Dunque Forza Italia cessa d’esistere per rinascere. In altra forma, apparentemente, con altro nome in sostanza, ma con le stesse quattro facce che gravitano attorno. E sempre lui, lui sul vascello di comando. Gli va dato atto, è riuscito a fare un’altra volta meglio della sinistra. In un anno ha creato un partito uguale a quello di prima, ma con un nome diverso, come a sinistra insomma, ma meglio diciamo. Perché poi, non dimentichiamolo, ha pure vinto.
Pensate, quando ho cominciato a capire qualcosa nella vita, quando insomma sono arrivato a quell’età in cui cominci ad avere cognizione e parti per formarti uomo, un percorso non breve certo, ecco in quel periodo arrivava Berlusconi. Sono un 83, in pratica 84, nel 94 avevo 11 anni circa. E da allora ho sempre sentito parlare di Berlusconi e di Forza Italia. Non ho un prima e un dopo. Ho un durante e, ringraziando il cielo, avrò un dopo.
Scriveva Oriana Fallaci nelle ultime pagine del suo “La Rabbia e L’orgoglio”:
<< Non mi piace la sua mancanza di tatto, anzi la leggerezza con cui ha scelto il nome del suo partito. Un nome che evoca il bercio con cui i tifosi ci assordano durante le partite internazionali di calcio. E la cosa mi offende, mi addolora, quanto mi offendevano e addoloravano le malvagità dei comunisti. Anzi quasi di più, perché stavolta la ferita non è inferta a me personalmente: è inferta alla mia Patria. Lei non ha alcun diritto di usare per il suo partito il nome della mia Patria. La Patria è la patria di tutti, anche dei suoi concorrenti e dei suoi nemici. Non ha alcun diritto di identificare L’Italia con le dannate squadre di calcio, coi dannatissimi stadi. Per un simile abuso il mio trisnonno Giobatta l’avrebbe sfidata a duello con la spada di Curtatone e montanara. I miei zii , con le baionette del Carso. Mio Padre l’avrebbe presa a pugni, mia Madre le avrebbe cavato gli occhi. Quanto a me, ogni volta che vedo quel nome da partita di calcio internazionale, mi va il sangue al cervello. Ma chi gliel’ha suggerito? Il suo cameriere, il suo autista?>>
Poi continua, la Fallaci nel suo disappunto per la mancanza di serietà dimostrata col suo vezzo di raccontar barzellette, ritenendo che un leader, un capo di governo non dovrebbe raccontar barzellette, cioè fare politica con le barzellette. Ma questa, si sa, è altra storia. Forza Italia dunque cessa, e sinceramente mi chiedo cosa penserebbe oggi la Fallaci di quel che è seguito. E di altri che il Nome della Patria, tutt’oggi, lo usano. Buon weekend a tutti.
Parola di...