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A me l’idea di Scalfari era piaciuta

A logica, e dico a logica, l’idea di Scalfari per decretare il vincitore delle primarie non era male. Anzi, mi pareva molto democratica. Semplice semplice. Chi piglia più voti vince. Chiaro e lineare anche per l’elettore che altrimenti tra percentuali, congressi, decisioni di corrente e altre menate varie finisce per non capire se alla fine sto voto, che si è pure sbattuto a dare, è servito oppure no.

Adesso, capisco che fare un cambiamento del genere, a due settimane dalla fine è forse sbagliato, (ma si sarebbe pure potuto fare) e a qualcuno, qualcuno magari con meno possibilità di giocarsela, scazza pure l’idea. Però, a conti fatti, all’elettore, che poi è quello che stramaledettamente dovrebbe avere la verga in mano quanto sono vero io, forse sarebbe apparsa più democratica una formula del genere. Io, lo ammetto, sono sempre stato per il classico e basilare Una testa un voto. Perché, se come diceva Franceschini, la sera fatidica va a finire che tra i due in testa c’è un misero 1% di differenza chi decide non è più il voto del povero cristo che si è sbattuto, ma l’assemblea nazionale. Non lo so, forse sbaglio io, ma quell’idea dell’Eugenio mi era tanto piaciuta. Peccato che nessuno ci abbia pensato prima, e non voglio essere malizioso. A me, quando entrano in gioco assemblee, percentuali e menate varie a posteriori di un voto, sinceramente, dico: ma allora che ci stiamo a fare qui?

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