Perché a Google sono dei minchioni

Se vi siete svegliati, avete aperto Google Reader e avete pensato “ancora scherzetto? Ma Halloween era ieri!” allora vi consiglio la lettura del post di Catepol che spiega per filo e per segno come rimettere mano alle impostazioni dell’aggregatore feed di Google dopo i nuovi cambiamenti, secondo me (e non solo) peggiori, apportati nelle scorse ore, cercando di ottimizzare il tutto senza incorrere in bestemmie e bestemmioni. A margine mi chiedo se quelli di Google vengano ultimamente pagati dai concorrenti oppure se le “innovazioni” le pensino e le mettano in pratica sotto l’influenza di litrate di Spritz. Mentre la tendenza punta verso l’integrazione tra servizi e l’ipercondivisione Google va decisamente nella direzione opposta. Elimina molte delle opzioni di condivisione, ma soprattutto depenna brutalmente la possibilità di seguire e integrare le risorse selezionate dai nostri contatti, la parte più interessante e utile. Questa è sicuramente la nota di demerito più grave. Ecco, a questo punto mi aspetto l’involontaria condivisione di una nota da parte di un ingegnere Google che dica: “Siamo proprio dei minchioni!”.

Ma se non altro ci renderanno la ricerca più facile, dal momento che ci basterà andare su Google+.

Sull’argomento vi consiglio anche la lettura del seguente post: Perché Google Reader non è più adatto a me.

Il grande Down del settembre 2010

Quando ieri c’è stato quello che in molti ricorderanno come il grande Down del settembre 2010 inizialmente ho pensato al disagio di avere facebook e friendfeed in down, ma tutto sommato di facebook non sentivo troppo l’astinenza, di friendfeed già di più. Twitter però pareva reggere, e noi che lo bistrattiamo in fondo dovremmo essergli riconoscenti, ci ha salvato il culo in più di una occasione. Poi è caduto anche lui, come da routine, e allora va a cagare twitter, come non avessi detto nulla prima. Il dramma però era non si era ancora svelato nella sua ferocia: tempo una mezz’ora e anche l’encefalogramma di google è diventato piatto. Ok, era ancora sostenibile la cosa: dopo tutto stai solo aiutando ad organizzare un barcamp nella tua città, ed organizzare un evento incentrato sul web senza poter disporre del web e coi tempi che stringono, perché l’indomani parti per 4 giorni, è in fondo ancora gestibile, pensi. Poi però, succede che nel tuo cervello baleni accecante un dubbio atroce: e il porno? Verifico, ma più che altro per quelli che sono usi ed assuefatti, mica per altro, poverelli: orrore, il porno è down anche lui. Puoi stare benissimo senza twitter, ci sei abituato, e senza facebook, ancora meglio, senza friendfeed, per un giorno non morirai, senza google, una volta nella vita può succedere, ma il porno no eh, porca vacca…il porno no, e lo ribadisco sempre in difesa di quei poverelli che a fine giornata son stressati, e la vita gli va male, e allora un clic qui, e magari sei su redtube, per fare un esempio..casuale, che voglio dire…no? Ecco, il porno no, santa miseria. Toglietegli tutto ma non il suo porno.

Poi grazie a Dio, sempre pensando a quei poverelli, il cataclisma è rientrato. Twitter ha ripreso a svolazzare (volare è troppo), e facebook ha ripreso a spammare farmville ogni due per tre, e pure friendfeed è tornato alla grande con tutto il suo carico di animali da circo, pure google ha rimesso in moto il motore, e si, anche per quei poverelli la giornata si è conclusa felicemente, e lo dico perché suppongo sia ripartito anche quello, il loro pillolone di porno giornaliero. Cosa credevate? Che fossi andato a verificare di persona??

Come ti analizzo le keyword

Gioco la carta chiavi di ricerca. Non lo faccio mai, e per una volta che succede non mi sentirò certo in colpa. Analizzo quelle riportate dal sistema di statistica interno di WordPress.com. Ecco, andando a guardare le chiavi degli ultimi tempi ne esce un quadro inaspettato. Segno che i tempi cambiano forse? Ma andiamo ad analizzare i blocchi che ho preparato nel dettaglio. Partiamo dall’alto, dalle chiavi più cercate ultimamente.

Ecco il primo dato allarmante. No, non è razzismo oggi, ma Cabot Cove. Da quando scrivo su blog mi è sempre capitato di trovare nei primissimi posti chiavi di ricerca  a sfondo sessuale, spesso complice il mio modo volgarotto ed esplicito di scrivere, altre volte a causa di alchimie lessicali sconcertanti che finiscono per portare al tuo blog, anche se questo parla solo di vaticano.

Come notiamo, la vecchiarda menopausata più frigida e jellatrice della tv, forse dai tempi di gargamella, tira un sacco, quasi quanto il razzismo e il sottoscritto, e qui il dato dovrebbe allarmare. La prima chiave di ricerca che tira in ballo carne fresca, ovvero: “Mia sorella nuda” è addirittura fuori dalla top ten, in undicesima posizione, mentre l’altra presenza femminile, tila tequila è molto più in basso. Perversi, o vi arrapa la nefanda vecchietta o io non so.

Nel secondo blocco vi rifate, il termine gangbang appare. Delusi nell’aprire il post e scoprire che si parlava di gatti? Anche Travaglio vs Sgarbi qualcosa porta, non tanto, ma d’altra parte entrambi hanno rotto le palle. Non quanto le foto di una ipotetica sorella Nuda però.

Terzo ed ultimo blocco. La politica oggi richiama ancora qualcuno, non molti però. È  un argomento che tende a stancare, si ribadiscono sempre le stesse cose, e non c’è mai nulla di veramente nuovo. Yes we can, ma un’altra volta magari.

Gli amplessi tra travaglio e grillo tirano di più delle due città nipponiche, e questo ci sta, anche se omai ci hanno atomizzato i coglioni. Interessante è anche la sequenza successiva. Prima il termine riesumazione e poi Informazione in Italia, seguito da arrosticini, prima ne disseppelliamo il cadavere, ma rianimarla sembra impossibile, quindi ormai vinti decidiamo per una bella grigliata di arrosticini. Il tema razzismo tra giovani è cercato tanto quanto la supercazzola e la pornografia, a voi la scelta. Mentre in ultima analisi persino la coop batte le ormai famose foto della sorella, dopo tutto la coop sei tu, chi può darti di più? Di certo non mia sorella.

Per tutti gli amanti della signora in giallo, sto preparando una cosa che uscirà a breve sul blog. Buon weekend

Quando gli AdSense fanno satira

Sarà il caldo, saranno congiunzioni astrali, ma io vedo satira e sarcasmo ovunque.

Anche Pocacola e google adsense ci si mettono d’impegno, porca la miseria. Poi non dite che sono io che cerco il Pelo nell’uovo