Prima che cominciate a leggere volevo dire che la bella notizia è che non posterò per almeno due giorni, giusto il tempo che vi ci vuole a leggere questa cagata.
C’era un tempo, non troppo lontano, in cui il paz si aggirava timido per lande splinderiane, terra di mezzo da cui provengono molti dei più noti blogger. Erano gli anni dell’inizio del boom del blog. Twitter era ancora solo un sogno nella testa di uno che dormiva, evidentemente troppo poco, e plurk non era nemmeno un germe nella mente di Calderoli. Era il tempo in cui il paz dominava incontrastato la tecnologia casalinga, egemonizzando sul pc e la rete internet di casa. Il suo era un regno di terrore, una dittatura dura e feroce che non ammetteva intromissioni esterne nelle decisioni di potere, “il pc lo uso io, fatti in la sorella”. L’unico portavoce del web in quella casa era lui, solo lui, nient’altro che lui. Si, noiosetta come cosa, ma solo lui, mi sono spiegato? Man mano che il tempo passava la sua influenza si spandeva per la rete, oddio, più che influenza la definirei un raffreddore, e nemmeno dei più forti, ma comunque i primi proseliti si fecero avanti mostrando grande fiducia nelle sagge scritture di cui il paz li rendeva edotti. Si hanno riscontri storici di veri e propri casi di adorazione fanatica. Le sue scritture cominciarono a circolare gloriose, ma vennero fatte passare come testi apocrifi, si ipotizza, da qualche blogger mai linkato nel sacro tempio del paz. Grande timore provocavano le sue parole, “oddio, il paz è impazzito” oppure “mio dio, il paz ha fumato” o anche “signore nostro, ancora xanax?”, ma ancora di più il pensiero ribelle, fatto passare, da alcuni sui segreti estimatori che non avevano il coraggio di svelarsi, come radical chic. Man mano che il tempo passava cominciarono a seguirlo i primi discepoli che non lo abbandonarono mai, nemmeno nei momenti tragici, tipo quello in cui l’unghia si incarnì dopo che, non riuscendo a fare il miracolo di lazzaro, fu costretto a rimuovere a mano l’enorme pietrone (ma chi cazzo glielo ha fatto fare? Una sepoltura terra terra no?) per non fare figure meschine. Pietrone che finì appunto sul sacro alluce evocando dalle viscere del paz sacre preghiere pacatissime. Le scritture ci riportano una sola apparizione del divino paz, in terra che poi divenne longobarda. C’era un tempo in cui paz dominava la tecnologia di casa, ma quel tempo finì, perché si sa che ogni dittatura è bella se dura poco, altrimenti diventa sindrome da Pippo Baudo, oggi nota come Simonite Venturite. Dicono che uccida, speriamo. Finì il giorno in cui portarono nella grotta condonata un portatile, da cui la madre generatrice del divino paz imparò in meno di tre mesi l’arte dell’ebay diventando power sellers, l’uso e la dominazione di hotmail, cosa che denota origini di forza divina, e l’utilizzo di msn. La madreeeee cominciò a stare al computer più del figlio, cominciò a fare tutto da sola, gestiva email, vendite, aste. Insomma una navigatrice autosufficiente, degna degli argonauti. Il dominio del paz avvenne il giorno in cui si apri, nel suo divino oracolo multimediale una finestrella…”oracolo di delfi sei tu?”, “no, idiota, sono tua madre, porta giù la roba da lavare e muoviti”. Oh Madreeeeee, nuoooooo skype nuoooooo maddreeeeeeeee. Era la finestrella di skype, simbolo supremo della dominazione web casalinga. L’estremo atto che dimostrava la parità nella dominazione, la fine di un dominio e degli abusi portati avanti nel nome di: io sono un blogger, me mi serve il pc…
Il divino paz non si chiese nemmeno perché sua madre non avesse usato la sua urticante voce per informarlo dell’operazione che avrebbe dovuto compiere. Lei era al piano di sotto, e quello, quella finestrella era un segnale, di vita intelligente nel suo cervello, un segnale che diceva:”ho capito che così risparmio tempo, fatica e coronarie, altro che urlare, e soprattutto arriva diretto a chi mi interessa”. Aveva imparato a spammare gli ordini domestici, un po’ come i raptor che aprono la porta del cucinone in jurassic park, l’evoluzione come la conosciamo noi insomma: acqua>batterio, Batterio>spongebob, spongebob>animaletto buffo acquatico, animaletto buffo acquatico>tirannosaurus rex, Trex>yeti, yeti>madre.
Dal blog secondo Neurone intervistatore. Andate in pace.
Come è chiaro questo post ha tre intenti fondamentali. Primo: linko quanto cazzo mi pare, che mi sembra un concetto fondamentale e democratico.
Secondo: vuole rendere omaggio a tutti quei blogger che bene o male mi seguono anche saltuariamente ma da tempo. O almeno io credo (lasciatemelo credere). E se ho dimenticato qualcuno…beh fanculo, era notte, e gli occhi mi bruciavano, bella grazia che tutta sta pappardella mi è uscita a flusso senza troppo pensare.
Terzo: è la dimostrazione che oltre ad essere uno cazzone che scrive cose lunghe e strampalate ha pure il coraggio di linkare mezzo blogroll (contestualizzato però)