Archivio per la categoria 'Pazlife'

Piove, senti che pace

Sono in pace con me stesso, tutto merito dei primi acquazzoni primaverili.
Sarò bastian contrario, ma a me la pioggia piace, quando scende giù omogenea creando quel ticchettio ritmico sul tetto lasciando l’aria impregnata di quel inconfondibile odore.
Mi metto alla finestra, come ho fatto oggi, con una sigaretta accesa e mi lascio trasportare da suoni e odori. Credo sia una delle cose che più mi rilassa. Così oggi ho accettato di buon gusto la continua insistenza con cui è venuta giù. In campagna poi il tutto è ulteriormente amplificato e dunque non posso lamentarmi. Tanto altro da fare non c’era quest’oggi, quindi per quanto mi riguarda è stata davvero propizia la cosa. Quando piove sono estremamente predisposto a tuffarmi nei miei pensieri, cosa che mi risulta assai difficile in altri momenti, e ora lo so bene che molti di voi, almeno quelli che leggono, staranno lì a domandarsi: ma che cazzo dice questo? Che ci volete fare, a me quel grigiolino post temporale piace davvero tanto, mi dà quella idea di sospeso che ogni tanto non guasta. La cosa migliore da fare è rilassarsi, lasciarsi coccolare dal ritmo umido e magari mettere su un bel disco o leggersi un buon libro. Per quanto mi riguarda ho optato per Patti Smith, rigorosamente a volume medio basso, il resto è pace.

Le grandi domande dell’uomo: la pennichella

Succede. Succede che tu, intorno alle 15.00 ti lanci su di una riflessione, cerchi di dare risposta ad una delle grandi domande che attanagliano l’uomo durante la sua bieca esistenza. Sta cazzo di pennichella pomeridiana la faccio o non la faccio? La rettitudine, cui tu, hai sempre guardato con forza ergendola a modello di vita ti viene incontro sconsigliando l’insano e vigliacco gesto, purtroppo essa incrocia lungo la superstrada dei pensieri ( ma sulle superstrade ci sono incroci così a cazzo??) i consigli del nonno:<< oh guarda, se tu ti vuoi fare un pisolino l’importante è che non superi i 10, 20 minuti, che poi te ti alzi tutto deturpato, ricorda, il troppo stroppia, non abusare>>.
Grazie Nonno, grazie rettitudine, ma siccome mi sembrava scortese venir meno ad uno dei due ho improvvisato, l’improvvisazione è sempre la cosa migliore. Sono circa le 19 e io mi sono svegliato circa un quarto d’ora fa, sono sceso in cucina e mi sono fatto un bel panino con la nutella, ho accesso una sigaretta e il resto è storia. Cosa volete che vi dica, è la vita!

Ringraziamenti e impressioni post wordcamp

(questa foto vuole essere una fedele rappresentazione di un classico live di yahoo in casa wolly con tutti, o quasi, i soliti noti frequentatori. Wolly ovviamente svetta in alto, nel casellone enorme, ora con l’immaginazione dove solo apporre la grafica dei live, con annessa chat, a questa immagine gentilmente concessa dal flickr di clockwise che non linko perchè l’ho già linkato 50 volte in questo post. Nell’ordine: wolly, sotto troviamo teiluj e poi io, il pirla in maglia gialla, sednonsatiata, clockwise e novecento)

