Mi devo ricordare che non abito più in città, mi devo ricordare che quando corro garrulo come un bambi inseguito da un facocero in calore devo fare attenzione alle ortiche. Non mi ricordavo che nel campo, di fianco casa mia, ci sono ortiche alte come un giocatore dell’ NBA. Ecco, il brutto di essere bassi e di scorrazzare liberamente per un campo con ortiche imponenti è quello che queste ti smazzuolino in faccia. Devo ricordarmi di ricordare. Ora le mie gambe sembrano quelle di un lebbroso. Ho grattato talmente tanto che stanno andando lentamente a brandelli. Adesso ho paura di quelle ortiche, così grosse, così autoritarie, così ortiche.
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Archivio per la categoria 'che ti venga un bego'
No, le ortiche dell’Nba no
Pubblicato Aprile 28, 2008 Succede al paz , che ti venga un bego 7 CommentiTags: campagna, cazzate, ortiche, paz83, pensieri, riflessioni, sei un pirla
Non mettete in mezzo il Jazz
Pubblicato Aprile 10, 2008 Pazlife , che ti venga un bego 2 CommentiTags: demo morselli, diario, elezioni, jazz, maurizio costanzo, paz83, poltica, racconti, roma, scazzi, vita

Drrrr…ma porca…chi cacchio è a quest’ora…
Mi giro svogliato nel letto, completamente inglobato dal piumone, armeggio al buio per un minuto buono prima di individuare la fonte del trillo. La mia mano riemerge col cellulare e si protende verso l’alto neanche tenesse un trofeo. Premo a casaccio il primo pulsante che il mio dito trova, e quello si illumina, che ai miei occhi pare una supernova nel buio della stanzetta. Lo scaglio lontano nelle profondità piumonesche, mi rigiro e mi rimetto a dormire.
Drrrr…eh no, adesso è troppo…vorrei davvero sapere chi è quel grandissimo figlio che chiama all’alba…
Nuovamente la mia mano si divincola tra le soffici pieghe del piumone, è diventata una questione di principio, trovare ed eliminare. Nel giro di pochi secondi recupero il cellulare, lo metto a tacere e faccio per rimettermi a letto, poi mi sorge il dubbio e guardo l’ora; le 9.15, è tardi, mi alzo con la stessa voglia che ha uno stallone obbligato a montare un’intera scuderia la notte prima e senza nemmeno accorgermene mi ritrovo al cesso, ogni giorno mi chiedo se tra camera mia e il bagno ci sia un tapis roulant invisibile, va beh, misteri, prendo la sigaretta già pronta nel posello che si trova sul lavandino e fumo, aspiro forte, mentre mi osservo, sgrano gli occhi, ci vado attorno con le dita cercando di allargare le palpebre, sono rossi, è sempre dura svegliarsi e il mio corpo lo sa bene, il sangue comincia a mettersi in circolo ora, poltrone anche lui, ma non troppo per fortuna. Non mi sono ancora girato verso la finestra che si trova esattamente dietro di me, ma non serve, dallo specchio ho già visto che la giornata non promette nulla di buono meteorologicamente parlando, poco importa, passerà. Con una traiettoria perfetta, che denota le mie doti di cecchino provetto, centro la tazza, sento il friccicore della sigaretta all’impatto con l’acqua, acqua, ecco di cosa ho bisogno, chino il capo e mi disseto con la gola ancora arsa dopo il sonno e la sigaretta, poi orino, ehm, giratevi che se mi leggete non riesco, ecco bravi, così! Mi sciacquo la faccia e scendo zombiescamente le scale, metto una cialda nella macchinetta e mi faccio un caffè.
Mia madre è già scazzata, mia sorella ha il cervello che non interagisce con altre forme viventi prima delle 11. La giornata non promette bene per niente. Ne approfitto per tornare su a vedere chi mi ha chiamato, la delusione è forte quando scopro che era la sveglia del cellulare, in compenso trovo un messaggino…è l’ansa, la prima parola è Berlusconi…la giornata promette sempre peggio, è il preludio a quanto di peggio potrò trovare aprendo il corriere e repubblica.
Verso le 17.30 leggo:
Pdl, chiusura campagna a tempo di jazz : Si va lentamente riempiendo via di San Gregorio, alle spalle del Colosseo e dell’Arco di Costantino che fa da sfondo al palco del Pdl allestito per la chiusura romana della campagna elettorale. In attesa che arrivino Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Gianni Alemanno, il pubblico viene intrattenuto dalla Demo Morselli Jazz Orchestra, nota al grande pubblico per le esibizioni al Maurizio Costanzo Show.
