Home > Blogsfera, il bel paese, internet, italia, società > Non sono d’accordo con te, quindi ti defollowo

Non sono d’accordo con te, quindi ti defollowo

tomorrow is another day

Mi è capitato, ultimamente molto spesso, di leggere tra i commenti nelle discussioni che si sviluppano intorno ad un contenuto (che sia link ad un post o altro) aggregato su friendfeed cose che suonavano più o meno così: “mi dispiace che la pensi diversamente, ecco perché qui e ora decido di disiscrivermi da te” e questo nei casi in cui i toni riescono a mantenersi tutto sommato placati.

Ecco, allora io penso, alla faccia della diversità d’opinione, del differente punto di vista, del confronto su idee diverse nel web, tanto vaticinato da tutti a gran voce, come il vero traguardo democratico di cui si avrebbe un gran bisogno, ma che poi cerca cerca…

Nella realtà, sempre più spesso, ce ne freghiamo tutto sommato del punto di vista diverso dal nostro, per quanto critico o gridato sia. La questione, mi ricorda molto quelli che quando ti chiedono che giornali leggi e tu gli rispondi Repubblica, ma anche il Giornale o Libero, ti guardano come se fossi un pericoloso nazifascista. Ma perché? Dove è lo sbaglio? Non è forse producente confrontare diverse idee? Quasi ci fosse la paura di una contaminazione del nostro pensiero puro, indottrinato.

La cosa divertente è poi che, chi millanta una epurazione 2.0 lo grida al mondo, con attegiamenti così caricaturalmente drammatici da ricordare alcune scene d’amore dei film anni ‘40 o ‘50. Braccio sulla fronte, voce rotta, sguardo che in uno scatto d’orgoglio si gira, evitando di incrociare quello dell’amato che da li a qualche secondo verrà bidonato. Ti amo, ma tra noi non potrà mai funzionare, e allora preferisco lasciarti ora, prima che tu, burbero amante, possa traviare le mie doti di giovinciuella di sani principi. E badate bene, non succede solo quando a tirar il pelo della discussione è la politica.

Se decido, per i più svariati motivi, di non seguire più una persona, lo faccio e basta, senza stare ad affiggere manifesti melodrammatici. Non siamo mica davanti alla sacra rota o a qualche avvocato divorzista. Se dovessi defolloware tutti quelli che la pensano diversamente da me, o che postano tette, culi, patate, micetti con l’aids e cartelli quando non ho voglia di averli tra i maroni adesso sarei con un solo contatto msn, e non cagherei manco quello perché forse prefeirei, a quel punto, passare il mio tempo su youporn.

  1. Novembre 11, 2009 alle 3:55 pm | #1

    è una scusa per stare su youporn eh, ammettilo! ;-)

    un bacione

    • Novembre 11, 2009 alle 3:57 pm | #2

      un giorno magari farò il post dell’outing. Lo prometto. Magari il giorno in cui chiuderò lo blog. Ma non oggi. ;)

  2. Novembre 11, 2009 alle 4:46 pm | #3

    D’accordissimo, comunque non so perché ma il verbo defolloware esercita su di me un suo fascino malsano… :]

    • Novembre 12, 2009 alle 1:13 am | #4

      anche a me provoca il medesimo effetto

  3. Novembre 11, 2009 alle 5:07 pm | #5

    hai ragione da vendere, caro Paz.

  4. Novembre 11, 2009 alle 5:44 pm | #6

    Il senso critico è in calo, non ci si pone più nemmeno il problema di confrontarsi, si defollowa e via..
    Come dici tu almeno si eviti di essere melodrammatici!

  5. Novembre 11, 2009 alle 10:34 pm | #7

    Politicamente, è il mio destino.

    ma mi importa poco delle persone che non accettano il confronto con idee differenti.

  6. Mao
    Novembre 11, 2009 alle 10:50 pm | #8

    Non posso che essere d’accordo con le tue parole

  7. Novembre 12, 2009 alle 12:30 pm | #9

    Concordo.

  1. No trackbacks yet.