Marco Paolini, il teatro che fa bene (alla) tv
Volevo scrivere di Marco Paolini e del suo lavoro di teatro di narrazione e civile, ma non sapevo come cominciare. Poi, come al solito, succede che leggi un post e lasci un commento che poi ci pensi e dici: uhm sarebbe stato perfetto o quasi come post. Ecco, io ho lasciato un commento di questo tipo sul post di stefigno che parlava di Paolini (qui i dati di ascolto dello spettacolo andato in onda ieri sera). Non tratta dell’opera di Paolini, ma mi permetto di riproporvelo ugualmente qui:
ieri sera ho fatto la stessa cosa, pc spento, e mente concentrata su Paolini, la cui conoscenza devo, per quanto mi riguarda, ad una amica che studia teatro a Venezia, e del quale ormai ho visto quasi tutto. Quello che mi stupisce è che un prodotto del genere, culturalmente alto e, suppongo, a costo moderatamente contenuto se paragonato ad esempio con lo show di Morandi per citarne uno, non venga a tutti i costi voluto sulle reti del servizio pubblico. I miserabili è troppo di sinistra? Ok, ma ci sono altri suoi lavori che sono semplicemente un fantastico viaggio nella storia del nostro paese. Meriterebbero senza dubbio una platea ampia, senza nulla togliere allo stupendo lavoro de La7.
Paolini sulla rai portò nel 1997 Il racconto del Vajont in occasione del Trentaquattresimo anniversario. E sempre sulla rai collaborò con 6 monologhi per il programma Report. Questo per onor di cronaca.










Concordo! Marco Paolini ed i suoi passaggi (sempre più radi come tutte le cose intelligenti, chissà perchè?!) è una delle poche ragioni per cui vale ancora la pena di avere una tv in casa!
Diamine me lo sono perso…