Ok, il vostro coglionazzo preferito è tornato alla sua postazione multimediale. Sabato davvero fantastico a Milano in occasione del wordcamp, tempo stupendo, gente stupenda, donne stupende, era tutto così stupendo che anche wolly (sappiate che io ho tagliato i capelli espressamente perché se no quest’uomo mi avrebbe vietato l’accesso al camp) per un momento mi è parso stupendo. È inutile stare qui a fare la cronaca minuto per minuto, tante sono le cose che ci sarebbero da raccontare, comprese le pose fotografiche di sonounprecario che forse batterebbe anche zoolander hihih, ma altri sicuramente lo sapranno fare meglio di me. Ringrazio Novecent0 e Teiluj per avermi sopportato in pratica per un weekend, dalla colazione modenese prepartenza, al viaggio di andata e ritorno a tutto il wordcamp, compresa la colazione domenica mattina in piazza a Modena. Davvero grandi (Teiluj ricordati di togliere i punti neri dalle foto). Ovviamente la prima esperienza non si scorda mai, soprattutto se il tutto è fatto in compagnia dei sopra citati e di quella gang di sballati che sono Clockwise e i suoi angeli custodi. Voglio ringraziare il cameriere pakistano che ci ha sfondato lo stomaco a spritz e cibo in un bar di cui non conosco il nome, volevo esaltare quelli del bar bianco per avermi fatto scoprire la pasta al pesce tonnospada (brevettatela no?) e il navigatore di Novecent0 chi ci ha dato una grande lezione di vita: non tutte le strade portano a Modena.
Poi, Remyna ti prometto che alla prossima occasione mi farò perdonare. A stefigno volevo dire che prima o poi scoprirò la verità sulla perfezione del ciuffo (che si sa, è tutto). Grazie a Momix per essersi spinta fino al parco Sempione verde marrone espressamente per incontrarci, e idem per holdme e la fraaa E grazie a sednonsatiata (che velocissima ha già postato alcune delle foto) per il pressing telefonico del quando arrivate, ma dove siete, ecc ecc…insomma, questo post è ad alta concentrazione di link, ma d’altra parte come fai a scrivere un post che parla di un camp senza mettere dei link? È come andare ad una messa dove non si cagano il vangelo! Insomma, per il momento è tutto. Poi in seguito magari link i flickr che mi(qui le stupende foto di teiluj, detta anche il rullino più veloce della blogosfera, qui le foto di clockwise, detto anche l’oriano fallace della blogosfera) ritraggono, giusto per autolesionismo mischiato a puro ego. Sarei anche stancoccio, quindi finisco qui per il momento!

Anche se in ritardo faccio gli auguri a Marilù, e mi scuso con tutti quelli che non ho salutato, non per cattiveria, sia chiaro.

Sicuramente dimentico qualcuno, amen, perdono!

Sabato I wordcamp, domenica si taglia la legna

(foto brutalmente ciulata dal blog di Novecent0 che a sua volta l’ha ciulata altrove)

Poco tempo in questi giorni per darmi al commento selvaggio causa altre cose che avevo da fare in questo periodo e che mi hanno lasciato davanti al pc per cazzeggio relativamente poco, e quando c’ero ho fatto altre cosette. Non che io sia stato improduttivo, anzi, quelli di voi che hanno sentito l’ultima puntata di scusa hai un fazzolettino dei braverrimi Nemo e Occhidaorientale sanno bene che qualcosa di terribile l’ho portata a compimento. Ma bando alle ciance. Tempo di bel tempo (che brutto gioco di parole, maremma) e quindi necessariamente, come da convenzione, periodo di rinfrescate, di boccate d’aria fresca e di rinnovamenti, anche qui, su questo blog. Avrete già notato la nuova testata con la mia bella faccia che campeggia là per aria ad osservarvi, mentre girate per queste pagine, bene, quella è la versione sperimentale, diciamo così, del nuovo header che dovrebbe esser pronto per la prossima settimana. Che dite? Vi piace? Non è certo opera mia. Daremo tutti gli onori all’artista, quando sarà completo. Intanto ne approfitto per informarvi cari lettori (che a quanto pare siete pure aumentati, sempre che fetent burner non mi smentisca entro due giorni), che sabato sarò a Milano per il wordcamp, prima esperienza di questo genere per il paz, che conta quindi di esportare le sue cazzate in real life, giusto per non smentirsi mai. Devo dire che sono piacevolmente felice all’idea di poter conoscere di persona tanta bella gente che leggo, che mi legge (ma chi?) e con cui ho avuto occasione di relazionarmi per ora solo via web, ma in maniera ampiamente positiva. Sarà quindi un’occasione, spero, per stringere ulteriormente alcuni rapporti e magari, perché no, di iniziarne di nuovi. Insomma, un week end da cui mi aspetto tutto il meglio possibile, e che già si pregusta interessante già dalla partenza, intesa come viaggio vero e proprio verso Milano.
Ci si rilegge domenica sera gente,sempre che Berlusconi non ci lasci prima, che in quel caso metto tutta la mia professionalità al servizio della rete…

