Alla ricerca di Osama Bin Laden

Certamente è il fatto della settimana e di cose da dire sulla morte di Bin Laden ce ne sarebbero a decine. Tuttavia questa faccenda sulla morte di Osama Bin Laden e le conseguenti polemiche, sui tempi che sono trascorsi prima della sua individuazione ed eliminazione, mi hanno fatto tornare in mente questo cortometraggio di Idrissa Ouedraogo, uno degli episodi presenti nel film collettivo 11 settembre 2001. I sottotitoli sono in francese, ma le immagini sono abbastanza eloquenti. Protagonisti un gruppo di ragazzini che per caso scovano Osama Bin Laden e decidono di… Beh insomma, se non lo avete visto o non ricordate vi consiglio di riguardare questi 10 minuti. Buona visione a tutti!

Notizia Figosa!

Non potevo non dedicare due righe alla cosa. Era dall’anno scorso che se ne parlava con gli amici, da quando avevamo intercettato alcune voci sulla possibile realizzazione del secondo capitolo. La domanda che a giorni alterni ci ponevamo era: ma uscirà? Lo faranno veramente? No, dai non possono far trapelare una voce del genere e poi non darle seguito. Sarebbe come se il Papa per anni dicesse ai cattolici che Dio esiste e poi un bel giorno si affacciasse dalla finestra di San Pietro e dicesse: Cavri fratelli, cavri sorelli…era tutto uno di schevzo, piccola battuta di Papa, schevzo di Papa…piaciuto voi schevzo di Papa? Per fortuna non è così, ieri l’Huffington ha dato una notizia figosa per quanto riguarda il Frat Pack, e l’uscita del sequel sulle vicende dei modelli belli belli in modo assurdo Derek e Hansel. Zoolander 2 (che per parecchio tempo era stato a rischio sospensione) ormai è alle porte dei cinema.

 

10 minutes

Stavo cercando alcune cose in rete quando mi sono imbattuto (per la seconda volta in due anni) in “10 minutes” (10 minuta) di Ahmed Imamovic. 10 minuti sono tutto e nulla, dipende da dove sei nato. In dieci minuti si possono dire tante cose, oppure si può tacere, e forse in certi casi è meglio. 10 minuti è anche il tempo che occorre per vedere questo film. Buona visione.

(scheda film imdb)

Vedozero, il blog movie che aggiorna i modi di fare cinema

Ne avevo sentito parlare qualche tempo fa di Vedozero, lavoro cinematografico particolarissimo del regista Andrea Caccia, che il 17 settembre ha cominciato il suo giro nelle sale italiane. Ovviamente è inutile dire che la distribuzione è autonoma, e che per capire se e quando verrà proiettato nella nostra città, o nei suoi pressi, è necessario tenersi un attimo informati, qui c’è il calendario delle prossime proiezioni per ottobre e dei relativi cinema, novembre è ancora vuoto ma speriamo si riempia presto. Di questo lavoro ho avuto occasione solo di leggere qualche articolo e di vedere i contenuti video che sono a tutti reperibili in rete. Ve li riporto più avanti. Ma cosa è Vedozero? Non avendolo visto è inutile che stia qui a scrivere chissà cosa, mi limito a riproporre quanto è scritto sul sito del regista e del film (dove scorrendo la home trovate anche una rassegna stampa):

70 adolescenti. 70 telefoni cellulari.
Per raccontare i diciotto anni dal proprio punto di vista.
70 realtà diverse, più o meno complicate, più o meno connesse, più o meno sfuggenti.
Un film che le raccoglie. Un ritratto generazionale senza protagonisti, se non l’adolescenza stessa.

SINOSSI
Vedozero è una visione. Qualcosa che sta intorno a noi. Dentro al mondo degli adolescenti. Liquido e cangiante. Vedozero è lo “sbattimento” della scuola, le gioie e le paranoie, lo “sballo” artificiale e quello naturale, il culto degli amici, la famiglia mai scontata. E’ il fidanzato che non arriva mai, le serate vuote, le fughe dalla classe, gli slalom in skateboard, il dramma della patente, i sogni al luna park, la filosofia sull’altalena e i jeans nuovi che fanno un bel culo. E infine, è una domanda: sarà questa l’età più bella?

Alcuni critici hanno scritto del film:

“Vedozero è quel genere di film per il quale ho sempre pensato che prima o poi qualcuno l’avrebbe fatto e chi l’avesse fatto per primo sarebbe entrato nella storia del cinema.” Vincenzo Cerami

“Vedozero è davvero e soprattutto un film nuovo e innovativo dal punto di vista registico, produttivo, tecnologico e anche educativo.Da questo film esce il ritratto di un’Italia che mostra ciò che in televisione non si vede e che può sentire solo chi ha il coraggio di guardare in faccia le persone.” Gianni Canova

“La sensazione che ho avuto è stata di spaesamento, come se la macchina da presa fosse un occhio. Qualsiasi altro mezzo tra i ragazzi e le loro storie non sarebbe stato così consono. È un lavoro molto impressionista e se parliamo di innovazione e senso del cinema, quello dello spaesamento è un valore assoluto.” Saverio Costanzo

Qui l’articolo di wired: “Noi l’abbiamo visto in anteprima: Vedozero è un ibrido tra diario, cinema e documentario, tutto in formato mpeg4.

Ecco, leggendo e guardando le risorse che si trovano in rete a proposito del film la curiosità di vederlo mi è cresciuta dentro. Speriamo che questo lavoro, definito come il primo blog movie, passi anche da queste parti. In caso capiti dalle vostre vi auguro buona visione, anche perché non si può campare di solo Di Caprio. ;-)

Fellini, il grande bugiardo del cinema.

Ieri pomeriggio mi è capitato di guardare “Fellini: Je suis un grand menteur” (che magari troverete più facilmente sotto il titolo inglese: “Fellini: I’m a Born Liar”) del regista Damian Pettigrew. Il film, o meglio il documentario, è una lunga intervista a Federico Fellini che ripercorre tutta la sua carriera raccontando i sui vezzi, le sue manie, i suoi metodi, la sua visione della vita e del cinema, intramezzata da spezzoni di suoi film e interventi di vari attori e non, che con Fellini hanno lavorato, o gli sono stati amici (come l’amico d’infanzia Luigi ‘Titta’ Benzi), da

Roberto Benigni a Italo Calvino, Dante Ferretti, Tullio Pinelli, fino a  Donald Sutherland. Insomma una buona carrellata (per restare in tema) di testimonianze che rafforzano e rendono ancora più gustosa l’intervista principale che vede per Protagonista Federico Fellini che, va ricordato, si era in un certo senso auto-intervistato nel suo “Intervista” (anzi, lo definirei un autoritratto dal momento che l’esempio del pittore viene più volte rievocato dal Maestro durante questo “Fellini: Je suis un grand menteur”.

Insomma, questo documentario, del 2002 e della durata di 105 minuti, non ha a mio giudizio grandi pretese, se non quella di mettere nero su bianco il Fellini pensiero. E’ un lavoro onesto e lineare che però alla fine raggiunge il suo scopo: da un lato rinfrescare la memoria sul cinema Felliniano e sulle sue dinamiche per chi già lo conosce, dall’altro incuriosire e aprire un mondo per chi non ha avuto occasione, magari per età anagrafica, di confrontarsi con esso, e non è poco alla fine. Consigliato agli amanti del genere, a quelli del cinema Felliniano e del buon cinema e a quelli che, come dicevo prima, a Fellini ancora non si sono avvicinati e vorrebbero conoscere qualcosa di questo grande artista Italiano.