Silenzio Vs. Rumore

Se ci torno su non è per mancanza di argomenti, ma perché reputo importante la faccenda e interessante la discussione che ne sta seguendo. Si era partiti dalla ormai famosa Proposta di Gilioli, quella di uno sciopero ( che io personalmente avrei preferito definire fin dall’inizio come Mobilitazione civile, e che non dovrebbe essere dei blogger o dei giornalisti ma della società tutta, ma questa è una mia opinione personale)contro le manovre censorie di Alfano e soci che al di là dell’obbligo di rettifica finiranno per produrre altri danni. Da qui, da questa proposta, si è sviluppata la discussione sulla rete (anche grazie ad un post di Luigi Ruffolo che da subito a criticato la modalità della proposta di Gilioli). L’idea di protestare è buona, necessaria anche. Un diritto. L’ipotesi di farla silenziosamente invece a dire il vero non mi è parsa, e tutt’ora non mi pare la migliore soluzione. Gigi e Catepol si sono mossi per primi nel portare la proposta di una mobilitazione quanto più rumorosa possibile. E non avevano tutti i torti. Se è vero che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire figurarsi se ad esso ci si pone davanti col silenzio stesso. Gioco forza si finirà non solo per fare il suo gioco, ma anche per passare praticamente invisibili a chi alla rete non è avezzo o semplicemente non frequenta canali a noi familiari come i blog, ad esempio. O peggio passare( o fatti passare), si visti, ma in che modo? Ieri leggevo, in giro per la rete tra le varie discussioni che si sono aperte, di un tentativo di mediazione, se così lo possiamo chiamare (non so se ci sarà una continuazione o se tutto cadrà nel vuoto). Un post, o un manifesto, chiamatelo come vi pare, da pubblicare (spammate e viralizzatevi direbbe nostro signore) a blog, testate, social network unificati, in cui spiegare in maniera semplice ma precisa i pericoli che potrebbero derivare e le motivazioni della protesta che si intende portare avanti. Questa idea mi trovava, mi trova tutt’ora d’accordo. Forse la soluzione migliore. Certo meglio del solo silenzio e di un banner. Alla mobilitazione proposta da Gilioli ho aderito fin dalla prima ora, perché il fine lo condivido, come penso moltissimi di voi. E continuerò a seguire all’evoluzione della stessa. Questo non mi costringe però a condividere il metodo. Gigi diceva che la rete è liquida, ed è vero. E in quanto tale può facilmente addattarsi all’eventuale nuovo contenitore. Dal silenzio al rumore. Non mi pare una missione impossibile. A tal proposito oggi è intervenuto dal suo blog anche Vittorio Zucconi (giornalista di Repubblica) che mette in guardia dal silenzio in certe situazioni. Io resto dell’idea del non silenzio. Ci sono tante energie in rete e fuori. Perché usarle per fare silenzio?

Update: segnalo anche questo post di Dario Salvelli -sulla questione dell’obbligo di rettifica- che merita una lettura e una riflessione.

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4 pensieri su “Silenzio Vs. Rumore

  1. Anch’io all’inizio ho aderito sull’onda dello sdegno poi di silenzi in Italia ce ne sono già molti, troppi, qualcuno parla anche di silenzio-assenso quindi sono per una protesta attiva e motivata.
    In questa settimana ero via e non ho potuto seguire nel dettaglio la vicenda, ti ringrazio per avermela riassunta in modo così efficace e completo ;)

  2. Ero intenzionato decisamente e con piacere ad aderire.
    Ho appreso però che il ddl è stato momentaneamente accantonato, e il conseguente sciopero dei giornalisti pure.
    A questo punto penso che voler ugualmente insistere nell’iniziativa abbia un valore esclusivamente autoreferenziale (del tipo “ce la diciamo e ce la cantiamo”) e incongruente con l’ipotesi originaria (si configurerebbe come “protesta preventiva a prescindere”) e dunque non incisivo, e abbia anche un qualche retrogusto di immaturità.
    Penso dunque che non parteciperò, magari evidenziandone questi motivi in un post.

    Grazie per questa occasione di esprimermi al proposito.
    Ciao !
    Franz

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