Archivio per la categoria 'Archivi paz'

Come l’esercito dei coglioni vinse la battaglia elettorale 2006

Un giorno, quando ero ancora pischello, mia mamma mi rivelò che al momento della mia nascita il suo primo pensiero fu: Questo sarà un coglione!

Qualche tempo dopo, in epoca di pubertà, mi resi conto che di coglioni ne avevo altri due (grazie al cielo). Da quel momento non mi sentii più solo, anzi, cominciai a percepire la mia persona come quella di un generale al comando di un piccolo esercito, seppur di coglioni, sarei stato inarrestabile nella mia avanzata.

Il giorno in cui il cavaliere disse: «Ho troppa stima per l’intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse» capii di essere dalla parte giusta, inconsapevolmente mi aveva appena investito del mio rango, general coglione.

Quello che non calcolò è che quel giorno di coglioni ce n’erano in azione almeno tre, io, e il mio piccolo esercito privato, agimmo dalle nostre rispettive posizioni, io allo scoperto guidavo l’avanzata verso il seggio, loro, i miei fedelissimi, agivano indisturbati nell’oscurità di un comodo boxer, nero, per passare indisturbati anche nella tenebra. Raggiunto il punto prescelto per il rendez-vous pre attacco valutammo la posizione e le informazioni in nostro possesso su Tango-n (nel gergo militare tango è il nome in codice dato al nemico. Qui N sta per nano).

Zulu 09:10 AM - era la coordinata dell’ora concordata per l’attacco. Dovevamo agire in fretta, entrare, segnare ed uscire.
Le coordinate per intercettare il nemico erano le seguenti:

  • Bravo
  • Echo
  • Romeo
  • Lima
  • Uncle
  • Sierra
  • Charlie
  • Oscar
  • Nuts
  • Ink

Non potevamo sbagliare. Un segnale prestabilito, lanciato dalla mia truppa (un simulato prurito alle parti basse) indicava che tutto era pronto, aspettavano solo il mio di segnale di ritorno, per entrare in azione. Arrivò qualche secondo dopo, sotto forma di una sempre simulata grattata di coglioni, appunto.

Compimmo il nostro dovere, onorammo il nostro compito impeccabilmente e ripiegammo indisturbati verso il punto X di raccolta. Era amaramente la cantina pregna di fumo di un amico, ma non ci lasciammo rattristare da ciò, il morale della truppa era alto (senza doppi sensi). Il luogo era dotato di alta tecnologia catodica e, devo dire, un discreto impianto audio. Da questa centrale operativa raccoglievamo le informazioni che arrivavano sull’alleanza nemica, nomi in codice:

  • 2006 2008
  • Charlie →Pudding
  • Delta → Delta
  • Lima → Lima

Con gran stupore ci rendemmo conto che le parole del cavaliere altro non erano che il segnale che avrebbe dato il via all’offensiva della nostra alleanza, una moltitudine di truppe di coglioni si mobilitarono, man mano che arrivavano i dati ridevamo sempre di più, felici di non essere soli, grattavamo i nostri di coglioni per far sentire la vicinanza dello stato maggiore alla truppa.

Il machiavelli disse: Dove men si sa, più si sospetta. Loro poco sapevano delle nostre mutande, e men che meno di ciò che vi era dentro, ma non sospettarono. La battaglia fu dura, ma noi vincemmo!
Come dire: IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI!
Così vincemmo la guerra, ma ora…?

Fight Blog: Una volta leggevamo pornografia, ora siamo passati a Blogmania.

Mancandomi l’ispirazione, in questi giorni, ho deciso di riproporre un post apparso sul vecchio blog..nulla di sbalorditivo, però ogni tanto non è male ripescare nel passato..no?

