
Avevano fatto il manifesto unico, ci avevano detto. Avevano fatto le primarie, che in realtà si rivelarono secondarie, giacché tutto era stato preventivamente deciso. Avevano fatto la grande coalizione, per la seconda volta. Tutte le sinistre unite per il paese. Ma in realtà era una grande coalizione “Anti”. . e dopo due mesi erano già li che litigavano.
Mancava la unione, mancava la concordia in alcuni principii fondamentali allo sviluppo de’ quali si concentrassero gli sforzi individuali [cit.]
E poi avevano perso. Allora fecero il PD, col suo manifesto, ancora, con le sue primarie, ancora una volta rivelatesi secondarie. Però avevano detto largo ai giovani, e qualcuno ci aveva pure creduto..peccato che…
I fatti accumulati dal secolo passato erano troppi, perché le conseguenze potessero cancellarsi con un trattato. L’elemento giovane fermentava tacitamente. Troppo debole ancora per combattere a visiera levata la tirannide politica ne’ suoi dominii [cit.]
Ed era ricominciata, la nuova era, con la sconfitta, ancora. Ci avevano detto che in ogni caso, la nostra era una vittoria morale, un primo mattone, la pietra angolare posta a principio della nuova edificazione. Ma lo stavano dicendo a loro, che intanto avevano ricominciato a litigare, e a dividersi e a parlare, parlare, non tenendo conto che
… tante credenze s’erano accumulate in quello spazio di tempo, e tante volte la prepotenza de’ fatti le avea soffocate, che gli animi erano giunti a rinnegare ogni fede, e gl’intelletti giacevano sconfortati, avviliti, sfiduciati dell’avvenire [cit.]
E loro volevano rifare la sinistra. Ci avevano detto; fatela con noi. Ma in realtà, nuovamente, se la stavano facendo da soli. E adesso, come per idea innovativa verranno a dirci, ancora, il cambiamento è una virata, torniamo al centro. Palla al centro, ancora, quindi, tutto da rifare. Avevano voluto correre da soli, tutti, un po’ qui e un po’ la, sparsi lungo il percorso. Peccato che nessuno abbia indovinato la strada giusta. Ed ora sembrano li, in mezzo ad un campo, tutti quei gruppetti. A guardarsi in faccia con lo sguardo interrogativo di chi si chiede:” ma dove siamo?”, con lo sguardo di chi parte dal paese, e quando vi ritorna, anni dopo, fatica a riconoscerlo, che persino le usanze locali del luogo natio sfuggono alla sfera mnemonica. Si maschereranno dietro la fattezze del figliol prodigo, sperando che noi saremo qui a braccia aperte, pronti a imbandire la tavola coi nostri più grassi voti. E noi, lasciatemelo dire, saremo li. Ancora
Parola di...