Questo mi fa davvero incazzare…perchè potete raccontarmi tutte le cazzate di questo mondo, ma non venite a mettermi Demo Morselli, Maurizio Costanzo e i Politici di fianco al Jazz, non lo fate porco cane!
La doccia di mia sorella
Pubblicato Aprile 7, 2008 Succede al paz , che ti venga un bego 28 CommentiTags: doccia, famiglia, paz83, sfighe, sorelle
La doccia nel bagno di mia sorella è rotta!
La doccia nel bagno di mia sorella è rotta da tempo, ma nessuno si preoccupa di farla aggiustare.
La doccia nel bagno di mia sorella è rotta, perciò mia sorella viene a fare la doccia su da me, nel mio bagno, nella mia doccia.
La mia doccia, prima che diventasse ad usufrutto di mia sorella, conteneva un bagnoschiuma, uno shampoo, preso a caso senza criterio da uno scaffale del supermercato, una spugna (che va beh, mi sta pure sul cazzo) e null’altro. Ci stavo bene nella mia doccia, con le mie tre cosine, il minimo indispensabile.
La doccia di mia sorella è rotta, ora nella mia doccia ci sono sette shampoo differenti, novemila varietà di bagnoschiuma (ci manca quello al gusto risotto alla milanese e posso organizzare 12 portate) e quarantasette balsami, per quello, per questo e per quel altro. Ma non finisce qui, no, perché nella mia doccia, quando entro devo stare attento ai maledetti rasoi silkesticazzi che usa per depilarsi le gambe, quando ha fretta. Adesso, quando entro nella mia doccia devo stare molto attento, prima controllo che non ci siano rasoi piazzati a mo di tagliola, poi guardo di appoggiare i piedi negli spazi che mi fa la cortesia di non riempire coi suoi mille prodotti. Se entro senza pensarci è molto probabile che io finisca col piede sul balsamo post shampoo, o su uno degli altri mille trabocchetti, e poi culo all’aria, o peggio, sugli affilati rasoi.
E come se non bastasse ogni volta scambio lo shampoo col balsamo post doccia. Anche oggi, tutto tranquillo prendo il tubetto e comincio a shamparmi, poi l’atroce dubbio…ecco, porca eva, lo sapevo io. Non è colpa mia se sti stronzi fanno il tubetto della stessa forma e colore e poi appongono una scrittina minuscola, io mica ci penso…che cazzo, non devo mica essere obbligato alla caccia al tesoro per fare la doccia.
La doccia nel bagno di mia sorella mi ha rotto i coglioni.
Anche mia sorella comincia a rompermi i coglioni.
Vado al cinema dopo mesi e tu ragazza catarrosa mi rompi…
Pubblicato Febbraio 19, 2008 che ti venga un bego 4 CommentiTags: cinema, diario, sogni e delitti, woody allen
Ieri sera sono andato a vedere “Sogni e Delitti” di Woody Allen. Ma perchè la gente decide di andare al cinema quando ha la tosse, il catarro e quanto di più rumoroso il nostro organismo produce? E perchè, non contenti, si piazzano dietro il Paz che aveva appena scelto il posto più isolato in una sala praticamente vuota e cominciano pure a bisbigliare e a sbaciucchiarsi? Cacchio, se vuoi bisbigliare vai in chiesa, che va bene anche per sbaciucchiarsi se proprio ci tieni a baciare la tua morosa scassacazzo che non tace un secondo e che è strapiena di germi. Io ho visto Sogni e catarro, ecco, i delitti invece risiedevano nella mia mente, dove un piano omicida per far fuori la coppietta stava prendendo forma. E per fortuna che non era un odioso multisala, che i film non riesco a vederli dentro quei cosi, che sembra di essere al mercato.
Per la cronaca, il film nonostante tutto mi è piaciuto molto, lo consiglio.
Quello che davvero non capisco è perché le vecchie, quando si spingo fino all’ipercoop per fare la spesa del mese, devono per forza di cose, cascasse il mondo, piazzarsi con i loro sedici carrelli pieni zeppi di acqua, carta igienica e biscotti nelle casse riservate al salvatempo, ovvero quelle dove puoi andare con già la roba bella e impacchettata nei sacchi dentro il carrello perché l’hai già battuta tu con la pistola, e alla cassiera devi solo dare i soldi e uscire. Porca l’oca, ci sono sessanta casse, è sabato di primo pomeriggio, ma perché cacchio tu, vecchiarda che non sei altro, devi fare lo scatto della tua vita fottendomi il posto e poi obbligarmi o a cambiare cassa o ad aspettare due ore che tu concluda di svuotare i carrelli? Non è giusto!




















Parola di...