I blog non sono stampa clandestina

Su Blog e Blogger se ne dicono tante e se ne propongono molte, vedi in ultimo le parole del ministro Severino poco tempo fa in occasione del Festival del Giornalismo di Perugia…

è necessario regolamentare i blog. Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro cittadino, ma lo deve fare seguendo le regole.

o i vari tentativi di far passare norme atte a porre bavagli più che regole. Oggi aggiungiamo al dibattito la sentenza storica della Cassazione che stabilisce  che “I blog non sono stampa clandestina”.  Qui anche il punto di Guido Scorza.

Alla prossima puntata!

Migrare da Splinder a WordPress.com: ecco l’importer ufficiale dedicato

Sul sito ufficiale di wordpress.com sono state rilasciate qualche giorno fa le istruzioni per migrare i blog da Splinder alla piattaforma americana.

Come molti ormai sapranno, dopo parecchio rumore, Splinder chiuderà definitivamente i battenti alla fine del mese, il 31 gennaio. Oltre quel termine, beh blogger avvisato mezzo salvato. Ad ogni modo, oltre alle istruzioni per salvare su file il proprio blog, wordpress ha aggiunto nella sezione Import (dovete andare su tools dalla dashboard del blog wordpress per accedervi, ovviamente dopo averne creato uno se non lo avete) quella dedicata a Splinder. Quindi se avete un blog su Splinder e non conoscete nessuno che ve lo possa migrare o avete tentennato fino ad oggi, beh sappiate che non tutto è perduto, e buttare anni di post nel cesso a mio avviso non vale la pena.

Ecco il link al sito di wordpress con tutte le spiegazioni: Splinder Importer Now Available.

Detto ciò, a margine delle note tecniche un plauso va per l’ennesima volta a quelli di wordpress che, con una mossa più o meno simile a quella che gli aveva permesso di integrare sulla propria piattaforma tutti i blog ospitati su LiveSpace di Windows, oggi puntano all’italica community dell’ormai Fu Splinder. Un peccato invece per la rete italiana che non solo perde la sua unica (ma longeva) piattaforma di blogging e relativa community, ma anche una sua pietra miliare. Il 90% della “vecchia guardia” e non solo è nata, si è formata e ha fatto comunità lì sopra, compreso il sottoscritto. Ma questo, credo, ormai rientra tra i C’era una volta…

Splinder e la mancata comunicazione che getta tutto alle ortiche

Poco fa mi contatta un’amica per chiedermi una mano. Vuole trasferire il suo blog da Splinder a WordPress. La sua decisione non è stata dettata dalle recenti notizie circolate sulla piattaforma di blogging italiano (di cui già in tanti hanno scritto), ma certamente l’hanno accellerata. Così questa conversazione mi ha dato lo spunto per una riflessione: che logica ha il comportamento di splinder, della sua redazione?

Se splinder alla fine chiuderà con questa pessima considerazione per la sua community, che è l’ossatura che ha fatto la fortuna del servizio, non lascerà certo un bel ricordo. E sono sempre le ultime cose che si ricordano, e di solito ancor meglio si ricordano le peggiori e non le buone.

Se splinder non chiuderà finirà comunque con l’aver rovinato il rapporto con i suoi utenti, oltre a perderne parecchi che, spaventati dalle voci incontrollate, in queste ore stanno trasferendo i loro blog verso altri lidi.

A ben pensarci la cosa è sconcertante. Solitamente quando si parla di cattiva comunicazione e cattiva gestione e relazione con la community non ci riferiamo quasi mai a servizi di questo tipo, e ci mancherebbe anche.

Io stesso su splinder ho un account, collegato al mio primo blog, così ho colto l’occasione per andare a verificare se per caso nelle ultime ore qualcosa fosse cambiato. Niente, nulla. Nessuna notizia, nessun post dalla redazione (l’ultimo risale ancora ad ottobre 2010 ). Le uniche notizie, consigli, tentativi di rassicurazioni che girano sono alimentati dagli utenti stessi, come in questo post di oggi che tenta di analizzare la situazione con una certa accuratezza. Come se la nave fosse stata abbandonata dall’equipaggio e lasciata in balia del mare con a bordo ancora tutti i passeggeri.

