“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la biro, l’uomo con la pistola è un uomo morto.” Roberto Benigni.

Si leggeranno tante cose sullo show di Fazio e Saviano, Vieni via con me. Ci saranno i cinici di turno che per professione verranno a dirci che “non è stata sta gran cosa, e che palle adesso parlerete per giorni di sta cosa” ma i cinici li mandiamo subito a quel paese, ad un altro, non il nostro. Io, ve lo garantisco, non mi sono scollato dal video, se non per intervenire di tanto in tanto sulla rete e vedere cosa si diceva sull’evento, e di rumore pare essercene stato parecchio a prima vista. Beh, dicevo, ho riflettuto con Saviano e Vendola e Abbado, ho ascoltato, ho riso con Benigni secondo me in splendida forma, e si, in qualche momento è stato anche molto toccante e profondo, tanto da smuoverti qualcosa dentro: inutile negarlo. Qualcuno in rete ha scritto che forse qualcosa cominciava a muoversi, io non lo so, lo vedremo prossimamente, quello che però so è che me lo auguro di tutto cuore. Chi verrà a dirvi che quello di Fazio e Saviano è stato uno show anti governo dimostrerà di non aver capito nulla. Vieni Via con Me non è stato uno show contro, ma pro, pro l’Italia che vale, quell’Italia che resiste, come cantava De Gregori, nonostante tutto, quell’Italia bella che sa insagnare ancora qualcosa anche se qualcuno ha paura che impariamo. E come dice marcofer7 nel suo post, se lo chiedete a me: io resto!

Diritto di difesa

L’Espresso ci dice che Renato Schifani ha difeso Giovanni Bontate in sede processuale. Ora, Schifani era avvocato, a Palermo, Bontate Mafioso, a Palermo. Schifani era un legale e Bontate un imputato: un avvocato difende un imputato, perché così funziona, e l’imputato, anche se mafioso, può scegliere l’avvocato che più lo aggrada. Tutto sommato, il diritto alla difesa, rientra di fatto tra i diritti riconosciuti all’imputato/indagato, in quella definita democrazia ed è previsto dalla legge. Non ci vedo nulla di strano. Che poi Schifani non lo abbia fatto presente e che sia venuto fuori dalla voce del pentito Spatuzza è questione che verrà accertata.

Per il resto condivido in pieno il pensiero di Francesco Costa.

Via D’Amelio, Bombaroli nostrani e Talebani

Siamo andati fino in Afghanistan, e poi in Iraq, a fare le missioni di guerra e pace preventive per sconfiggere i nemici della democrazia, per tenerli impegnati a casa loro, ci avete detto, perché non venissero qui a mettere le bombe, a metterle in casa nostra, a minare la nostra di democrazia. Ma i nemici della Democrazia erano già qui da noi, da anni, parlavano e parlano Italiano e le bombe le avevano fatte mettere e poi fatte esplodere per davvero, e sono stati coperti, volutamente ignorati. Avete impegnato noi, per anni, a casa nostra, per tenerci lontani, perché non venissimo a minare quello che era ed è lo status quo che regge quella che è la vostra democrazia, e in parte, tristemente, ci siete riusciti.