Archivio per la categoria 'elucubrazioni'

Hiroshima e Nagasaki, la riesumazione della vergogna

8.30 Una mattina come tante. Guardo, perché non posso fare altro che guardare, le foto che dopo 60 anni sono fuoriuscite dalla vergogna. Guardo in silenzio, un silenzio profondo, improvviso come quello che precede di pochi istanti l’ultimo bagliore artificiale prima del buio. Guardo quelle foto, prima di leggere il bel articolo che Vittorio Zucconi scrive sulla Repubblica.it, e capisco che poco è cambiato. Con estrema rassegnazione la mente veloce ripercorre momenti e immagini non troppo lontane dalla memoria collettiva. Quegli ammassi, che siano esangui e riversi in una fossa comune o saldamente indistricabili dal cemento della strada non fanno differenza, ieri e neppure oggi. Sono macchie, mai lavate. La storia ci insegna, ma siamo scolari indisciplinati e poco attenti, troppo arroganti. La storia, ogni tanto, ci riprova, non si dà per vinta e torna, ci manda segnali, riaccende la luce. Quelle immagini potrebbero essere sovrapposte alle stragi dei mercati, nelle guerre fratricide nei balcani, alle mattanze irachene o a quelle cecene, a quelle armene. Insomma, sessanta anni dopo ci viene ricordato, per l’ennesima volta, che cosa voglia dire il delirio, che i morti giusti o ingiusti, sempre che ce ne siano, rimangono sempre morti, sulla nostra coscienza, sulle nostre ragioni, flebili.
Hiroshima e Nagasaki non sono state un sogno, e si ripropongono nel loro folle delirio, giorno dopo giorno, sparse qui e la per il pianeta, vuoi con modalità diverse, ma con uguale tragico risultato.
L’America oggi discute, dopo la riesumazione, non di semplici dieci foto, ma di 250 mila morti. Quelli seguiti, nell’immediato, al bombardamento atomico, i primi.
Concludo con un estratto dell’articolo:

Sospetto, per quel poco che so del Giappone, che se quelle fascine di corpi fissate sulle nuove foto emerse da Hiroshima potessero miracolosamente alzarsi e parlare, ci chiederebbero scusa per l’imbarazzo che suscitano in noi che li guardiamo. “Suimasèn, suimasèn”, scusate, perdonate, come le madri che si lanciavano singhiozzando con i figli stretti in braccio dallo scoglio dell’isola di Saipan, per sfuggire all’umiliazione della cattura e farsi perdonare dall’imperatore.

Veltroni Dynamite

Stamattina mi sono alzato ripensando alla chiusura della campagna elettorale. Agli ultimi momenti di flebile speranza, che, nonostante l’aria rendesse la tragedia imminente, hanno continuato ad aleggiare negli animi dei sostenitori più incalliti, quelli dello zoccolo duro, quelli che per intenderci, lo zoccolo nei maroni lo hanno sentito bene, affermazione più che concreta di una realtà ormai ineluttabile. Eccome!
Mentre pensavo a tutto ciò, coi capelli irti e la nebbia della prima paglia mattutina che li attorniava, mi è venuta in mente una delle ultime sequenze di un film, secondo me geniale e che ho avuto occasione di vedere in una notte insonne non troppo tempo fa. Il pensiero che poi, inevitabilmente, si è consolidato a necessaria domanda nel mio cervello è stato: Ma questo non si poteva fare?
Sicuramente, penso io, avrebbe riscosso molto più successo di tutta quella sfilza di veramente importanti persone. Ma erano poi persone importanti Veramente? Voglio dire; avrebbero dato un valore aggiunto? Avrebbero portato un contributo pratico, di pensiero? Era il trenta ore per la vita, del PD!
In tutto questo travaglio cerebrale mattutino non ho trovato cosa più logica da fare che sedermi sul cesso con la paglia, e ricordarmi che più tardi avrei postato il tutto. Rimanevano comunque domande senza risposta poste su un qualcosa che non aveva ancora identità. Vote for Pedro, che è meglio!

pensiero delle 4.16

E poi ti accorgi un bel giorno che c’è il mondo attorno a te

Chi ha paura del Rumeno?

