Dall’altare al Cie, ma ora viva gli sposi

fonte foto Gazzetta di Modena

Qualche giorno fa il giudice di pace aveva disposto la scarcerazione dal Cie di Modena, in cui erano “detenuti”, di Andrea e Senad ragazzi figli di genitori bosniaci privi però sia di cittadinanza bosniaca che italiana, anche se sul suolo Italiano sono nati.

Di fatto con questa sentenza il tribunale di Modena stabilisce un precedente importante secondo cui uno straniero nato nel nostro paese ma privo di cittadinanza non può essere trattenuto in un CIE, quindi nemmeno espulso. Questo ovviamente dovrebbe stabilire anche la non applicabilità della Bossi-Fini in questi casi.


(fonte video  AvoiComunicare)

Oggi arriva poi la notizia che mette la parola fine ad una vicenda che ha quasi dell’assurdo e che coinvolge sempre un ragazzo poi rinchiuso nel Cie (centro di indentificazione ed espulsione) e da oggi nuovamente libero. Said Bannani, che stava per sposarsi in comune con una ragazza italiana di San Prospero era stato fermato proprio il giorno delle nozze sulla scalinata che ogni settimana gli sposi percorrono per raggiungere la sala in cui sigleranno la promessa di matrimonio.

Come riporta l’articolo della Gazzetta di Modena:

Said è clandestino: è vero che ha fatto domanda per regolarizzarsi e che questa è stata accolta dall’ufficiale dello Stato civile di Asti per la pubblicazione matrimoniale, ma ieri è emerso che la Questura di Asti, controllando il documento, ha scoperto che non aveva valore: per soli due posti, Said era stato escluso dall’ultima tornata di sanatoria. Per questo motivo è un irregolare in Italia pur abitandoci da nove anni consecutivi. La segnalazione alla Questura di Modena ha così portato al suo fermo e al successivo “trattenimento” al Cie in vista dell’espulsione.

Una cosa a metà tra la sfortuna e la beffa oltre che una cattiveria della burocrazia un poco razzista che vige in Italia e che è risultato delle folli misure (tra l’altro condannate in alcuni loro aspetti dalla comunità europea) di quasi vent’anni di governi di centro destra.

Ma per fortuna ancora una volta il giudice di pace ci ha messo una pezza, valutando il caso in maniera specifica e non generica, ritenendo che Said dovesse essere liberato e che anzi avesse il diritto di sposarsi, subito. Che dire se non viva gli sposi!!!

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