Italia indietro sul clima

Io capisco la congiunzione economica malefica che si presenta in questo periodo (anche se non è cascata dal cielo), e capisco pure che uno possa pensare che l’ambiente ad un certo punto non sia priorità (anche se fatico ad accettarlo), però si sono presi impegni sia a Kyoto che in sede Europea. Non ci sono i soldi, dicono, e possiamo anche crederci,  per farlo nei tempi fissati. Che facciamo allora? Perché, ad esempio non bloccare qualche grande opera e RI direzionare i fondi in senso ambientale?

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7 pensieri su “Italia indietro sul clima

  1. L’africa continua ancora oggi ad essere ridotta in schiavitù per questioni meramente economiche e questo a prescindere dagli accordi internazionali. Il problema, a mio avviso, non è legato al dove trovare i soldi.

  2. Non ci credo. Non è vero che i soldi non ci sono. Bisogna pensare alla grande. Avere visioni. Investire nel business verde è pensare/agire da giganti. Intanto Berlusconi si fa portavoce delle posizioni di Marcegaglia & C. (che prontamente ringrazia). E la risposta più bella in merito l’ha data Jeremy Rifkin (autore tra l’altro di “Economia all’idrogeno” e “Il sogno europeo”), alla affermazione “Berlusconi si è fatto interprete di umori largamente diffusi nel mondo industriale” ha ribattuto:”Ma quale mondo industriale? Durante le stagioni del cambiamento ci sono sempre i nostalgici, quelli che rimpiangono il vecchio. Difficilmente sono loro a guidare il nuovo”. Il 24 ottobre a Washington si riuniranno 60 presidenti, amministratori delegati e leader delle più importanti industrie a livello globale nei settori strategici: le fonti rinnovabili, l’edilizia avanzata, i trasporti a basso impatto ambientale, le reti intelligenti… E questi parlano di carbone e centrali nucleari. Fanno tanta tenerezza…

  3. @Arianna: ma che bello, mi citi Jeremy rifkin..che per altro se non sbaglio è stato consulente del governo Prodi (che tanti hanno criticato ma che senza troppo clamore secondo me qualcosa avrebbe fatto). Una gran Mente. Io credo che per quanto riguarda l’innovazione tecnologica a scarso impatto ambientale, fonti rinnovabili ed altro dovremo aspettare ancora molti ma molti anni. Questa è la mia impressione. Siamo ancora alle prese con questioni come lo smaltimento dei rifiuti ordinari, che per altro ci facciamo rubare dalla camorra, che prima di permetterci di pensare ad altro ne abbiamo di strada.

  4. Hai ragione sullo smaltimento dei rifiuti ordinari. Ma anche qui amaramente bisogna ammettere l’enorme divario tra nord e sud. Mi fa male dirlo, sono napoletana, ma credo che anche in questo caso il divario sia culturale. Quando mia madre mi venne a trovare a Perugia i primi tempi che mi ero trasferita entrò in macchina e io le dissi di allacciarsi la cintura di sicurezza. Mi rispose:”Ah perché qui si portano?”. Al sud questo è il problema: la raccolta di differenziata per esempio viene vista come un optional, la puoi fare ma anche no. E in questo Bassolino e la Jervolino hanno pesantissime responsabilità. I casi dei comuni dalla buona condotta sono rari e per questo tra l’altro fanno notizia. A questo aggiungiamo le responsabilità gravissima di un nord che ha smaltito al sud rifiuti tossici facendo affari con la camorra. Ma siamo in Italia e quand’anche vengano individuate le responsabilità nessuno pagherà pegno. Salvatore Cuffaro, così per fare un esempio, è stato condannato a 5 anni per favoreggiamento alla mafia (primo grado certo ma comunque è un’ombra pesantissima) e ora siede tranquillamente tra gli scranni del Senato. Grazie allo scudo dell’UDC è Senatore della Repubblica Italiana. Il Pd intanto sta pensando di candidare Bassolino alle Europee. Italia indietro su tutto!

  5. Ah, confermo Rifkin è stato consulente di Prodi quando era alla Presidenza della Commissione europea. Prodi volle un programma di ricerca e sviluppo per arrivare a un’economia basata sull’idrogeno (2 miliardi di euro – fonte Ansa). Ecco questo sì che mi sembra occuparsi del presente guardando al futuro. Ribadisco c’è bisogno di pensare alla grande. Perché il mio timore è che quando in Italia avremo finito di costruire le centrali nucleari di Scajola (voglio proprio vedere i tempi), il futuro le avrà già spazzate via e a noi rimarranno sul groppone le scorie radioattive che non sapremo sotto quale tappeto nascondere!

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