  • Una volta leggevamo pornografia, ora siamo passati a Blogmania.
  • Signori, benvenuti al Fight blog. Prima regola del Fight blog: parlate sempre del Fight blog. Ci servono citazioni. Seconda regola del Fight blog: Dovete sempre parlare del Fight Blog. Terza regola del Fight blog: se qualcuno posta “basta”, fa logout, è spompato, fine del blogattimento. Quarta regola: si blogga anche più di due per volta. Quinta regola: un blogattimento alla volta, ragazzi. Sesta regola: niente camicia, niente scarpe nell’avatar. Settima regola: i blogattimenti durano per tutto il tempo necessario. Ottava ed ultima regola: se questa è la vostra prima sera al Fight Blog… dovete postare!
  • Le persone che commentano ad ogni post sono i miei amici porzione singola. Tra la pubblicazione del post e una risposta al loro commento passiamo del tempo insieme, ci spetta solo quello.
  • Se avessi un tumore lo chiamerei Blog. Blog. Il taglietto sul tuo palato che si rimarginerebbe, se smettessi di stuzzicarlo con la lingua… ma non puoi.
  • Fu così che conobbi Molengai. La sua filosofia di vita era che poteva postare da un momento all’altro, la tragedia, diceva, era che non succedeva.
  • Questa è la tua vita e sta finendo un post alla volta.
  • In un arco di tempo abbastanza lungo l’indice di sopravvivenza su blogbabel scende a zero se non posti più.
  • Che imbarazzo, un Blog pieno di post, e widget e feed e bottoncini e niente lettori.
  • Non sapevo se era il proprietario o un abusivo. In nessun caso sarei rimasto sorpreso.
  • Dopo aver postato ogni altra cosa nella vita si abbassava di volume. Potevi affrontare tutto!
  • Puoi ingoiare mezzo litro di sangue prima di postare.
  • Era davanti agli occhi di tutti, Novecent0 e Clockwise l’avevano solo reso visibile. Era sulla punta della lingua di tutti, Novecent0 e Clockwise gli avevano solo dato un nome. Meme!
  • Chi eri nel Fight Blog non corrispondeva a chi eri nel resto del mondo.
  • Mi facevano pena quei ragazzi ammassati nelle palestre che cercavano di somigliare a quello che gli dicevano Calvin Klein o Tommy Hilfiger. Meglio stare seduti immobili davanti ad un pc a fare quello che ci dicevano Beppe Grillo e le altre Blogstar
  • Nel Fight Blog non era questione di vincere o perdere, non era questione di parole. Quei commenti isterici erano raptus estatici come quelli in una chiesa pentecostale.
  • A volte un blogger parlava per me!
  • Sono la vita sprecata di Paz.
  • Volevo infilare una pallottola tra gli occhi di tutti i blogger che si rifiutano di linkare per salvare la loro specie. Volevo aprire le valvole di scarico delle petroliere e inondare di spam tutti i blog francesi che avrei visto. Volevo respirare fumo.
  • Con l’insonnia nulla è reale. Tutto è lontano. Tutto è una copia di una copia di una copia…anche i tuoi post.
  • Se postassi a un’ora diversa in un blog diverso, posteresti come una persona diversa?
  • Il mio blog era al settecento trentacinquesimo piano di un casellario per vedove e giovani blogger professionisti. Le pareti erano in cemento armato, importante quando la vicina perde una posizione e comincia a sbraitare, o guarda i video su youtube a tutto volume. Oppure quando un’eruzione vulcanica di detriti, che una volta erano antipixel, widget e altri ammennicoli ed effetti personali, esplode dalla tua parete finestra e finisce fiammeggiante nella notte. Immagino che certe cose accadano.
  • Il blog che possiedi alla fine ti possiede.
  • Devi avere coscienza, non paura. Coscienza che un giorno tu non posterai più!
  • È solo dopo aver postato tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa.
  • La pubblicità ci fa inseguire i blog e i blogger, linkare blog che odiamo per scalare cazzate(classifiche) che non ci servono.
  • Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scoop né un post. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella virituale, la nostra grande depressione è Bruno Vespa.
  • Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. Bisogna aprire un blog, altro che. E ne abbiamo veramente le palle piene
  • Tu non sei il tuo blog, non sei la quantità di commenti che hai in un post, non sei il computer che usi, né il contenuto del tuo blog, non sei i tuoi riferimenti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!(parliamone)
  • Cernobil lei è finora l’amico porzione singola più interessante che io abbia conosciuto.
  • Beh, devo dirglielo, io starei molto molto attento a parlarne con qualcuno, perché la persona che ha postato questo è pericolosa. E questo pazzo con la camicia Oxford potrebbe anche scoppiare e poi correre di blog in blog con un’ArmaLite AR-10 carabina a gas potente semi-automatica militare, sparacchiando spam su spam su blogger colleghi e superiori. Magari è qualcuno che conosce da anni, qualcuno molto molto vicino a lei. O forse non dovrebbe postarmi ogni pezzo di spazzatura che le capita fra le mani.
  • Il nickname è la scarpetta di vetro della nostra generazione: te ne infili uno quando incontri una sconosciuta, poi ci “chatti” tutta la notte e dopo butti via. La sconosciuta intendo, non il nickname, eh! Che poi te lo fottono, lei la metti in lista nera!
  • Quelli a cui dai la caccia sono le persone da cui dipendi, noi gestiamo i tuoi server, togliamo la tua immondizia, colleghiamo le tue telefonate, guidiamo le tue ambulanze, ti sorvegliamo mentre stai dormendo. Non fare lo stronzo con noi, noi siamo gli operatori telefonici di reti fisse e mobili!
  • Dobbiamo mostrare la libertà a questi uomini e a queste donne rendendoli schiavi e mostrare loro il coraggio spaventandoli. Postiamo un video di Clemente Mastella!
  • Forse l’ auto citazione non è la risposta. [...] Forse la risposta è l’autodistruzione
  • Se la gente pensa che stai postando, ti presta tutta la sua attenzione. Se questa può essere l’ultima volta che ti leggono, ti leggono davvero. Tutto il resto finisce fuori della finestra, la classifica in rosso e le canzoni postate sul blog, le categorie in disordine. Hai la loro piena attenzione. La gente ti legge invece di aspettare il suo turno per postare.


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