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Le autointerviste di Neurone Intervistatore: l’Outing di un blogger su blogsfera e contenuti

Neurone Intervistatore: Ben ritrovato, è da parecchio che noi due non ci incontriamo.

Paz83: Ha ragione, non appare su questo blog da mesi ormai. Dove era finito?

N.I: sono io che faccio le domande qui, se lo ricordi!

Paz83: D’accordissimo…

N.I:Partiamo subito con la prima domanda. Non si sono ancora stancati di leggerla?

Paz83: Qualcuno pare di si, non lo biasimo.

N.I: E lei di scrivere?

Paz83: lungi da me, già parlo poco, se poi smettessi anche di scrivere dovrei rivolgermi ad un centro per autistici…non trova?

N.I: Posso farle una domanda in tutta franchezza?

Paz83: spari…

N.I: ?? E’ diventato leghista?

Paz83: la domanda?

N.I: Si, ma lei per chi scrive? Ha mai scritto per gli altri?

Paz83: Ha mai letto di lodi tessute alla coalizione di CD su questo blog?

N.I: NO! Quindi scrive per quelli di CS? Giusto?

Paz83: non mi pare di aver neanche mai tessuto lodi, direttamente, ad esponenti o progetti del CS. Anzi, se è vero che spesso scrivo attaccando il CD, è anche vero che quando scrivo del CS lo faccio criticandolo.

N.I: Ma quello che scrive e di sinistra. Sbaglio?

Paz83: Io scrivo tenendo conto delle mie Idee, di quello che penso in proposito a certe situazioni. Preferisco.

N.I: Perché?

Paz83: perché le idee spesso sono giuste, non sbagliano. Gli uomini che le mettono in pratica invece si, possono sbagliare. Possono prendere una buona idea e trasformarla in qualcosa di improponibile.

N.I: Usando questa logica potrebbe essere che anche da CD possano venire anche buone Idee, No?

Paz83: si, però poi le sbagliano tutte.

N.I: E quelli del CS?

Paz83: Anche loro, se no avremmo vinto le elezioni. E a Roma i due milioni e passa sarebbero stati reali. E non frutto di cannabis!

N.I: E voi “blogger” sbagliate mai quando scrivete di questa o di quella idea?

Paz83: quasi sempre, perché finiamo spesso non per parlare dell’Idea in se, ma dell’Idea già manipolata, quindi incamminata sul viale della catastrofe.

N.I: Quindi non siete attendibili…

Paz83: per amor del cielo. Non lo sono i giornalisti, che dovrebbero rispondere ad una certa deontologia professionale, figurarsi un blogger che se va bene scrive a seconda di come si alza la mattina.

N.I: Non le pare ingiusto? Voglio dire, qualcuno si salverà…no?

Paz83: Pochi secondo me, ma è una mia idea. Appunto.

N.I: E lei?

Paz83: Sono molto suscettibile la mattina.

N.I: Ma allora tutto il discorso sulle idee?

Paz83: Ho detto che preferisco, che ne tengo conto. Ma questo non vuol dire riuscirci.

N.I: Il blogger alle volte ha l’idea che con quel che scrive potrebbe cambiare il mondo, o comunque una parte di esso, seppur piccola. Che ne dice?

Paz83: In generale, e non solo qui in Italia, può succedere che baleni in testa un pensiero del genere. Ma in realtà finisce che l’unico che cambia è proprio chi scrive. Io sono cambiato!

N.I: In sostanza sta dicendo che l’idea del mezzo blog è buona…

Paz83: sto dicendo che come tutte le idee, di fondo, è potenzialmente buona, ma poi finisce che l’uso che se ne fa tende a trasformarla in una creatura dannosa.

N.I: Tutti i blog?

Paz83: anche un blog che parla di vegetarianismo può partire come una buona idea, Nobile, ma se questo poi comincia a dire che chi mangia carne è un mostro, e te che mangi carne ti senti in colpa, e finisce che piangi anche quando osservi il tuo gatto che zompetta per casa…allora finisce che l’uso e che la messa in pratica dell’idea è sbagliata.

N.I: Torniamo un attimo indietro. Prima le chiedevo per chi scrive. Adesso le chiedo: Uno che scrive su di un blog per chi dovrebbe farlo?

