Da che pulpito

Indipendentemente da quello che è successo in Egitto, che rimane una tragedia, fa però ridere amaro dover sentire il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, definirsi attonito per la mancanza di libertà religiosa nei confronti dei cristiani. Bagnasco, lo stesso che premeva e preme perché Strasburgo di fatto riconosca lecita la presenza del crocifisso nelle scuole. Bagnasco, lo stesso a capo di quella corrente ecclesiastica ostinatamente ingerente nelle questioni del paese, siano esse civili, sociali o politiche. Bagnasco che appartiene alla stessa chiesa di Bressan, Arcivescovo di Trento, che nemmeno troppi giorni fa usciva con parole alquanto discutibili sulla omosessualità. Insomma, da che pulpito. La chiesa pretende libertà, anche giustamente, per lei e suoi fedeli, ma non è poi disposta più di tanto a concederne.

 

Convivenze

Oggi ho letto questo post di Sdreng sulla possibilità, per ora solo a parole, di aprire una chiesa in Arabia Saudita.

Speriamo davvero, ma in un certo senso concordo con il commento di Jorge a quel post quando dice che le moschee le hanno aperte da noi (inteso nella generalità dell’occidente, non mi riferisco a casi specifici). Certo è pur vero che in certi paesi a maggioranza musulmana esistono già comunità cristiane con le loro strutture, magari non eccessivamente cospicue ma abbastanza da avere necessità di luoghi di culto. La possibilità di aprire una chiesa suona tanto, per ora, come un “noi siamo più aperti di voi”. La realtà però è che  non è così, almeno attualmente, se siamo onesti, e al momento rimangono di fatto solamente parole. E la risposta aggressiva di questi giorni verso le scuole Cristiane in Kashmir in risposta alla provocazione del rogo del corano (ma anche pretesto per una lotta che si protrae in quelle zone da anni) e le tensioni esplose in mezzo mondo musulmano, quanto qui da noi ad esempio per la faccenda del centro culturale sociale islamico a New York (e non moschea come molti continuano a definirla), ma anche  in Italia ogni volta che si parla di moschee, dimostra che tanto qui quanto la l’apertura alla convivenza pacifica è solo un ipotetico concetto astratto, e per paradosso se lo si vuole andare a ricercare in concreto si deve percorrere il tempo indietro di secoli.