Anche qual’ora fosse la chiusura la sorte destinata, meriterebbe in ogni caso un minimo di rispetto in più, sia nei confronti di chi per anni è restato utente fedele, sia per rispetto alla piattaforma stessa, che dopo tutto rappresenta un pezzo di storia della rete italiana che per buona parte ha mosso i primi passi li sopra.

Basterebbero poche righe almeno, che indichino una direzione in un senso o nell’altro e che permettano agli utenti di agire consapevolmente di conseguenza.

Insomma, un pessimo pessimo esempio di comunicazione, ma anche, cosa peggiore, di rispetto nei confronti di quelle persone che hanno creduto nella piattaforma che in poche ore rischia di rovinare il lavoro di anni.

Della morte dei blog ne parliamo sui blog

Funeral Party

Nell’attesa del verdetto definitivo sulla morte imminente o meno dei blog ne approfitto per tracciarne e salvarne la conversazione a tal proposito, e lo faccio dal mio di blog perché mi sembra lo strumento migliore (ad oggi) per fissare e archiviare ciò che viene detto, ed eventualmente renderlo fruibile in un unico punto al solitario lettore che incuriosito dovesse passare e fosse spinto ad approfondire la questione.

Ha aperto le danze Enrico Sola, seguito poi da Andrea Toso e Massimo Mantellini. Chiude, per il momento, Alessio Jacona.

Upgrade: e dicono la loro anche il buon vecchio Stefigno e Stefano Epifani.

Sono tutte riflessioni interessanti che valgono la lettura. Annotiamo che, per paradosso, questa conversazione che mette al centro del discorso proprio la morte del blog si sta sviluppando niente di meno che sui blog stessi. Se voglia dire qualcosa non lo so, mi limito a segnalarlo come nota di cronaca.

KnowCamp: un altro barcamp in terra Modenese

In un periodo di rivoluzioni più o meno digitali è fondamentale, a mio avviso, creare sempre più momenti di dibattito e condivisione attorno a tematiche come l’innovazione, l’informazione, la partecipazione. Momenti che aggreghino e mettano di fronte persone competenti e non, appassionati e curiosi al fine di creare e, la dove già esiste, ampliare un discorso che ha come soggetto principale il futuro, inteso come strada da intraprendere al fine di ottenere una più qualitativa condizione sociale. Internet, il web, sono per forza di cose nel centro nevralgico di questo discorso. Lo snodo principale che bisogna attraversare. E’ su queste premesse secondo me che, in giro per il mondo, vengono organizzati sempre più incontri (alcuni professionali, alcuni informali, altri un mashup tra le due cose) che al centro hanno il web, le sue opportunità, le sue dinamiche. E’ sempre su queste premesse che ad ottobre dell’anno scorso a Modena organizzammo l’EaviCamp, che ottenne un buon successo soprattutto grazie alla partecipazione di gente comune che di BarCamp e di dinamiche del web non aveva probabilmente mai sentito parlare ma che, mossa da sincera curiosità per un argomento che oggi è sulla bocca di tutti e che tutti interessa perché tutti tocca più o meno direttamente, era venuta a sentire, anzi a partecipare. Qualche mese dopo, motivati dalla buona risposta della precedente esperienza Modenese abbiamo deciso di riprovarci con il KnowCamp. Modena si è dimostrata straordinariamente reattiva sul tema e la nostra speranza, al di là degli eventi in se, è quella di mantenere aperto e allargare un dibattito che coinvolga il maggior numero di protagonisti locali e non solo. Inutile dire quindi che la speranza è di vedere una grande partecipazione al prossimo KnowCamp che si terrà il 18, 19 e 20 Marzo 2011 a Modena (all’interno del quale si discuterà anche di Front End, WordPressAgenda Digitale, Girls Geek Dinners). Noi stiamo facendo del nostro meglio, a voi partecipare.

Buon inizio di settimana!!!