Paz83: Parlo per me. Ho cominciato a scrivere per me stesso, questo era per lo meno l’input di base. Poi è diventato, almeno nell’idea, uno scrivere di me, ma per gli altri, generico. Alla fine è finita che scrivevo per altri blogger. Un po’ come perdere la verginità.

N.I: Quindi un blogger scrive ad uso e consumo di altri blogger?

Paz83: secondo me una certa tipologia di blogger si. O meglio, scrive ad uso e consumo di altri blogger sostanzialmente perché sono questi a permettergli di salire nelle, se così le possiamo chiamare, graduatorie. Il lettore comune può solo leggere, al massimo commenta, ma non è addentro al meccanismo, così come è strutturato oggi. Secondo me spesso è solo uno spettatore silente. E forse è qui lo sbaglio, nella messa in pratica dell’Idea. E’ come il politico che inizia Idealista, che comincia perché sente la necessità, propria, di fare qualcosa di concreto, prima di tutto per se stesso, per una sua realizzazione, poi pensa di mettere questo suo fare a disposizione della gente, e alla fine succede che quello che fa e che dice diventa un mezzo per un fine che è la scalata nella graduatoria. E mi pare che non sia il cittadino comune ad avere potere in questo meccanismo, almeno ora come ora. Segue il politico in vetta, perché è lì. Ma non ha di certo decretato lui questa sua posizione. Non sempre è così quanto meno. Non trova analogie?

N.I: Quindi i blogger sono come i politici? Questo sta dicendo?

Paz83: No, sono come tante altre cose in Italia. Non è solo la politica. Certo è che spesso il Blogger fa politica, una certa politica tutta interna a questo meccanismo, e utile se all’interno di esso vuoi rimanere.

N.I: Lei sta parlando di caste e meritocrazia. Non pensa, ad esempio, che un blog super citato lo sia in effetti per un valore, magari aggiunto, che riesce a dare a quello che propone?

Paz83: Non metto in dubbio che questo possa succedere, o che succeda. Ma quando vedi post di due righe, che non dicono assolutamente nulla, che non danno nessun valore aggiunto, e che sono citati mille volte, senza che magari sul blog citante ci sia un collegamento argomentato, pro o contro che sia, ma semplicemente una riproposizione, allora quanto meno ti domandi perché. E allora io al perché mi rispondo con la storia della metafora politica di qui sopra. Poi magari giri, e trovi post su blog magari non addentro a questo sistema che anche solo parlando della loro giornata propongo qualità e spunti veri. Che scrivono senza porsi problemi di scalata o ritorno, e proprio per questo riescono a proporre qualcosa di buono, originale.

N.I: E perché se propongono qualcosa di così originale e di valore non emergono dall’ombra?

Paz83: Perché il meccanismo funziona male, o comunque è mal usato. Chi è su vuole rimanerci, chi è giù e vuole salire  si adegua all’andazzo. Nessuno si preoccupa quindi di dare visibilità a qualcosa di valore se questo non ti porta poi un vantaggio. Succede poi che ci siano delle oasi, in questo senso, la eccezioni che confermano la regola potremmo definirle, e che, nonostante tutto, queste oasi siano fertili. E questo è un bene.

N.I: E lei? Come si pone in tutto questo?

Paz83: Io parlo bene e razzolo male, come tanti altri. Ho seguito esattamente lo stesso percorso, quello della metafora politica per intenderci. Poi sono stato messo fuori dalla classifica. E in un certo senso, venendo a mancare certi meccanismi, ho riconsiderato certe cose.

N.I: Un redento, come Bush con la fede cristiana mi par di capire, Mi corregga se non è così…

Paz83: Forse si, è probabile che se fossi ancora in classifica forse non starei a fare tutto questo discorso. Pur pensandolo non lo farei. O lo metterei giù in maniera diversa probabilmente. Vede, l’idea c’è ma la messa in pratica è sbagliata, o lo sarebbe in quel caso. Ma non è solo questione di classifica, e non tutti i blog che sono in classifica, nelle parti alte, per forza di cose rispondono o si muovono dentro questi meccanismi. Ma una buona parte che fa tappo sicuramente esiste. Io, sicuramente stavo tra quelli che si adeguavano all’andazzo. Questo si.

N.I: Un bell’outing il suo. Urgenza di lavarsi la coscienza? Pepe al culo o che so…

Paz83: Non so se sia outing, e se sia io la persona che deve farlo. Probabilmente si, e probabilmente non solo. Ma ogni individuo risponde a quello che pensa.