Quando il sonno avanza il blogger gli cede il passo

Stanco, stanchissimo. Nottata in bianco. Stavo scrivendo un post stupendo, ma ovviamente l’ispirazione è sparita, il post è rimasto a metà, le mie occhiaie invece sono grandi come meloni. Ho le visioni, sento le voci, ho registrato le voci, non quelle che sentivo, le mie. Voglio che lo stato mi devolga il 5X1000, vorrei uno spritz ma non posso averlo, non ora. A pensarci bene vorrei anche fare un giretto per blog, ma sinceramente non ne ho assolutamente voglia. Magari più tardi. Non sto twettando, non sto socializzando, insomma, non sto facendo nulla di quello che ci si dovrebbe aspettare da un blogger serio. Ma perdonatemi se potete. Come se non bastasse, e qui esce tutto il mio attuale dramma, ho finito il tabacco, non ho sigarette, e prima che i rifornimenti arrivino passerà ancora qualche ora. Ecco, no, volevo solo dire queste quattro stronzate. Fine!

Tra arrosticini e wordcamp, buon primo maggio!

Oggi mi aspetta una bella grigliatona a casa di Giuditta, sperando nel bel tempo a colpo sicuro vado certo di trovare un sacco di bella gente, i vecchi amici, quelli che vedo sempre e quelli che non vedo da un pò di tempo. Sicuro tanto spasso e cazzate in libertà, tante risate e un bel momento per stare con l’animo in pace senza pensare sempre ai problemi, insomma un primo maggio coi fiocchi, di quelli che ogni tanto ci vuole, così come ogni tanto ci vuole di staccare dalla blogsfera, anche se per poco. E questo sembra essere un periodo tutto sommato piacevole e inaspettato, sia per i ponti in sequenza, che anche quello passato me lo sono degnamente goduto, sia per alcuni rapporti che si stanno saldando a dovere, tanta bella gente conosciuta e tanta altra da conoscere, se non altro meglio, e l’occasione certo sarà il wordcamp Milanese al quale dovrei, quasi certamente partecipare. Un pò per la curiosità della prima volta, un pò perchè c’è gente che la mi aspetta, non è vero? Un pò perchè il tutto, dal viaggio in poi, come sempre in questi casi, riserva già in partenza interrogativi che si prospettano spassosi, on the road o on the rail, insomma chi vivrà vedrà come si dice in questi casi. Buon primo maggio a tutti voi o lettori di questo blog abitudinari e anche a voi, lettori erranti. Ci si ritrova tra un paio di giorni!

vi aggiungo un detto giusto giusto per la giornata di oggi:

COME DISSE IL SAGGIO, FAMMI UNA SEGA IL PRIMO DI MAGGIO.

sono conscio della volgarità, ma questo è!

due giorni tra melting pot culinario e nuovi arrivi felini a casa paz

Questa due giorni di astinenza dal pc mi ha rigenerato, un po’ meno il mio stomaco.
Due cose ho imparato, che non reggo più bene l’alcool, non sono davvero più abituato. Mi è bastato uno spritz per rendere il mio cervello leggero leggero, che dopo somigliavo al tenente colombo nelle sue uscite di questi giorni. Vedi foto qui sotto per farti un’idea.

La seconda cosa è che una dieta a base di cibo cinese la sera prima e cibo moldavo la sera dopo (con tanto di vino tipicamente moldavo da gradi 23492′0394) rende lo stomaco come un immenso ground zero, e vi risparmio i dettagli più scabrosi. Voglio solo dire che c’è un limite al melting pot culinario, e che comunque in un week end solo non puoi spararti tutte le cartucce, o rischi la prematura dipartita di stomaco e fegato.
In ultimo voglio presentarvi gli ultimi arrivati a casa Paz, ma quanto sono belli?