Dunque, fatemi capire: sembra che tutte le violenze sessuali in Italia siano opera dei Rumeni, che tutti gli incidenti stradali con atti di pirateria siano tutta colpa di Rumeni, che tutte le rapine in villa, o in appartamento, siano tutte portate a termine da temibili bande di Rumeni, le rapine nelle gioiellerie? Tutta colpa dei Rumeni, ovviamente, anche la prostituzione; gestita da Rumeni.
Ti hanno ucciso il cane? Colpa dei rumeni. Alla vecchia vacca grassa che abita sotto casa tua hanno rubato la pelliccia? È certamente stato un rumeno.
Prima di loro, a mia memoria, ci furono gli zingari, che rubavano i bimbi alla coop (simpatico che tutto accadesse nelle coop, quasi che gli zingari rubassero bambini da dare poi ai rossi per mangiarseli), che rubavano in casa, che rubavano le auto, picchiavano e via dicendo. Poi il pericolo zingaresco fu debellato e arrivò la volta, quasi in contemporanea di slavi (albanesi quasi sempre, attenzione) e marocchini, che potevano anche essere del sud africa che rimanevano quasi sempre marocchini, che non l’ho mai capita, cioè, se uno era che ne so, per dire, tunisino, egiziano, ganese, una volta arrivato in Italia diventava in automatico marocchino. Insomma, va da sé che c’era sempre un nemico in agguato, ogni due o tre anni c’era una nuova moda, che li capisco anche i flussi migratori, e capisco anche che tra questi ci fosse qualche malandrino, e che tra questi ci fosse qualcuno che, porca la puttana, spinto da guerra e fame non trovasse di meglio, però sembrava che in Italia non ci fossero italiani, il che mi sembrava esagerato persino a me, tenero fanciullo.
Poi alcuni hanno aumentato il punteggio del loro pg (quasi fosse un gioco di ruolo) come i famosi marocchini, che ora non sono più delinquenti allo sbaraglio, no, sono tutti terroristi tecnologicamente preparati in strategie della tensione e atti sovversivi. Prima di loro, di tutti loro, c’erano le BR, ma poi queste furono debellate, o meglio, si pensava, e c’era bisogno di un nuovo nemico pubblico. Ora, è buffo pensare che mentre il volgo tutto, invasato da guru, media, e Maurizio Costanzo stava lì con la spingarda pronta a far fuoco sui poveri malcapitati (non sempre, ma spesso) in alto, su per giù in zona colli romani, ce lo si metteva nel culo, a noi. E fu così che mentre noi gridavamo dacci al marucchein, dacci allo zingaro, dacci allo slavo, Craxi e gli amici politicanti ci svuotavano le casse, i piduisti brindavano allegramente ai futuri progetti, i tangentari si gasavano, Berlusconi si spianava la strada e i mafiosi si sbaciucchiavano con tutti quanti messi assieme. Ecco, non so se ho reso l’idea? Poi, ho sentito parlare di pericolo extracomunitario, ma porca la miseria, ci fosse una volta che questi babbani dei giornalisti si informassero: gli abitanti della ROMANIA, carissimi i miei opinionisti da bocciofila, massmediologi da deiezioni della domenica, sono comunitari dal 1° gennaio 2007, così come la Bulgaria, giusto per avvisarvi.
Infine, in appendice due piccole considerazioni; la prima è che vorrei sapere, visto che si parla di espulsioni, se intendete terrorizzare la popolazione affinché si unisca e vi versi fondi per salvare alitalia, no, perché se no con la ceppa che ci sono voli per rimandarli tutti a casa, anzi, non ci saranno nemmeno aeroplani se alitalia fallisce.
La seconda è: perché si dà sempre la colpa allo straniero nei tg e non si dice che quasi tutte le violenze su donne avvengono tra le mura domestiche, e che comunque la stragrande maggioranza sono ad opera di Italiani? E questo vale anche per i pirati sulla strada, intendiamoci, e per mille altre cosette. In fine, oltre che essere violenti e vigliacchi con le donne, noi Italiani andiamo pure all’estero a compiere le nostre belle bravate con minorenni e via dicendo, insomma, per dire che investiamo anche tanto nelle malefatte. C’è di che pensare. Poi se non vi va bene parlatene con lei

Io vivo secondo le leggi del caos

Io tengo al disordine, sono fautore del caos ordinato, o del disordine che crea ordine. Insomma, per farla breve, io nel mio casino mi ci ritrovo. So perfettamente dove si trova ogni cosa. Tutto è distribuito secondo la logica del caos, ogni posizione ha un suo perchè. Cercavo la penna, lì. Proprio in quel punto, tra le montagne dei vecchi biglietti e il gran canyon delle riviste, e l’ho trovata, solo che di fianco ho notato con la coda dell’occhio un vecchio fumetto che non trovavo più da secoli, così ho lasciato perdere la penna e mi sono dedicato a quello. Vedete? Il caos funziona, a modo suo, ma funziona. Se non avessi cercato la penna, trovandola, perchè era sistemata secondo una logica, la mia, non mi sarei mai scontrato col fumetto che si trovava lì, proprio per la legge del caos:

Prima Legge del Caos
Qualsiasi sistema in equilibrio instabile, è destinato a subire un’esplosione “caotica” che lo trasformerà in un sistema più piccolo ma più stabile.

