La vicenda di #Maxim e del come vengono fottuti i giornalisti freelance

Ieri è scoppiato un caso su una vicenda abbastanza nebulosa che ruota attorno alla rivista Maxim Italia. Tutto è partito da un post (segnalato da Luca Conti) scritto da Alberto Puliafito, giornalista freelance che ha collaborato anche con la suddetta rivista per la quale scrisse un reportage su L’Aquila, poi pubblicato ma mai pagato. E’ passato un anno e Puliafito attende ancora i suoi soldi. Della vicenda si interessa subito Arianna Ciccone e poi viene ripresa anche dal blog dell’Isola dei Cassintegrati. Quello che subito salta fuori è che Maxim Italia S.R.L. è fallita nel novembre 2011:

Dopo una telefonata al numero della redazione indicato sul sito maxim.it, Arianna scopre che Maxim Italia S.r.L. è fallita a novembre 2011 e che la rivista attualmente in edicola (che porta lo stesso nome) non è responsabile dei debiti contratti dal precedente gruppo editoriale (qui potete leggere il tumblr di Arianna). A quanto pare, infatti, la nuova società Editoriale Mode S.r.L. avrebbe acquistato la licenza direttamente dall’America, senza farsi carico dei debiti contratti dal precedente proprietario.

poi arriva una precisazione

In un commento al blog di Alberto, Alessia Riboldi (che aveva risposto al telefono ad Arianna Ciccone) fa alcune precisazioni sul tumblr di Arianna: “Maxim italia srl non è fallita, esiste ancora. Editoriale Mode edita Maxim (new edition) che trovate in edicola e non ha acquistato nessuna licenza dagli americani. Potete verificare il tutto comprando la rivista e leggendo il colophon. Per aiutare Alberto, posso dirti con certezza che il tuo articolo si riferisce ad una pubblicazione di maggio 2011, dove come direttore della testata Maxim Italia S.r.L. c’era il dott. Croci e non l’odierno direttore Paolo Gelmi. Detto questo ti comunico di nuovo quanto detto in precedenza, contatta Federico Marzetti, amministratore delegato, per avere delle ulteriori informazioni. Grazie. In bocca al lupo!” (fonte isoladeicassintegrati)

A questo punto la storia si fa ancora più interessante con precisazioni che poi finiscono per smentirsi da sole rendendo il tutto ancora più ingarbugliato. E qui vi consiglio di andarvi a leggere il preciso e puntuale post di cassintegrati che ripercorre (con aggiornamenti costanti) tutta la vicenda per filo e per segno.

Questa mattina Arianna scrive sulla fanpage di Maxim, è il direttore a risponderle. Parte una conversazione sul merito della faccenda, salvo poi che dalla fanpage quella discussione scompare, cancellata. Qui il post di Arianna con tanto di screenshoot della conversazione e relativa cancellazione. A proposito, alla domanda lecita sul perché della cancellazione il direttore si è sentito in dovere di rispondere con la seguente motivazione:

Abbiamo cancellato perché il nostro Facebook è fatto per condividere idee per quanto riguarda il magazine. Le ho risposto per questione di correttezza e di etica professionale su una questione che mi sta a cuore e che condivido con lei. La invito a rivolgersi alla Federazione nazionale della stampa e ci tenga informati su tutto quello che riesce a sapere. Grazie per l’interessamento e per l’aiuto. Da questo momento tutto sarà cancellato per dare spazio ai nostri lettori, alle idee e alla creatività. Tutto il resto è noia.

Sarà noia per il direttore forse, peccato che intanto idee e creatività di professionisti come Alberto Puliafito ricevano lo stesso trattamento di quella discussione, cestinati.

fonti ai post su cui nelle prossime ore troverete sicuramente aggiornamenti sulla vicenda:

Isola dei Cassintegrati

Arianna Ciccone tumblr

shockjournalism