Pessimismi

Quando lascierà la poltrona libera, magari perché qualcuno avrà deciso che è ora di liberarsi di lui, verranno a dirci che non è stato reale, è stata tutta un’illusione, al massimo un sogno. Nulla è reale. Non preoccupatevi, ci diranno. Ci offriranno la pillola blu, e fine della storia: domani vi sveglierete in camera vostra, e crederete a quello che “vorrete”. Un’altro, così, prenderà il posto vacante nell’indifferenza generale, tenendosi ben stretta la pillola rossa, quella che mostra quanto è profonda la tana del bianconiglio, e non ci offriranno la verità.

L’eredità dell’antipolitica quale sarà?

Nel 2002 scendevano in piazza i girotondini capitanati da Nanni Moretti, uno che di certo non ha mai digerito il cavaliere Berlusconi. Eppure, proprio quel Moretti, lui che inventò tutto sommato il Caimano, dalle pagine di repubblica critica duramente gli interventi della Guzzanti e di Beppe Grillo al No Cav Day

Sarei anche curioso di capire come abbia reagito la gente di fronte a quelle banalità offensive. Come si fa ad invitare Grillo, che ha insultato tutto e tutti allo stesso modo, “topo gigio, psiconano, ma cos’è? Devo ridere, che roba è?”.

I girotondi erano nati perché la gente potesse discutere di politica e non centravano assolutamente nulla con l’antipolitica, o con quel sentimento che va tanto di moda oggi. Si, perché mi viene ben da pensare che l’antipolitica sia una moda. Solo ed esclusivamente moda, e come tutte le mode non richiede impegno, indossi un capo di vestiario perché lo fanno tutti, così, per stare dentro il gruppo. Parlare, discutere di politica invece è noioso, faticoso, richiede impegno, letture. Non sia mai. Eppure c’è un paradosso. Quella gente che si impegna e porta avanti i meetup e non solo, e realmente ci crede, crede nella politica fatta dal basso, nella politica creata dai cittadini ad uso dei cittadini, non fanno certo antipolitica, quella è certo lusso per i presenzialisti del “ci sono anche io ad offendere a tutti i costi”. Queste persone, si muovono realmente, anche con iniziative, sul tessuto sociale, quello più vicino a noi comuni mortali. E tutto fanno, tranne che antipolitica. Peccato che in cima a tutto ci sia lui. Lui che come dice Moretti, riesce a banalizzare tutto. Quello che mi chiedo è: quando Grillo cadrà, quando la sua credibilità franerà, perché succederà prima o poi – e non lo dico per invidia, solo non puoi tenere le gambe su due lati di un burrone, prima o poi cadi in mezzo- queste persone che hanno dedicato tempo e fatica che credibilità manterranno? Non c’è il rischio che vengano trascinate nella melma come Grillo?

No Cav Day non solo cabaret

Sperando che non ci si ricordi solo di pompini e battutte.

Girando su internet, sempre se ne avete voglia, andate a cercare anche quello che è stato detto, oltre che da Grillo e la Guzzanti di cui ci, vi infarciranno il cervello nei prossimi giorni.

La storia siamo noi…5 giugno 1989

(non ho scelto appositamente un video con le solite foto, perchè mi sembrava sciocco, meglio lasciare immaginare ad ognuno quello che vuole su queste note)

Mentre ascoltavo questa canzone mi sono ritrovato a leggere il post di Novecento che mi ha fatto tornare in mente questa immagine, questa immagine che fu ripresa, scattata e consegnata alla storia proprio il 5 giugno del 1989, lo stesso anno in cui cadde anche il muro Berlino (vedi la storia?), sul finire delle contestazioni a piazza tiananmen, finite tragicamente nel sangue. Uno come noi lo definivano i nomadi in una loro canzone dedicata a lui e a tutti quelli, gente comune, che si batterono, e si battono ancora, contro la tirannia, l’ingiustizia e la repressione.
Un piccolo gesto che a suo modo ha tentato di cambiare la storia. E mai come oggi questo rivoltoso sconosciuto (come viene definito per la mancanza di informazioni certe sul suo conto) rappresenta tutti quei popoli che si battono con coraggio per la libertà, per il loro diritto ad esistere e a vivere in pace e con dignità. La storia ci consegna e conserva testimonianze spesso di vitale importanza se solo ci ricordassimo di loro, lezioni di vita e di umiltà, di coraggio, ma anche di grandi e gioiose imprese, di dure risalite e di sconfitte. Perché la storia dovrebbe essere soprattutto di chi almeno ci ha provato, la storia siamo noi, come canta De Gregori, e nessuno si senta offeso.