(come promesso ecco anche il secondo video dei micetti)

Io vivo secondo le leggi del caos

Io tengo al disordine, sono fautore del caos ordinato, o del disordine che crea ordine. Insomma, per farla breve, io nel mio casino mi ci ritrovo. So perfettamente dove si trova ogni cosa. Tutto è distribuito secondo la logica del caos, ogni posizione ha un suo perchè. Cercavo la penna, lì. Proprio in quel punto, tra le montagne dei vecchi biglietti e il gran canyon delle riviste, e l’ho trovata, solo che di fianco ho notato con la coda dell’occhio un vecchio fumetto che non trovavo più da secoli, così ho lasciato perdere la penna e mi sono dedicato a quello. Vedete? Il caos funziona, a modo suo, ma funziona. Se non avessi cercato la penna, trovandola, perchè era sistemata secondo una logica, la mia, non mi sarei mai scontrato col fumetto che si trovava lì, proprio per la legge del caos:

Prima Legge del Caos
Qualsiasi sistema in equilibrio instabile, è destinato a subire un’esplosione “caotica” che lo trasformerà in un sistema più piccolo ma più stabile.

Seconda Legge del Caos
Tutti gli avvenimenti “maggiori” apparentemente inattesi non sono altro che la somma di tanti avvenimenti “minori” passati inosservati.

Terza Legge del Caos
Nulla accade per caso, anche se di solito non capiamo il perché.
E’ solo un corollario delle prime due Leggi, ma è anche la base per capire gli avvenimenti e intervenire prima che si verifichino.

Quindi madre, ti prego, se trovi 36 libri impilati, ed in cima svetta solitaria e instabile una cornice di vetro, non la spostare, rischieresti di sovvertire il sistema mandando in frantumi anni e anni di studi altamente scientifici, e, cosa più importante, manderesti tuo figlio, ossia io, nei matti.

Considerazioni d’oggi

Sono vittima di un attacco di tiraculismo Atavico, condito da un mal di testa che non mi lascia da due giorni, leggo le notizie e mi deprimo, vedo i tg e mi deprimo, apro il frigo e mi deprimo, è troppo fondo per spingersi fino alle porcherie che si trovano dietro a tutto, mi guardo allo specchio e nel momento in cui trovo uno spiraglio di vita nei miei occhi ecco che zac, lo specchio si deprime e si appanna. Figlio di puttana di uno specchio. Sono due giorni che accendo la tv e il primo programma che mi esce fuori propone documentati sul nazismo occulto. È un segnale che dovrei carpire? Stamattina avevo talmente voglia di stare al pc che mi son messo a sistemare la stanza.
Mi sono anche reso conto che il global warming parte dalla mia stanza, quando apro le finestre l’aria fresca non entra, esce solo il fumo delle sigarette che fa spazio ad altro fumo che non so nemmeno da dove cazzo sia uscito. Ho preso coscienza del fatto che le mie ciabattone invernali sono giunte al termine della loro esistenza. La punta ha assunto le sembianze di una faccia parlante, nel senso che si sono ormai aperte in due. Parlano e mi dicono: uccidici per pietà!
Visto che non andremo a sentire Al Gore ho deciso di invitare Jimmy Carter a casa mia per un the. Ma solo perché ha una faccia talmente da culo che sono sicuro che, se messi di fianco, la gente prenderebbe per i fondelli lui e non me. Queste sono le mie considerazioni della giornata. Fate un po’ voi!

Noi che…(una catena poetica sui tempi andati)

Mi arriva un’altra catena, e come sapete, quelle carine mi piace pubblicarle. Questa possiamo definirla una poesia ai bei tempi. Difatti all’inizio della mail c’è scritto:

Questa ‘poesia’ è dedicata a tutti quelli che sono stati bambini nel periodo in cui si poteva esserlo…vi ricordate? Adesso i tempi sono cambiati…e i bambini non sono più quelli del nostro periodo…Mandala a tutti quelli nati intorno al 1980-90

Ma io aggiungo, anche a quelli prima dell’80 dai. Odio le catene di norma, e ancora di più odio continuarle, ma questa, togliendo il fatto che era una catena, ha aperto un bel dibattito tra i miei amici sui noi che…e hai voglia a ricordarseli tutti…noi che ormai la memoria piano piano si defila

Noi che…

Dedicato a chi c’era…

Noi che… ci divertivamo anche facendo ‘Strega comanda colore’ e ‘il lupo mangiafrutta’Noi che…
facevamo ‘Palla Avvelenata’.