Seconda Legge del Caos
Tutti gli avvenimenti “maggiori” apparentemente inattesi non sono altro che la somma di tanti avvenimenti “minori” passati inosservati.

Terza Legge del Caos
Nulla accade per caso, anche se di solito non capiamo il perché.
E’ solo un corollario delle prime due Leggi, ma è anche la base per capire gli avvenimenti e intervenire prima che si verifichino.

Quindi madre, ti prego, se trovi 36 libri impilati, ed in cima svetta solitaria e instabile una cornice di vetro, non la spostare, rischieresti di sovvertire il sistema mandando in frantumi anni e anni di studi altamente scientifici, e, cosa più importante, manderesti tuo figlio, ossia io, nei matti.

Il blog come bene-esperienza? Forse dormo poco!

«Gli economisti definiscono bene esperienza il bene del quale i consumatori possono giudicare il valore solo dopo averlo consumato». È la classica definizione, riportata anche da Carl Shapiro e Hal Varian nel loro «Information rules».

Allora a me viene da pensare che in fondo può esserlo anche un blog, o no?

Non è dunque facile vendere un bene esperienza. Tutti i beni sono così al momento in cui vengono lanciati per la prima volta sul mercato. Ma i giornali lo sono tutti i giorni, o meglio, a tutte le edizioni.

Come faccio a sapere se la copia di oggi del «Corriere della Sera» vale per me 90 centesimi? Devo leggerlo e poi lo saprò. E lo stesso è vero nel caso dei giornali online: una visita vale il tempo che le dedico? Devo inviare il browser sul giornale, leggere e poi lo saprò.

Voglio dire, se escludiamo per un momento il discorso economico…

Il punto di riferimento del marketing di un bene esperienza come il giornale è dunque la testata. L’obiettivo è abituare il lettore ad avere fiducia in una testata, a pensare che sotto quella testata ci saranno probabilmente contenuti che vale la pena di consultare.

Questi quattro paragrafi sono presi da qui: Logos.it

Tutto questo discorso mi è partito in testa leggendo l’altra notte il libro Cinema, industria e marketing. Ad un certo punto ho trovato un passaggio che riproponeva, praticamente in maniera uguale, il primo punto di questo post, proseguendo poi così:

 

[...]Insomma, appare ormai chiaro come l’estrema articolazione dell’ambito competitivo renda necessaria, se non addirittura obbligata, l’applicazione della filosofia di marketing all’industria del cinema. Nella realtà odierna un film in uscita nelle sale rischia di essere letteralmente schiacciato dalla concorrenza interna ed esterna al settore[...] (faccio presente che il libro si riferisce al settore del tempo sociale definito tempo-libero che è in contrapposizione a quello che è il tempo sociale definito tempo-lavoro, nel settore di tempo-libero rientrano dunque nella competizione col cinema – concorrenza esterna - tutte quelle attività che vanno dai ristoranti alle discoteche ai locali e a tutte quelle realtà che si inseriscono in discorso di offerta di beni che può attrarre l’utente al di fuori del tempo-lavoro) questo il libro: Cinema, industria e Marketing

Ed è da qui che il mio cervello, forse erroneamente, non lo so, ha pensato che aggregatori di post, memetrack, twitter quando linkiamo i nostri nuovi post o l’uso che a volte se ne fa per avvisare che lo stiamo scrivendo, assomigliavano molto a quanto stavo leggendo, e che il blog, e ancora più nello specifico un post, si avvicinavano molto all’idea di bene esperienza.

Forse dovrei andare a letto prima, che ne dite?


Bloggers Unite

CONTATTI

un feed è per sempre, o quasi!

Se tu volessi per caso o per pietà iscriverti a questo blog potresti farlo cliccando sul tastino arancione che trovi qui sotto, giusto per essere sempre aggiornato sulle peripezie del paz..oh è gratis tirchione!

 Mo fidet di me

Technoratizzami

Add to Technorati Favorites Join My Community at MyBloglog! Blogging Blogs - Blog Catalog Blog Directory

Siete qui in

tracker

Chi passa di qua...

Blog Stats

  • 14,302 hits

Più cliccati

  • Nessuna

 

Maggio 2008
L M M G V S D
« Apr    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031