2 Giugno, festa della Repubblica. Quanto ne sappiamo?

E’ meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature. (Sandro Pertini)

Il 2 giugno del 1946 con un bel broglio durante il referendum vinse la repubblica mandando a casa la monarchia. Forse il broglio in quel caso fu sacrosanto e favorì la nascita della repubblica in cui oggi noi viviamo, con molti stenti, ma viviamo. Ora, non starò qui a fare il cerimoniere del 2 giugno, che non mi sembra il caso. Ci sono due cose però che mi colpiscono:

Iscritti alle liste 28 005 449 Votanti 24 947 187 89,10 (su n. elettori) Voti validi 23 437 143 93,95 (su n. votanti) Voti nulli o schede bianche 1 509 735 6,05 (su n. votanti) Astenuti 3 058 262 10,90 (su n. iscritti)

MONARCHIA 10 718 502[1] 45,7% REPUBBLICA 12 718 641[1] 54,3% bianche/nulle 1 509 735 Totale voti validi 23 437 143 10

Già da quel giorno l’Italia al voto si era nettamente divisa, già si parlava di brogli elettorali, insomma, sembra essere destino del nostro paese.

Sempre da wikipedia: Più recentemente, è osservato che non furono fatti votare i circa 3 milioni di cittadini della Venezia-Giulia, territori che furono ceduti solo l’anno successivo con il Trattato di Parigi del 1947.

Non fu possibile neppure votare per coloro che prima della chiusura delle liste elettorali (aprile 1945) si trovavano ancora fuori del territorio nazionale nei campi di prigionia o di internamento all’estero, o comunque non sul territorio nazionale. Di queste centinaia di migliaia di persone non furono ammesse al voto neppure quelle rientrate tra la data di chiusura delle liste e le votazioni.

Insomma, i problemi di oggi, se pensiamo che solo da pochissimo gli Italiani all’estero possono votare, mentre chi si trova al di fuori dell’Italia per studio o lavoro per votare dovrebbe rientrare.

Però insomma, noi questa repubblica adesso l’abbiamo, seconda o terza che sia non fa molta differenza. Quello che ancora manca è il rispetto per le sue leggi, soprattutto da parte di chi se ne fa garante e rappresentante, non smetterò mai di dirlo. La repubblica si fonda sulla costituzione, pensata e scritta dai padri fondatori, se così li vogliamo definire. E la scrissero bene e con lungimiranza signori.

Ora, mi pongo una domanda: ma noi conosciamo chi fondò la repubblica? Conosciamo gli uomini che fino ad oggi l’anno guidata, i loro nomi, la loro storia, le loro idee?

Succede spesso che soprattutto noi a sinistra critichiamo, pontifichiamo difesi dal paravento degli ideali e dei valori, però poi sappiamo pochino. Oggi mi sono fatto una domanda: quali sono stati i presidenti della repubblica? Mi sono risposto, e ne mancavano due. Di quelli poi azzeccati sapevo qualcosa, ma non tutto. Per quanto sia interessato a queste cose ho notato profonde lacune, che sono certo non sono solo mie. Così ho deciso di andare a rileggermi nei prossimi giorni la storia dei nostri presidenti, la storia degli uomini che fondarono la repubblica, che scrissero la costituzione, i partiti che formarono la costituente e così via.

biografia ed elezione

discorsi

ENRICO DE NICOLA
1948

discorsi - De Nicola

LUIGI EINAUDI
1948-1955

discorsi - Einaudi

1949 1950 1951 1952 1953 1954

GIOVANNI GRONCHI
1955-1962

discorsi - Gronchi

1955 1956 1957 1958 1959 1960 1961

ANTONIO SEGNI
1962-1964

discorsi - Segni

1962 1963

GIUSEPPE SARAGAT
1964-1971

discorsi - Saragat

1964 1965 1966 1967 1968 1969 1970

GIOVANNI LEONE
1971-1978

discorsi - Leone

1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977

SANDRO PERTINI
1978-1985

discorsi - Pertini

1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984

FRANCESCO COSSIGA
1985-1992

discorsi - Cossiga

1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991

OSCAR LUIGI SCALFARO
1992-1999

discorsi - Scalfaro

1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998

CARLO AZEGLIO CIAMPI
1999-2006

discorsi - Ciampi

1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005

Anche se non risulterà estremamente estetico ho copiaincollato l’elenco dei presidenti, con i collegamenti vari, compresi quelli relativi ai loro discorsi, che secondo me fanno parte di quel patrimonio di cose che più di altre sono fondamentali per capire il momento storico, le idee, le decisioni di questi uomini e della repubblica italiana, senza tralasciare l’attuale presidente della repubblica, Giorgio Napolitano.

Buon 2 giugno a tutti!