Alemanno, il fake, Twitter e la #nevearoma

Lasciando fuori le idee politiche, il fallimento o meno del piano d’emergenza anti neve per Roma oltre alle voci sulla “campagna hashtag” #nevearoma messo in atto da sindaco Alemanno (che poi eventualmente verrà valutato dai romani), quello che mi chiedo è se vista la situazione fosse davvero indespensabile andare a creare confusione con un account fake del primo cittadino. In fin dei conti Alemanno tramite il suo account twitter nel bene o nel male cercava di dare informazioni sullo stato della situazione della città (cosa che, se fosse sincera e priva di dietrologie politichesi mi sentirei pur di lodare nelle intenzioni), informazioni che potevano anche risultare utili almeno per quegli abitanti della capitale presenti su twitter. L’arrivo del Fake col finto account invece ha finito per creare scompiglio e potenziale confusione, sopratutto per gli utenti meno esperti e che, magari, non sono avvezzi al riconoscimento dei fake (sulle prime ci sono cascato pure io). Oltre a questo, il rischio di danneggiare l’autorevolezza del primo cittadino della capitale (che è pur sempre una figura istituzionale) e le relative informazioni che venivano divulgate. Vista la situazione di caos generale che imperava sulla città forse sarebbe stato il caso di trattenere l’umana stupidità per altro momento. Questo però apre la questione della certificazione degli account, che almeno per quanto riguarda figure pubbliche, istituzionali o politiche è fondamentale. Qualche ghignata leggendo i tweet ce la siamo fatta tutti, ma se analizziamo per bene la cosa ci rendiamo facilmente conto di quanto, seppur banale per qualcuno, questo episodio non sia da prendere troppo sotto gamba, e di come le informazioni in rete siano facilmente manipolabili, col rischio di creare danni ben peggiori.

Insomma, qualche riflessione più approfondità forse la cosa la merita, almeno per quanto riguarda il sottoscritto.

Ad ogni modo uomoinpolvere ha raggruppato in questo storify alcuni dei momenti salienti dell’epica tragedia andata in scena su twitter.

Sull’argomento anche il post di Luca Perugini che ci aiuta ad ampliare il quadro, riportando anche una lunga serie di tweet di vari utenti che vi consiglio di leggere, oltre alla spiegazione sulla differenza tra account fake e account originale di Alemanno.

update: consiglio anche la lettura dell’analisi di Giovanni Boccia Artieri su Mediamondo

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11 thoughts on “Alemanno, il fake, Twitter e la #nevearoma

  1. Pingback: Twitter: #nevearoma analogie con il caso #sucate | Luca Perugini

  2. Pingback: Alemanno, la satira e il finto profilo Twitter. Cosa succede con i fake politici all’estero (e un pensiero a #Sucate)? | Social Milano – il blog di Alessio Baù

  3. Pingback: Twitter e account istituzionali: Il Sindaco cambia, la carica istituzionale no. | Luca Perugini

  4. Censuriamo tutta la rete ? Su Twitter questo tipo di censura esiste e mi riferisco alle zone nord Africa. Le estendiamo anche in Italia ?

    La satira non ha mai ucciso nessuno.

    • Non è questione di censura, ma di buon uso degli strumenti. Non critico l’usanza goliardica del fake in generale. Qualche volta ci sta e in determinati casi smaschera pure mal usi e costumi. Critico invece la scelta del caso in questione e il momento. C’era gente ignara che poteva seguire l’account vero e che non esperta può esser finita in confusione. Non tiriamo in mezzo la censura, internet è uno strumento utile, e in maniera utile andrebbe usato in certi casi. In quanto alla satira si può fare anche in altro momento e con altri metodi.

  5. AleDanno pensava di guadagnare consenso mettendoci la sua faccia, contava di ergersi sulla cima delle colline in posa maschia e di guidare le masse confuse ed opinanti. Ma nelle stesse ore degli smaronamenti alemanni su twitter lavorava benissimo l’Atac, che dava risposte personalizzate ai cittadini. E quando la situazione della viabilità è degenerata, le pernacchie che hanno cominciato a riversarsi sul gerarchetto si fa fatica a considerarle irresponsabili. Sono state la giusta punizione. E magari, invece, sarà proprio a causa loro (le pernacchie) che il prossimo ducetto di turno ci penserà due volte prima di ritentare colpi di scena grotteschi.

    • qui non sto mettendo il dito su destra o sinistra. Poco mi interessa se uno è “fascista” o “comunista”. Quello che sottolineo io è nel merito specifico dell’utilizzo che si può fare o meno del media twitter, individuando (a mio parere) una cosa spiacevole nel fake in quella precisa situazione e ribadendo la necessità di un sistema che permetta al cittadino/utente di identificare immediatamente quando un account è realmente collegato ad una istituzione oppure non accertato e se non peggio fasullo. Cosa questa fondamentale se l’utente fa affidamento su quella fonte per ricevere informazioni.

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