Noi che…
giocavamo regolarmente a ‘Ruba Bandiera’ (detto anche ‘bandierina’).

Noi che… non ci facevamo mai mancare ‘dire fare baciare lettera testamento’.Noi che…
i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che…
quando giocavamo col Lego facevamo anche castelli alti 6 piani che nn si smontavano mai.

Noi che…
chi andava in bici senza mani era il più figo.

Noi che…
anche quelli che impennavano però non se la tiravano poco.

Noi che…
suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.

Noi che…
facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.

Noi che…
avevamo adottato gatti e cani randagi (nei casi peggiori bruchi!)che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale, anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.

Noi che…
i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.

Noi che…
dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.

Noi che…
giocavamo a ‘Indovina Chi?’ anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.

Noi che… sul pullman della gita giocavamo a ‘nomi cose e città’ (e la città con la D era sempre Domodossola).

Noi che…
con 100 lire ti prendevi una cicca con 500 un pacchetto di figurine dei calciatori.

Noi che…
le cassette della Disney le abbiamo viste così tante volte che ora a distanza di anni sappiamo ancora cosa cantavano Robin Hood e Little John.

Noi che…
in TV guardavamo solo i cartoni animati (e abbiamo avuto la fortuna di vedere la prima serie dei power rangers..l’unica seria!!)

Noi che…
avevamo i cartoni animati belli!!! ma davvero!! quelli di adesso sono così tristi..(come i bambini che hanno solo quelli da guardare, purtroppo..)

Noi che…
litigavamo su chi fosse più forte tra le tartarughe ninja.

Noi che…
cercavamo di far sorridere i sofficini ma si rompevano sempre in 2.

Noi che…
non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato.

Noi che…
i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno a nostro rischio e pericolo.

Noi che…
si andava in cabina alla fine della scuola per prendere le schede finite.

Noi che…
c’era la macchina fotografica usa e getta e facevi fino a 20 foto!!!

Noi che…
non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola o della Bauli con l’albero decorato annesso.

Noi che…
le palline di natale erano di vetro e si rompevano.

Noi che…
se guardavamo tutto il film fino alle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo!!

Noi che…
guardavamo film dell’orrore anche se si aveva paura (la maggior parte di noi si ricorda IT, trasmesso su canale5..tutti l’hanno guardato nascosti da qualche parte!!)

Noi che…
giocavamo a calcio durante l’intervallo con..qualsiasi cosa!

Noi che…
suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che…
nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.

Noi che…
il bagno si poteva fare solo dopo 2 ore che avevi finito di mangiare.

Noi che…
a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali e senza rotelle.

Noi che…
quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta e con le scarpette nello zaino.

Noi che…
se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.

Noi che…
le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che…
internet non esisteva.

Noi che…
la merenda a scuola te la portavi da casa.

Noi che…

non andavamo a mangiare al Mc Donald’s.

Noi che…

correvamo a giocare con l’amico tutti i pomeriggi (e a raccontarci le puntate dei cartoni appena visti!).

Noi che…

ricevere 1000 lire era un lusso e te li risparmiavi.

Noi che…

correvamo nei corridoi della scuola quando fuori pioveva e c’era il fango.

Noi che…

ci innamoravamo se un/una lui/lei ci dava un bacino sulle guance.

Noi che…

non sapevamo cosa fosse la moda (e ce ne fregavamo…portavamo i pantaloni con la vita “ascellare”!).

Noi che…
si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che…
se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che…
però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.

Noi che…
il primo novembre era ‘Tutti i Santi’, mica Halloween.

Noi che..

anche se questa e-mail non la mandi a 1000 persone non ti succede niente.

Noi che…
ci manca quel periodo..

Ma che fortuna esserci stati…

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