N.I: Ok, è una domanda retorica, vecchia e consumata. Ma, sono le classifiche il problema?

Paz83: Le rispondo così: è la politica, intesa come strumento, il problema? Io non credo. E’ chi si muove dentro, chi usa lo strumento, che magari lo maneggia o lo interpreta male. Senti dire di tanto in tanto “ah che schifo la politica d’oggi” ma la politica di oggi, sempre inteso come strumento, non è mutata nella sua funzione rispetto a quando è stata creata, anzi, talvolta è pure migliorata, si è adeguata alle nuove necessità. E non lo ha certo fatto da sola. E quindi, uno, da questo lato è pure ottimista.

N.I: Quindi, un blogger oggi, sempre ammesso che si possa usare questa definizione, ritenerla corretta applicata a chi usa lo strumento blog, cosa dovrebbe fare?

Paz83: mantenere la conversazione con gli altri “blogger” ma cercare di aprirsi di più a chi della rete non conosce tutti i meccanismi. Porto un esempio. Mi è capitato di parlare con persone che usano la rete, per svariati motivi, e con altre che la usano, ma in maniera più parsimoniosa. In entrambi i casi sollevavano un problema. Gli capitava di arrivare sui blog cercando informazioni su tematiche varie, ma poi non riuscivano ad entrare nell’ottica di certe discussioni. Rimanevano tagliati fuori. E non perché siano stupidi, tutt’altro, ma semplicemente perché arrivate ad un certo punto queste convergevano verso l’interno della rete. Chiudendo la strada a chi è fuori dalla realtà della blogosfera. Ritenevano, si, alcune “conversazioni” stimolanti e degne di interesse, ma poi queste risultavano prendere una strada per lo più fine a se stessa. Succedeva così che queste persone abbandonassero la via del blog, impoverendo quindi una discussione che veniva a perdere un valore aggiunto. Ossia l’apporto al dibattito di una fetta di utenza che pur non avendo dimestichezza avrebbe anche la sua da dire, ma che spesso, forse inconsciamente viene snobbata. Ed è questo, secondo me, un altro grosso problema.

N.I: Allora i blogger sbagliano a prendersela con certa informazione dei Media su questo mondo…Se siete voi a chiudervi.

Paz83: No, non sbagliano. O meglio, se certa informazione tende da un lato a chiudersi sulle sue convinzioni, senza cercare di esplorare appieno, è anche vero che dall’altra parte i blogger non sono i primi a tentare di convincere, di aprirsi a quell’utenza, quella fetta di persone che poi dai media si informa. In sostanza c’è quindi un muro contro muro e in mezzo tutto il resto.

N.I: La ringrazio. Un’ultima domanda. Perché continua a farsi intervistare da me, suo unico neurone sano?

Paz83: E’ l’unico che si presta evidentemente. E poi perché la forma intervista mi sembra un’alternativa molto più scorrevole ad un post che sarebbe risultato lungo e palloso. Questa, spero, non lo sia più di tanto. Espongo ciò che penso, il che vuol dire che non è regola, o dato di fatto. Ma semplice opinione. Condivisibile o meno.

Neurone Intervistatore: Allora Grazie! E alla prossima.


  1. Ottobre 28, 2008 alle 2:09 pm | #1

    Bel post, in effetti hai ragione, in troppi scriviamo in funzione delle classifiche e non dei contenuti ed anche vero che difficilmente cerchiamo di coinvolgere chi non è del nostro mondo, forse lo facciamo incosciamente ma lo facciamo.

  2. Ottobre 28, 2008 alle 3:38 pm | #2

    E’ un ottimo intervistatore Neurone! :-*

  3. Ottobre 28, 2008 alle 3:41 pm | #3

    @Duhangst: e anche io ho fatto così, non è che mi tiri fuori. Però poi parlando con gente che legge il mio blog, ma non è abitudinaria dei blog in generale, salta fuori questa cosa. E mi fa un po pensare.
    @Mitì: eheh trovi? Secondo me è più sveglio dell’intervistato, per forza di cose. Un bacio

  4. Ottobre 29, 2008 alle 8:43 am | #4

    oddio, il neurone O_O
    ma ancora esistono le classifiche?

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